UCRAINA: La Crimea contesa tra Mosca e Kiev

di GREGORIO BAGGIANI

La penisola della Crimea, con capitale regionale Simferopol, fino al 1954 regione della Russia, fu regalata da Krushchev all’Ucraina in quell’anno. Essa diverrà in futuro con ogni probabilità sempre di più un punto di frizione delle relazioni russo-ucraine. I fattori che determinano questo stato di tensione sono essenzialmente di tipo geopolitico: accesso al Mar Nero e problemi etnici. La maggioranza della popolazione della Crimea è costituita da russi, visti a Mosca come connazionali all’estero da proteggere, ma che potenzialmente possono anche fungere da “cavallo di Troia” per rivendicazioni territoriali da parte di Mosca.

Europa o Russia?

A ciò si aggiungono poi altre, ma tra loro interconnesse, problematiche di tipo geopolitico che caratterizzano le relazioni russo–ucraine, come ad esempio la scelta tra la futura appartenenza dell’Ucraina all’Unione Eurasiatica o la sua adesione all’Accordo di Associazione con l’Unione Europea oppure ancora il saldo dei debiti energetici dell’Ucraina nei confronti della Russia.

La flotta russa del Mar Nero

Inoltre, a turbare le relazioni tra i due Paesi vi è lo specifico problema rappresentato dallo status giuridico della base navale russa di Sebastopoli – condivisa peraltro con la Marina ucraina in base ad un trattato del 1997 che prevedeva la suddivisione della Flotta del Mar Nero tra Russia ed Ucraina – che l’Ucraina vorrebbe controllare maggiormente dal punto di vista militare e politico ed anche amministrativo, imponendo quindi alla Russia maggiori costi per il suo affitto.

La Russia, ovviamente, desidera invece condizioni a lei più favorevoli per questo punto di appoggio dal valore strategico per il controllo del Mar Nero e dell’area caucasica meridionale, (in particolare la Georgia e soprattutto le sue enclavi ormai sotto il controllo russo dell’Abkhazia sulla costa del Mar Nero e dell’Ossezia del sud) e del Mar Caspio. Tutti elementi che la Russia considera parte integrante della sua sfera di influenza e di sicurezza. Essa viene concettualizzata ed attuata in primis mediante il dispiegamento della propria presenza militare ed economica nell’area al fine di garantire il transito delle pipelines o di sedare eventuali crisi regionali che possano mettere a rischio la stabilità e soprattutto allo scopo di impedire l’allargamento della Nato. Per questo motivo Mosca considera ogni tentativo di controllare i movimenti della sua flotta da parte dell’Ucraina un’indebita ingerenza politica, anche attraverso mezzi indiretti come i controlli doganali od amministrativi che ne rallentino l’attività portuale od il processo di rinnovamento della sua flotta e quello delle infrastrutture portuali.

Le implicazioni strategiche di ciò sono evidenti: ogni ingerenza da parte ucraina nei movimenti della Flotta russa del Mar Nero, siano esse di tipo doganale-amministrativo o di tipo politico (come nel caso dell’esplicita autorizzazione richiesta dal governo ucraino – rascrescitelni poriadok– per lasciare la base navale e raggiungere le eventuali zone di crisi situate al di là dei confini ucraini, come accadde durante la crisi russo-georgiana del 2008 da parte dell’allora Presidente Yushchenko, tuttora in vigore) lederebbe la sovranità dello Stato russo e diminuirebbe fortemente l’efficienza militare dello strumento navale pregiudicandone irrimediabilmente quindi l’efficacia strategica e politica.

Prove di separatismo?

