Intervista a Paul A. Goble: “La Russia è debole e instabile, per questo è una minaccia per la Lettonia e il baltico”

Paul A. Goble è uno dei massimi esperti americani di politica euro-asiatica. E’ stato consigliere del segretario di stato James Baker per le questioni delle nazionalità sovietiche e degli affari baltici, e ha avuto fra l’altro un ruolo chiave in Lettonia negli anni successivi al crollo dell’Urss nelle operazioni di ritiro della presenza militare russa nel paese.

Per questo si è guadagnato l’appellativo di “uomo più odiato da Mosca” nella regione. In questi giorni il settimanale IR ha pubblicato una sua lunga ed interessante intervista, in cui il politologo americano spiega ad Aivars Ozoliņš un po’ di cose sulla Russia di Putin e su come dovrebbero comportarsi i lettoni nelle relazioni con il Cremlino. Paolo Pantaleo ha tradotto alcuni passaggi dell’intervista.

In Lettonia quotidianamente sentiamo tre tipi di messaggi: primo che la Russia non è una minaccia, in quanto è uno stato con tanti problemi interni, in secondo luogo che la Lettonia dovrebbe preoccuparsi di più dei problemi che ha al suo interno piuttosto che dei vicini, e in terzo luogo, che dovremmo avere relazione pragmatiche con la Russia. Cosa risponde?

Che ognuna di queste affermazioni è sbagliata o incompleta. La Russia è una minaccia proprio perché ha problemi al suo interno. La Russia è una minaccia perché al suo interno è debole e instabile. Se l’economia russa crescesse del cinque per cento all’anno, se tale crescita fosse basata sulla produzione industriale, se la vendita di merci e  servizi non dovesse passare per le acque mediorientali, aumentando così il prezzo del petrolio, e non si dovesse fare accordi con dittatori brutali come Assad. Ecco, se la Russia fosse in buone condizioni, non sarebbe una minaccia. Ma non gode buona salute, per questo è una pericolo.

In secondo luogo, certo è vero che la Lettonia deve principalmente preoccuparsi per i suoi problemi interni. Economici, politici, quelli relativi all’integrazione. Risolverli è una questione molto importante, per il bene del vostro paese e anche perché questo contribuisce ad aumentare la vostra sicurezza. Dovete fare in modo che la Lettonia sia un luogo sicuro e in grado di far fronte ai pericoli esterni.

Terzo, cosa significa “pragmatismo”? Vuol dire media aritmetica? Se dite agli altri, che volete trovare una posizione comune su alcune richieste, che loro avanzano, quelli vi chiederanno qualcosa di estremo, per arrivare poi ad un compromesso più vicino alla loro posizione. Il pragmatismo è una buona idea, ma senza il giusto contesto è un pericoloso auto inganno.

La sicurezza è sempre relativa. La Lettonia è forse meno sicura oggi rispetto a dieci anni fa, quando entrò nella Nato?

E’ sbagliato pensare, come fanno molti lettoni, che l’adesione alla Nato e all’Unione Europea di per sé risolvessere tutti i problemi di sicurezza della Lettonia. In realtà è vero, la sicurezza è sempre una cosa relativa. Io credo che per la sicurezza della Lettonia sia importante in primo luogo valutare le cose che la Nato e la UE non possono fornirvi. Sono abbastanza vecchio da ricordare cosa diceva la gente – l’Urss  non andrà mai in guerra in Afganistan, perché l’Afganista è un paese fuori dai blocchi. Non voglio dire che la Federazione russa si appresta ad invadere la Lettonia. Ma sono pronto ad affermare che la Russia cercherà in tutti i modi di destabilizzare il vostro paese, per aumentare il suo potere d’influenza qui. Mosca vede nella Lettonia lo stato chiave nel baltico. Non perché si trova nel mezzo fra Lituania ed Estonia. Ma perché hanno bisogno dei vostri porti, della vostra industria pesante, delle vostre infrastrutture nei trasporti.

A mio parere, se voi volete rafforzare la vostra sicurezza, dovete fare in modo che Mosca capisca che la Russia avrebbe più da guadagnare da una Lettonia forte e sicura di sé, piuttosto che da una Lettonia indebolita e instabile. Se riuscite a eliminare i problemi per i quali la Russia può intromettersi, e riuscite a focalizzarvi su quello che Mosca vuole o può fare, allora a mio parere, è molto probabile che la Lettonia fra dieci, quindici anni potrà diventare un paese sicuro, con buoni rapporti con la Russia.

