RUSSIA: Alla ricerca dell'arma supersonica

Le armi sono un problema sempre attuale nella vita internazionale. La corsa agli armamenti fra Russia e USA non è finita con la fine della guerra fredda. Solo che Mosca si trova sempre un po’ più indietro, non solo per le minori disponibilità finanziarie, ma anche per lo sfilacciamento, con la caduta dell’URSS, di sistemi organizzativi e produttivi collaudati. E così la Russia, nell’elaborazione di nuovi sistemi d’arma in concorrenza con gli USA, raccoglie una serie di fallimenti, come la caduta del vettore “Proton-M”, con relativo incendio, nel luglio scorso nella base di lancio di Bajkonur, in Kazakhstan.

Ma Mosca non si arrende. I produttori russi di tecnica militare hanno riferito di un progresso da loro ottenuto nella sfera delle tecnologie “ipersoniche”. Nello stesso tempo le forze armate USA hanno annunciato l’avvenuta sperimentazione di un nuovo tipo di arma, un velivolo capace di sviluppare una velocità che può superare di cinque volte la velocità del suono.

La denominazione provvisoria dell’apparecchio è “arma ipersonica progredita” (Advanced Hypersonic Weapon, AHW). Il “Washington Post” riferisce che nel corso della sperimentazione l’apparecchio ha superato la distanza di 3.700 chilometri dall’isola hawaiana di Kauai all’atollo di Kwajalein (isole Marshall) in meno di mezz’ora. In precedenza gli USA avevano affermato che la realizzazione dell’AHW è prevista da un nuovo programma militare che permetterà agli americani di colpire obiettivi in qualsiasi punto del pianeta in meno di un’ora. A Washington si assicura che la nuova arma sarà utilizzata per la “liquidazione” di terroristi o il rovesciamento di regimi sgraditi agli USA in altri paesi

Gli USA hanno già effettuato quest’anno dei test di un altro prototipo di arnamento ipersonico In agosto gli americani hanno sperimentato il velivolo Falcon HTV-2 che, secondo la concezione dei progettisti, dovrebbe sviluppare una velocità che supera di 20 volte quella del suono. Tuttavia, poco dopo il lancio dalla base aerea di Vandenberg in California l’apparecchio ha cessato di trasmettere a terra i dati telemetrici in tempo reale. Secondo alcuni rilevamenti, l’apparecchio si sarebbe inabissato in qualche parte dell’Oceano Pacifico. Problemi analoghi sono sorti durante il primo test di questo velivolo che fu effettuato nell’aprile 2010.

A quanto sembra, anche nell’arsenale dell’esercito russo entro breve tempo potrebbe comparire l’arma ipersonica. In realtà occorre ancora un certo tempo prima che gli aerei, oltre ai prototipi esistenti, possano essere prodotti in quantità industriali. “Già adesso possiamo volare nella fascia dell’ipersuono, già fin d’ora abbiamo missili che volano nell’ipersuono alla velocità di 4,5 M (mach), ma ci serve che il missile ipersonico compia un volo non di breve durata, ma a regime stabile nell’atmosfera. Abbiamo bisogno di realizzare un volo di lunga durata, e non solo di un breve ipersuono”, ha dichiarato alla RIA-Novosti Boris Obnosov, direttore generale della corporazione “Taktičeskoe Raketnoe Vooruženie”.

Parlando a margine del MAK (Salone spaziale aviospaziale) svoltosi recentemente a Žukovskoe presso Mosca, egli ha spiegato che nel momento attuale i missili ipersonici russi sono capaci di rimanere in aria soltanto per alcuni secondi. In tal modo i progettisti devono ancora darsi da fare non poco per aumentare la durata della permanenza in volo. Inoltre gli ingegneri devono ancora risolvere il problema di aumentare la velocità del vettore. L’ipersuono incomincia da 4,5 М, ha spiegato Obnosov, perciò occorre creare un missile che voli alla velocità di 6 М, 10 М, 14 М. “Questi problemi sono assolutamente diversi dal punto di vista della concezione scientifica, ma comunque devono essere risolti”, ha aggiunto il capo della corporazione.

La necessità di creare un’arma ipersonica in Russia viene sottolineata già da tempo. E nel corso del forum militare dell’anno scorso a Žukovskoe, dove ora si è svolto il МАKS-2013, il vicepremier Dmitrij Rogozin, che cura il complesso militare-industriale, aveva dichiarato che la Russia, oltre a tutto il resto, deve puntare sulle tecnologie ipersoniche. Le stesse cose il vicecapo del governo le aveva dette anche la primavera scorsa illustrando la sua visione di come deve svilupparsi l’esercito russo. Occorre passare alle forme di combattimento senza contatto diretto con l’avversario, per minimizzare le perdite del personale, aveva affermato il vicepremier

L’idea della guerra senza contatto fisico non è nuova. Questa dottrina prevede l’utilizzo di armi non nucleari di alta precisione, capaci di sferrare colpi fulminei alle posizioni dell’avversario con lo scopo di infliggergli un notevole danno e costringerlo all’accettazione delle nostre condizioni. In particolare il Pentagono sta cercando di realizzare questa strategia. Anche l’esercito russo deve seguire questa via, ritiene Rogozin. Perciò la parte essenziale dei mezzi d’attacco, secondo la sua opinione, deve essere costituita sia da missili balistici non nucleari con base a terra o sul mare, sia da missili ipersonici a lunga gittata.

Lo sviluppo delle tecnologie ipersoniche attualmente è in mano alla corporazione “Taktičeskoe raketnoe vooruženie”. Essa ha già elaborato un programma di sviluppo dell’ipersuono, sulla base del quale sarà elaborato il programma statale. In Russia si sta studiando anche la creazione di una holding per l’elaborazione di tecnologie ipersoniche. A dire di Rogozin, “il progetto concernente l’ipersuono può essere paragonato per la sua importanza e per il salto di qualità tecnico-scientifico che renderà possibile, alla costruzione della bomba atomica”.

Chi è Giovanni Bensi

Nato a Piacenza nel 1938, giornalista, ha studiato lingua e letteratura russa all'Università "Ca' Foscari" di Venezia e all'Università "Lomonosov" di Mosca. Dal 1964 è redattore del quotidiano "L'Italia" e collaboratore di diverse pubblicazioni. Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana "Radio Free Europe/Radio Liberty" prima a Monaco di Baviera e poi a Praga. Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano "Avvenire" di Milano. Collabora con il quotidiano russo "Nezavisimaja gazeta”. Autore di: "Le religioni dell’Azerbaigian”, "Allah contro Gorbaciov”, "L’Afghanistan in lotta”, "La Cecenia e la polveriera del Caucaso”. E' un esperto di questioni religiose, soprattutto dell'Islam nei territori dell'ex URSS.

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Un commento

  1. ecco l’ho sempre saputo che c’era del vero nel mitico “Firefox, volpe di fuoco”, imperdibile classico del 1982, con Clint Eastwood