Il problema rappresentato dalla base navale di Sebastopoli, che ospita circa il 70% della flotta russa del Mar Nero (il resto delle unità russe sono stazionate nel porto russo di Novorossiysk che nel 2020 si prepara ad accogliere gran parte della flotta) e il cui affitto è stato recentemente rinnovato fino al 2042 in cambio di condizioni più favorevoli nei pagamenti energetici alla Russia – e dalla Crimea nel suo complesso, non è però esclusivamente di tipo internazionale, cioè unicamente tra Mosca e Kiev, ma anche di tipo interno perché in Crimea esiste effettivamente un separatismo locale che reclama l’annessione a Mosca oppure un’autonomia molto estesa da parte del governo di Kiev. La questione è rimasta finora sotto controllo per “buona volontà” delle parti coinvolte. La Duma russa ha già diverse volte dichiarato nullo per incostituzionalità l’atto di cessione della Crimea all’Ucraina del 1954, ma l’atto non è mai stato finora formalmente ratificato dal Presidente russo, consapevole della delicatezza della questione. Staremo quindi a vedere come evolverà in futuro la situazione, sotto l’occhio attento della comunità internazionale (in particolar modo Ue e Nato) che considera, giustamente, quest’area fondamentale per la salvaguardia della sua sicurezza e dei suoi interessi energetici e geopolitici.

Gregorio Baggiani si occupa degli ultimi decenni di esistenza dell’ex Unione Sovietica. Attualmente è collaboratore scientifico presso la cattedra di Storia dell’Europa Orientale/Storia delle Relazioni internazionali presso l’Università “Roma Tre”. Partecipa per conto del Ministero Affari Esteri alle missioni di osservazione elettorale Osce/Odihr nelle aree ex-sovietiche e nei Balcani. Collabora, tra le altre, con la rivista de Il Mulino.

Chi è redazione

East Journal nasce il 15 marzo 2010, dal 2011 è testata registrata. La redazione è composta da giovani ricercatori e giornalisti, coadiuvati da reporter d'esperienza, storici e accademici. Gli articoli a firma di "redazione" sono pubblicati e curati dalla redazione, scritti a più mani o da collaboratori esterni (in tal caso il nome dell'autore è indicato nel corpo del testo), oppure da autori che hanno scelto l'anonimato.

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16 commenti

  1. La Crimea fa ancora parte dell’Ucraina solo perchè alla Russia conviene così. Senza i russi di Crimea la bilancia etnica in Ucraina penderebbe dalla parte degli ucrainofoni, e Mosca l’Ucraina la vuole controllare tutta. Se dipendesse dalla popolazione la Crimea sarebbe tornata alla madrepatria già da un pezzo, ma Putin è un maestro nell’usare le enclavi russe all’estero per i suoi scopi geostrategici, per cui i russi Crimea dovranno pazientare.

    • .. io aggiungerei anche che i russi e Putin sono dei maestri anche nel creare le enclave russe al di fuori dei propri confini per poi giustificarne l’annessione alla federazione (vedi Abkazia e Ossezia del Sud) a mio modo di vedere la Russia non è altro che una dittatura che assoggetta popolazioni con la forza e mezzi subdoli il cui obiettivo è quello di assomigliare ad una sorta di Unione Europea alternativa all’Unione Europea

      • Abkazia e Ossezia del Sud sono un caso molto diverso, lì non ci sono russi etnici ma solo popolazioni locali alle quali è stato dato un passaporto russo. La Crimea invece è una regione della Russia che Krushchev ha annesso all’Ucraina per motivi che nessuno ha mai capito. All’epoca la cosa non aveva grandi conseguenze in quanto si trattava solo di entità amministrative all’interno dell’URSS, con la caduta di quest’ultima i russi di Crimea si sono trovati a vivere in un paese straniero. Comunque nel caso di Abkazia e Ossezia del Sud è la Georgia che vuole assoggettare queste popolazioni con la forza. Abkhazi e osseti hanno chiesto più volte di far parte della Federazione Russa, ma hanno sempre ricevuto un “niet”. La Russia non si propone di assomigliare all’UE, punta casomai a ricostruire uno spazio post-imperiale del quale fungerebbe da centro di gravità. Direi che ci sta riuscendo, Putin è uno statista con grande visione strategica

