ROMANIA: Passa la legge "ammazza cani", ma non chiamatela barbarie

Si chiamava Ionut Anghel, aveva quattro anni. E’ stato sbranato da cinque cani mentre giocava con il fratellino più grande, di sei anni, in un parco del centro di Bucarest. Una morte orribile e inutile. La notizia non è lui ma – ovviamente – i cani. Già, perché a seguito di questo fatto il parlamento romeno ha approvato una legge che consente di uccidere i cani randagi. Una legge che ha fatto discutere – molto più della morte di Ionut – le opinioni pubbliche di mezza Europa e che prevede la cattura dei cani randagi, la loro permanenza in canile per due settimane (in attesa che si faccia avanti qualcuno disposto ad adottarli) e la morte tramite iniezione. Il presidente romeno, Traian Basescu, l’ha chiamata “eutanasia” per i cani randagi affermando che “la salute delle persone viene prima di quella dei cani”. Le organizzazioni animaliste internazionali sono insorte.

La legge, approvata lo scorso 10 settembre, ha avuto un iter travagliato. La Corte Costituzionale (che già aveva bloccato una legge simile nel 2001) ha provvisoriamente bloccato la legge che, dopo un periodo di studio di circa dieci giorni, è stata dichiarata legale.

Questa legge risponde, forse con eccessiva durezza, a un problema reale: secondo le stime sono oltre sessantamila i cani randagi in Romania, vale a dire uno ogni 31 abitanti. E i dati sono allarmanti: nei primi quattro mesi del 2013, oltre 6.000 persone sono state morse. Di queste, ben mille erano bambini. Il problema del randagismo cresce con l’andar del tempo e in città come Bucarest è a livelli quasi insostenibili. Le organizzazioni animaliste europee accusano il parlamento romeno di ferocia gratuita. Anche in Italia, sui giornali e sulla rete, è facile leggere accuse di barbarie nei confronti del popolo romeno.

I romeni sono sostanzialmente d’accordo con questo provvedimento e la barbarie non c’entra. Il randagismo in Romania è un problema serio. I randagi proliferano, mangiano cibi avariati e facilmente si ammalano, talvolta anche di rabbia, si strutturano in branchi ed iniziano a sviluppare aggressività. Vittime dei loro attacchi sono non solo i bambini (che in questa guerra dei sentimenti vengono opposti ai cagnolini) ma persone disabili, anziani (molti danno loro da mangiare e capita che l’animale, non più abituato al rapporto con l’uomo, si rivolti), ubriachi e senzatetto. Il problema è di vecchia data e non è vero che sono i romeni ad abbandonarli, almeno non oggi: in quel tremendo periodo che fu la dittatura di Ceausescu l’urbanizzazione forzata portò all’abbandono degli animali che, nei decenni, hanno continuato a proliferare aumentando di numero e pericolosità.

Certo si poteva agire diversamente: se dopo la caduta del regime si fosse operata una sterilizzazione massiccia, oggi il problema sarebbe meno grave o forse già risolto. Quello che chiedono le associazioni animaliste romene (consapevoli del problema) è appunto questo: sterilizzare invece che uccidere. Quella che viene chiamataeutanasia” dei cani randagi è una misura estrema, ma non può essere bollata apoditticamente come incivile né i romeni possono essere accusati di barbarie. Quello che manca in Romania non è la sensibilità verso gli animali ma delle strutture dove accoglierli. I canili sono pochissimi e le associazioni animaliste si stanno battendo per la costruzione di rifugi. Dove i rifugi sono stati costruiti, e dove si è proceduto alla sterilizzazione, il numero di randagi è diminuito, spiegano gli animalisti. Forse questa è la via da seguire ma il paese ha denaro (e volontà) per investire in tal senso?

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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6 commenti

  1. Citazione dal vostro articolo: “L’eutanasia dei cani randagi è una misura è estrema, ma non può essere bollata apoditticamente come incivile né i romeni possono essere accusati di barbarie”

    Non si può parlare di eutanasia in quanto il cane non versa in uno stato neuro-vegetativo permanente e viene quindi accompagnato ad una dolce morte, qui si parla di esseri viventi sani che vengono uccisi contro la loro volontà di vivere. Il termine corretto sarebbe MASSACRO oppure STERMINIO DI MASSA.

    Il Massacro o Sterminio di Massa è ritenuta una barbarie. (ed è altamente incivile)

    Le colpe sono da attribuire 100% al governo che – per decenni – non ha fatto niente per contenere il fenomeno del randagismo mettendo in pericolo la vita dei suoi cittadini.

    L’essere umano come al solito si macchia di gesta orribili, che vergogna.

  2. Aniello Langella

    Ma lei scherza o fa sul serio? Non chiamatela barbaria, e come dovremmo chiamarlo.Provvedimento? Soluzione? Come c’è lo dica lei io vedo solo tanta ccrudeltà. ……Nessuno ha dimenticato che purtroppo un bimbo e morto ma sterminare tutti i cani mi sembra quasi una soluzione da nazista…..un olocausto senza senso…..come dice lei allora se un rumeno un domani uccidesse mio figlio io dovrei sterminare tutto il popolo rumeno allora? Ma lei ragiona prima di scrivere un articolo del genere….quasi a giustificare questo sterminio che avverrà nei prossimi giorni. Si passi la mano sulla coscienza

    • “come dice lei allora se un rumeno un domani uccidesse mio figlio io dovrei sterminare tutto il popolo rumeno allora?” Certa gente dovrebbe tacere, farebbe più bella figura, invece di fare comparazioni idiote.

  3. In Romania agiscono volontari animalisti, fra i quali la Onlus Italiana “Save the dogs and other animals” di Sara Turetta. Informarsi con loro di quanto la UE abbia finanziato la Romania negli anni per risolvere questo problema. Come sono stati impiegati i soldi? E quanto prende un canile per ogni cane massacrato? Di quale eutanasia pietosa via iniezione stiamo parlando, quando i cani vengono massacrati a bastonate nei canili, avvelenati o uccisi per strada con metodi barbari da chiunque voglia cimentarsi? Sarebbe questo un modo civile per risolvere la questione, o piuttosto la via per incanalare loa violenza e i peggiori istinti verso gli animali, prima che con gli uomini? Quel povero bambino, dalla fine non ancora chiarita, è stato preso a pretesto per risolvere una questione che nessuno ha voluto risolvere finora (si sono forse chiusi i finanziamenti UE destinati al randagismo?). Caro redattore di questo articolo dai toni infastiditi, gli animalisti, i volontari che si occupano di animali non antepongono gli uomini ad essi, perché per primi sono più sensibili alle sofferenze di tutti gli esseri umani. Cordialmente.

  4. Ottimo articolo. La Romania non ha usato soldi comunitari per fare questa operazione. Prima di parlare adottate dieci randagi e dimostrate di aver visitato una zona in Romana dove sono presenti cani randagi in branco. POI parlate.

  5. si la Romani anon ha usato soldi comunitari per questa operazione ma invece di usarli per costruire dei rifugi/canili se li sono intascati…per loro è piu facile ed economico uccidere che dare la soluzione e noi invece di stare a parlare qui dovremmo fare qualcosa….non è umano quello che stanno facendo!!!!!!!!

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