ALBANIA: Edi Rama, un pittore al comando di un paese conservatore

Edi Rama, nato a Tirana il 4 luglio 1964, pittore e ex professore di belle arti, guidando una coalizione di centrosinistra ha vinto le elezioni del 23 giugno scorso con un risultato che ha sorpreso tutti, assicurandosi 84 seggi su 140 in totale. Altri 56 deputati sono andati alla coalizione di centro-destra guidata dal Partito Democratico di Sali Berisha. I socialisti di Edi Rama hanno ribaltato i risultati nelle aree considerate roccaforti del centro-destra di Berisha come per esempio la città di Scutari. Ma più che una vittoria del centro sinistra, si è trattato di un voto contro il premier Berisha.

Sali Berisha, un personaggio che ha dominato la scena politica albanese dall’inizio degli anni ’90, ha dato il massimo in questi ultimi anni. La satira albanese lo raffigurava come “Edward mani di forbice” per via delle numerose inaugurazioni di grandi opere pubbliche (centrali elettriche, strade, impianti di acqua potabile) tra cui non ultima l’autostrada che ha dimezzato la lunghezza del collegamento stradale tra Tirana e Prishtina. Sul versante estero, l’integrazione dell’Albania nella NATO e la liberalizzazione dei visti con l’Ue sono state le sue carte vincenti che Berisha si è ampiamente giocato, ma alla fine l’economia reale ha prevalso sulle infrastrutture e grandi opere. Cosi la crisi ha fatto un altra vittima eccellente della politica non solo europea. Fino all’ultimo tutti i dati politici davano una lieve calo del premier Sali Berisha, ma la crisi economica non guarda in faccia a nessuno e il risultato elettorale ha dimostrato che il paese voleva un cambiamento radicale per riprendere il cammino europeo.

Il governo del premier socialista Edi Rama sarà in carica dopo la riunione del nuovo parlamento il 7 settembre. In questi giorni il premier eletto Edi Rama non ha solo festeggiato la vittoria elettorale dopo 8 anni di opposizione, ma anche preso appuntamento con il Capo dello Stato, il presidente Bujar Nishani, il Procuratore Generale Adriatik Llalla e il Governatore della Banca Centrale dell’Albania, Ardian Fullani. Questi incontri, secondi molti gli osservatori, sono serviti al nuovo premier Edi Rama per avere una chiara idea dei conti dello Stato, della situazione della legalità e criminalità ed stringere con loro un rapporto reciproco collaborazione. Ma durante la riunione di ieri del suo gruppo parlamentare Edi Rama lanciato diverse critichea queste autorità dello Stato perché secondo lui non hanno fatto molto per meritare elogi.

Tuttavia, le incognite del nuovo governo di centrosinistra sono molte. La scelta dei ministri del governo di Edi Rama sarà una cartina di tornasole per carpire la prospettiva delle riforme. In Albania negli ultimi anni, le riforme necessarie a raggiungere i traguardi euro-atlantici sono stati uno slogan costante della politica sia di destra sia di sinistra. Attualmente si sta cercando di riscrivere una programma di governo tra Edi Rama e l’aleato Ilir Meta, capo del Movimento Socialista per l’Integrazione, nonché ex leader del Partito Socialista che è stato l’ago della bilancia della politica albanese permettendo la nascita dell’ultimo governo di centrodestra di Sali Berisha. Da questo documento si capiranno le priorità del nuovo governo. Edi Rama durante la campagna elettorale ha detto che la riforma fiscale con l’introduzione della tassa progressive sui redditi e la riforma della sanità su un modello universale come quello italiano sono una priorità politica. Ma queste riforme metteranno a dura prova il nuovo governo e i conti dello Stato albanese.

Lavdrim Lita, classe 1985, laureato in giornalismo ed editoria alla Sapienza. Dopo uno stage presso Deutsche Welle  ha lavorato come giornalista per i quotidiani 55 (Albania), Bota Sot (Kosovo), Zhurnal.Mk (Macedonia) e L’Occidentale (Italia). E’ stato inoltre direttore del Centro pubblicazioni nel Ministero della Difesa albanese. Con questo articolo inizia la sua collaborazione con East Journal.

Foto: Charles Roffey, Flickr

Chi è Lavdrim Lita

Giornalista albanese, classe 1985, per East Journal si occupa di Albania, Kosovo, Macedonia e Montenegro. Cofondatore di #ZeriIntegrimit, piattaforma sull'Integrazione Europea. Policy analyst, PR e editorialista con varie testate nei Balcani. Per 4 anni è stato direttore del Centro Pubblicazioni del Ministero della Difesa Albanese. MA in giornalismo alla Sapienza e Alti Studi Europei al Collegio Europeo di Parma.

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2 commenti

  1. Leggendo l’articolo si la simpatia del giornalista per Berisha…Dal CV risulta che il giornalista abbia lavorato nel giornale 55 che appartiene all’estrema destra corrotta e molto vicino a Berisha…cosa che mette in dubbio l’equilibrio e l’obbietivita’ di questo articolo…

    • Caro Elio, necessariamente ognuno ha la sua storia e le sue simpatie. Qui in east journal cerchiamo di correggerci a vicenda per far sì che i nostri, inevitabili, “bias” non influenzino le nostre analisi. In cosa precisamente l’articolo le è parso non imparziale (a parte che nel CV dell’autore)?

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