        • L’abcazia (fonte wikipedia) dal 1926 al 1989 è stata abitata da una popolazione a maggioranza di etnia georgiana, l’Unione Sovietica ha sempre considerato l’intero territorio (incluse abcazia e ossezia del sud) facenti parte della repubblica socialista di georgia. Dopo la guerra sono stati costretti a fuggire 150.000 georgiani dalle propria terra, ovviamente nel censimento del 2003 risulta essere maggioritaria l’etnia abcasa.
          Le guerre che e i movimenti di opposizione nel caucaso meridionale sono sempre stati finanziati e armati dalla Russia per gli interessi della stessa e per gli ovvi motivi che è inutile citare.
          In Italia il sud tirolo è abitato da popolazioni di etnia germanica, la regione è autonoma me rimane sempre Italia, è ovvio che se gli austriaci cominciassero ad armare e finanziare una opposizione violenta (che per fortuna non esiste) il governo italiano non starebbe con le mani in mano…

          • Tempo fa ho scritto per EJ un articolo sull’Abkhazia ed uno sull’Ossetia, e mi sono proprio occupato di Caucaso nella relativa sezione di questo giornale. I miei articoli si trovano ancora in questo archivio.
            La storia dell’Abkhazia è una storia lunga ed articolata tanto quanto quella della Georgia, nonostante essa sia un fazzoletto di terra stretto tra il mare e le imponenti montagne del Caucaso nord occidentale. Sulla genesi dell’Abkhazia gli “etnostudiosi” russi e georgiani hanno avuto da sempre un bel da fare, poiché tuttora non vi sono teorie comuni ed univoche sull’esatta collocazione etnica dei popoli che per primi si sono stanziati in quell’area, e che poi hanno dato vita all’attuale raggruppamento di popolazioni caucasiche.
            L’Abkhazia è stata conquistata, strappata, insediata e riconquistata da numerosi pretendenti. Dai greci sino ad arrivare ai georgiani. Essa stessa è allo stesso tempo sia Georgia, sia Russia! E’ terra di Georgia in quanto chilometricamente parlando per un numero considerevole di secoli, ne ha subito influenze politiche, culturali e religiose. E’ allo stesso tempo terra di Russia, in quanto per altrettanti secoli ha gravitato attorno alla sfera di influenza zarista, assumendo spesso i connotati tipici e specifici di tutti i popoli dominati e sottomessi dagli zar.
            E’stata abitata (ed è abitata!): da genti montanare semi-georgiane (di religione cristiana e di lingua sub-georgiana); da georgiani propriamente detti; da abkhasi (circassi di religione islamica e di lingua appartenente al gruppo circasso nord occidentale); e da tanti altri gruppi di gente russificata.
            E’ presente inoltre, una rilevante minoranza di armeni, che fanno storia a sé!
            In ogni caso l’influenza russa è stata talmente forte e preponderante, da aver russificato quest’area ormai da secoli!

            L’Ossetia Meridionale in epoca sovietica è stata forzatamente separata in due, tra la Federazione Russa e la Georgia, secondo un vecchio sistema in uso nel tanto lungimirante e potente Impero Britannico che è ha adottato il “divide et impera” dei romani, assimilandolo così bene da imporlo ad ogni latitudine: dividi un popolo e poi dominalo!
            E’ vero che l’Ossezia è stata da sempre “amica degli Zar” ( soprattutto per questioni religiose) ma è altrettanto vero che la vicina Georgia, cristiana come essa, le ha fatto sempre da spalla in un contesto territoriale in cui l’islam è stato parecchio presente e diffuso! Il Caucaso si può dire che è stato da sempre un immenso, complesso ed articolatissimo, crocevia di popoli, nazioni e culture diverse. Tuttora è per metà cristiano e per metà islamico!
            La Russia su queste terra ha avuto da sempre un’influenza notevole, tanto quanto la Georgia…e penso proprio che sarà sempre così!
            Putin (ultimo arrivato!) in tutto questo non centra assolutamente nulla.

          • Correggo alcuni errori causati dal presente sistema di risposta che non consente una scrittura agevole e normale (dato che ad es. il cursore si sposta di continuo, le frasi vengono cancellate in automatico, si verificano ripetuti blocchi dei comandi ec. ecc)!

