MOLDAVIA: Un ritocco ai diritti LGBT, in vista del vertice con l'UE

La Repubblica di Moldavia ha cancellato venerdì scorso la sua legge contro la “propaganda gay”, nel tentativo di ottenere l’associazione all’Unione europea.

Dopo aver passato tale legislazione in giugno, i parlamentari moldavi hanno votato per abrogare la clausola che proibiva “relazioni [diverse] da quelle legate al matrimonio e alla famiglia”, sostenuta da gran parte della maggioranza cristiana ortodossa del paese, secondo l’AFP .

Funzionari del governo moldavo hanno riferito che sperano di arrivare alla firma di un accordo di associazione con l’UE il mese prossimo in occasione del vertice coi paesi del Vicinato orientale a Vilnius, in Lituania; tale accordo sarebbe un primo passo verso una eventuale adesione all’Unione in futuro.

La mossa di Chisinau arriva in risposta alle critiche internazionali sulla legislazione anti “propaganda gay” della vicina Russia, che sta attualmente spianando la strada ad un disegno di legge che dovrebbe portare via i figli dalle loro case ai genitori LGBT. La legislazione ha galvanizzato gli attivisti omofobi nel Paese, dando il via ad un clima diffuso di paura e di violenza contro i cittadini LGBT che vivono all’interno del paese.

I funzionari di Mosca si sono dichiarati contrari alla decisione dei parlamentari moldavi, come ha fatto un certo numero di cristiani ortodossi che si sono riuniti al di fuori del palazzo del parlamento, nel tentativo di impedire l’ingresso dei legislatori. “Oggi stanno consentendo questa propaganda”, ha detto alla AFP il pope Ghenadie Valuta  “e domani permetteranno i matrimoni gay”.

Foto: Valya Egorshin, Flickr

 

Chi è Davide Denti

Dottore di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università di Trento, si occupa di integrazione europea dei Balcani occidentali, specialmente Bosnia-Erzegovina.

Leggi anche

MOLDAVIA: “Il paese in ostaggio degli oligarchi”, intervista all’economista Maia Sandu

Le elezioni del 24 febbraio scorso hanno certificato uno stallo politico che potrebbe essere superato con la formazione di una maggioranza eterogenea o con nuove elezioni: intervista con Maia Sandu