            * Qui sopra nell’ultimo mio commento, nell’elencare i gruppi che abitano l’Abkhazia, ho scritto :
            “..tanti altri gruppi di gente russificata” – con questa frase ho voluto indicare tutti gli abkhasi circassi NON islamici, assimilati dai russi o dagli stessi georgiani, e quindi stranamente cristiani.
            * Nel primo rigo della seconda parte, ho scritto Ossezia Meridionale: è evidente che intendevo dire semplicemente “l’ Ossezia”. Infatti è stata separata in due…”quella del Nord in Russia e quella del Sud in Georgia!”.

          • Grazie molto interessanti le cose che hai scritto

  2. Beh a modo di vedere di Gorby (ed ahimè di tanta altra gente che si lascia suggestionare da un certo accattivante “europeismo faro della civiltà” politicamente buono e bello!) la Russia pretenderebbe di assomigliare “ad una specie di Unione Europea bis”! Dunque: la Russia è uno Stato Unitario di tipo federale. L’Europa invece non è: né uno stato unitario, né un “insieme di stati”, né una confederazione di stati, e nemmeno un amalgama di stati tra loro uguali ! Semmai potremmo dire che si presta ad esser come carrozzone di popoli accorpati tra loro (in un modo dubbiosamente poco legittimo!) da vincoli tributari e di Alta Finanza!
    Vedere la Russia come se fosse uno stato dittatoriale , che sfrutta le varie enclave presenti nei territori dell’ex Impero Sovietico, è frutto di una comune percezione pressappochista e “russofobica” dell’Europa orientale.
    A parte le totali inesattezze riguardo lo status di Abkhazia ed Ossetia Meridionale, che vengono definite come “creazioni putiniane” ad hoc, e a parte il ritratto che si fa del Cremlino (che non è di certo il governo della perfezione celeste!), ma chiedo a Gorby, quali sarebbero le Nazioni democratiche “non dittatoriali” presenti sul pianeta Terra !?!
    Beh magari sono democratici gli Usa, che in fatto di enclavi o exclavi sono maestri, tanto da creare territori autonomi dappertutto in ogni parte del globo, con tanto di status giuridici singolarissimi! Forse è più democratica la Gran Bretagna che nel corso di 3 secoli ha invaso “democraticamente” metà Asia! Forse dimentichiamo che ad inizio anni 80 Sua Maestà ha intrapreso una guerra con l’Argentina per le Isole Flakland ( che distano migliaia di kilometri da Londra e che invece si possono a momenti vedere dalla coste della Patagonia!)…
    Mi chiedo allora come dovremmo considerare la Danimarca, che possiede una colonia (la Groenlandia) così enorme che è persino più grande della stessa Medrepatria! E’ anche vero, che quest’ultima ha un proprio parlamento autonomo che espleta legislativamente le proprie funzioni in maniera autodeterminante e praticamente senza vincoli …quasi fosse uno stato disgregato da Copenaghen, ma l’Isola è pur sempre territorio di sua Maestà Margherita II.
    E dato che si parla di territori….potremmo parlare della Norvegia (un paese che senz’altro vanta primati assoluti in tema di “correttezza civile”), che tuttora ha molte mire espansionistiche con tanto di rivendicazioni ufficiali sull’Antartide (in particolare per il settore della Terra della Regina Maud!)!
    La propensione di Mosca a ri-attrarre a sé molti popoli russofoni (o russificati ormai da centinaia di anni e che abbiano naturali propensioni a gravitare attorno al mega universo zarista) viene percepita invece, come una naturale propensione alla “dittatura”!
    Siete veramente curiosi!

    • Beh, diciamo che la faccenda è un pò complessa. La Russia ancora prima che uno stato è un impero bicontinentale con una forte connotazione spirituale, che si percepisce come portatrice di una identità mistica e metafisica prima ancora che politica. Da qui nasce quel che si può definire “autoritarismo messianico”, che si incarna sempre in una figura di leader che può essere tanto lo zar quanto Lenin o Putin. Per questo la Russia non è una dittatura, perchè il sistema è quello che i russi vogliono e si sono scelti. I russi non credono al teatrino parlamentare (e vedendo l’Italia, come dargli torto?), loro da sempre si riconoscono in una figura di capo (gosudar) che incarna lo spirito della nazione. Vladimir Putin è questa figura, piaccia o no. Riguardo ad assoggettare i popoli con la forza, la Russia è stata molto più spesso aggredito che non aggressore. Anche quando le sue truppe hanno occupato paesi europei l’hanno fatto inseguendo un qualche invasore in fuga (1813 – 1944). Con ciò la Russia rimane indubbiamente una nazione a vocazione imperiale, ma infinitamente meno aggressiva e sfuttatrice degli USA.

    • Flakland! E la Groenlandia sarà pure grossa, ma a parte i punguini (anzi, gli orsi polari, ché siamo a Nord) ci stanno 50 mila persone. Provaci tu a fare uno stato indipendente per 50 mila persone, ti assicuro che non è una buona idea. Poi c’è pure un trattato sull’Antartide, quindi le varie rivendicazioni (norvegesi, russe o altro) non hanno alcun valore: http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_Antartico

  3. Davide Denti:
    Beh ti ringrazio per la sottolineatura che hai fatto sulla parola Falkland! Si può essere disgrafici e persino poco “ortografici” con questo sistema di scrittura ideato dalla wordpress o non so da chi! Pazienza, mi dolgo di non essere all’altezza del talento che osservo invece qui!
    Non sapevo che eri così legato alla forma! Accetterò il rimprovero per aver scritto Flakland! …Tu magari sei infallibile! Ebbè
    Per quanto riguarda i trattati internazionali sull’Antardine: la maggior parte di Nazioni non riconoscono le rivendicazioni sull’Antaride di Cile, Argentina, Norvegia, Australia, Usa ecc. Nè riconoscono valore alle unilaterali iniziative (o prese d’atto) di molti governi, in merito allo sfruttamento dei vari giacimenti dell’immenso freezer-serbatoio, stracolmo di materie prime( a quanto si dice!) !!!
    In ogni caso: BOZZE di trattati; trattati; patti in deroga; controtrattati sull’Antardide se ne sono scritti e stracciati in sequenza una miriade , tanto sono stati capricciosi i vari governi coinvolti, che a colpi di veti e ritorsioni…alla fine hanno accettato una sorta di tregua artica! Per adesso sembra valere… “il tutto tace”!
    La Groenlandia, a parte pinguini, orsi polari e spot sulle mentos, è un punto militare strategico di grande rilevanza sia per i paesi del Patto Atlantico, sia per i paesi Nordici (inclusi quelli che non fanno parte della Nato)…altrochè! Ma in ogni caso il problema non era questo: io mi limito a dire, che gli Stati Colonialisti del Nord Europa, che mandano navi e contingenti militari dappertutto per FARE la PACE, degni delle migliori potenze belliche autoritarie sparse per il globo, sanno solo puntare il dito sull “Orrenda Russia”…additando il mondo slavo come…dittatoriale o privo di riferimenti”civili”!
    Però al momento di sfruttare un qualche territorio altrui, finisce la civiltà nord europea!
    P.s: la Danimarca collabora più di ogni altro stato nordico nei pattugliamenti marittimi congiunti Nato-GB, al di fuori di qualsiasi influenza immediata che può avere nella sua zona esclusiva…ossia va a fare guerre dove non le spetta!; così la Svezia, paladina dei diritti umani e gran produttrice di armamenti bellici ultra-pesanti!
    E potremmo continuare a lungo….dato che queste Nazioni vengon considerate dai più, come potenze angeliche, mentre la Russia è ancora l'”Impero del Male”!

  4. al quarto rigo: *naturalmente volevo scrivere – fossi – ma ahimè nell’impeto di rispondere ho sbagliato sia scrittura, sia coniugazione !

  5. la Crimea e’ di fatto abitata da una maggioranza Russa, in parte con passorto russo ed in parte con persone che potrebbero ottenerlo, in base alla legislazione Russa, in poco tempo. In Crimea la lingua ufficiale e’ la Russa, moltissimi non conoscono la lingua Ucraina. Se si facesse un referendum, sono certo che la maggioranza degli abitanti in crimea, sono favorevoli ad abbandonare l’ Ucraina per la Russia. Vivo in Crimea e sono certo di quanto scrivo.
    Le considerazioni politiche, internazionali, geostrategiche le lascio agli altri.

    • Se dici di vivere in Crimea (e non esiste alcun motivo per non crederlo) comprendi bene che qui sono state proposte troppe sottigliezze. Così come anche Tu hai proposto un’altra sottogliezza riguardo alle differenze tra il russo e l’ucraino, che sono sì lingue diverse, ma appartenenti alla stessa famiglia, allo stesso gruppo, allo stesso sottogruppo e che sono tra esse “mutuamente intelligibili” (termine tecnico tanto abusato in queste pagine!) in quanto simili in struttura, forma e numero di parole!
      Per restare in tema di Crimea, che è stata possedimento veneziano e genovese e alla quale noi italiani siamo in un certo qual modo legati per via di tante vicende storiche, dirò semplicemente che russi e ucraini sono molto meno diversi tra loro, di quanto non lo siano invece genovesi e veneziani. In pratica si cerca spesso di generare problemi tra “parlanti che possiedono passaporti diversi” al solo scopo di evidenziarne diversità e/o lontananze culturali! Tutto ciò per fini specultativi ed ideologici, e soprattutto per istigare la gente a dividersi ulteriormente!

  6. gentile Enzo Nicolò, in Crimea gli Ucraini sono circa ininfluenti, la lingua Ucraina e’ sconosciuta alla maggioranza. Tra i Russi e gli Ucraini esiste una differenza caratteriale (parlo genericamente) che rende gli Ucraini, tirchi, avidi, silenziosi, poco inclini alle amicizie, per contro i Russi sono casinisti, spendaccioni, chiassosi. E” un punto di vista generale, ma fotografa la realta’ di quanto vivo personalmente, ogni giorno.
    Una Ucraina unita, non esiste, mentre sono presenti “tante” Ucraine differenti, per esempio tra il nord ovest e la Crimea o la zona di Donesk, si utilizzano lingua differenti, mentalita’ differenti, tavolta inconciliabili.
    A Sevastopoli, i monumenti, una parte della polizia, ristoranti, stazione radio marittima e’ russa, anzi e’ una “citta stato” russa al 100%.
    E” realta’ che l’ Ucraina rimosso dal passaporti la definizione di “nazionalita” per evitare di scrivere “RUSSA”, per contro tanti cittadini Ucraini “documentalmente, ma nel cuore Russi, hanno ottenuto il passaporto della “mamma” Russa.
    Come la Crimea possa transitare in Europa, come qua la Nato possa mai installare qualcosa, e’ attualmente al di fuori della realta.

  7. L’Ucraina ha creato la Russia, o meglio: La Russia si è generata tramite l’Ucraina !!! Questo è un fatto ed un dato storico impossibile da sindacare.
    Come ho anche scritto più di una volta : “la Russia, nella sua unica, inestricabile e mastodontica macro composizione etnico-territoriale, si è ingigantita “anche”, con il contributo, seppure esiguo, di molti piccoli popoli ecc…”.
    Con questa frase ho inteso riferirmi a tutti quei popoli, grandi e piccoli, asiatici od europei, che hanno fatto e che “fanno” la Federazione !!!
    E’ indubitabile che chi viva in un determinato contesto possa scovare situazioni che diversamente sfuggirebbero all’ osservatore esterno. Eppure nonostante ciò, come hai tu stesso sostenuto qui sopra, il tuo punto di vista ci fornisce un’
    “Idea Personale del Generale” !!! Il tuo punto di vista come il mio, non è altro che un singolo pezzo di un mosaico che da poi forma al tutto!
    Spero di non aver generato fraintendimenti: ogni singola idea o visione diversa dalla mia, è per me, un continuo contributo al mio personale arricchimento !!!
    A presto.

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