Provo a delineare tre scenari possibili. Il primo: anche se siete nella Nato e nella UE, non si può escludere che in un certo momento Mosca decida di rischiare e risolvere le cose con la forza. Purtroppo nel governo di Putin ci sono persone, che sarebbero pronte a impegnarsi in una simile avventura.

Quali problemi loro potrebbero cercare di risolvere in questo modo?

Non sarebbe tanto semplice concentrare carri armati al confine orientale dell’Europa, e farli marciare al suo interno. L’argomento sarebbe il fatto che in Lettonia c’è la più alta percentuale di russi che in tutti gli altri paesi dell’ex Urss, e Mosca potrebbe dire di essere pronta, su loro richiesta, a difendere i loro interessi fino ad invadere il paese. Potrebbero dire, lo facciamo perché  il governo lettone  non ha collaborato e non ci ha sostenuti in questo problema.

Come potrebbero allora entrare, se non con i carri armati?

Potrebbero mostrare la via ad un governo di alternativa, che si dichiarasse pronto a difendere gli interessi dei russofoni, come ha fatto l’Interfronte nel 1991.

Qualcosa come sta cercando di fare il Nepilsoņu kongress (il congresso dei non cittadini ndt).

Esattamente. Loro mantengono questa possibilità d’azione.
In che modo la Lettonia potrebbe rispondere? In primo luogo, essendo consapevoli della cosa importante e muoversi di conseguenza. Questa cosa importante è  il fatto che la maggioranza dei russi etnici in Lettonia vuole vivere in questo paese. Non vogliono far parte della Federazione russa, in Lettonia stanno molto meglio di quanto starebbero in un oblast’ della Federazione russa. E questo depone a favore della cultura e del governo lettone. Ma è molto importante che il governo lettone per prima cosa, continui senza frenare nello sforzo di integrare le persone, e in secondo luogo faccia di più sul piano della comunicazione, per far capire alla gente che i russi di Lettonia non vogliono una soluzione del genere (vivere in un oblast’ russo ndt).

Il secondo dei tre possibili scenari – la Lettonia forma un governo in cui, secondo il parere di Mosca, gli interessi russi sono assicurati. Le relazioni sono buone, il territorio lettone diventa un buon punto di passaggio per i mercati. Con questo non penso che Mosca avrebbe dato ordini, semplicemente – voi siete considerati come un buon partner commerciale. Non sarebbe mettersi d’accordo. Si tratterebbe di un percorso complicato, e che non avrebbe mai fine.

Il terzo possibile scenaio. Il governo russo potrebbe comportarsi in modo così inaccettabile, che l’occidente, in primo luogo le forze atlantiche, gli Usa e in misura minore la Gran Bretagna, riconoscono che la Nato non è più sufficiente ed è necessaria una nuova alleanza difensiva, che consideri la Federazione russa come la nuova incarnazione dello stato imperialista russo, che non accetta le regole del gioco, non riconosce le frontiere attuali, e nutre ancora sogni imperialistici. Perché sulla linea dove un tempo era collocata la Germania, ora c’è il confine orientale della Lettonia.

La prima opzione, la soluzione con la forza, non è molto probabile, e anche se non è da escludere, possiamo sperare che non accada. Ma anche la terza, che l’occidente si renda conto sul serio chi è Putin, ha poche possibilità in più. Per questo è particolarmente importante che i lettoni facciano di tutto per promuovere la seconda opzione, che è quella che i lettoni stessi possono controllare meglio. Non potete controllare cosa fa Mosca. Se loro decidono di fare qualcosa di terribile, i lettoni nel breve periodo non possono opporsi. Come pure penso che non possano convincere l’occidente a creare una nuova alleanza, che superi alcuni aspetti ormai vecchi della Nato.

Diceva prima che una delle cose principali che non sono cambiate in Lettonia dai tempi dell’indipendenza, è l’incapacità di creare una buona immagine di se stessi. Cosa facciamo di sbagliato?

Anziché parlare sempre di lettoni, lettoni, lettoni, dovreste porre l’accento su un’altra frase: Sì, qui da noi ci sono i russi!
Vorrei dire ad ogni diplomatico lettone ogni volta che parla con un interlocutore occidentale di dire: sì, in Lettonia c’è la più alta percentuale di russi che in tutti gli altri paesi del  mondo, esclusa la Russia, ma questo dimostra che in primo luogo il nostro stato è di supporto a loro, e in secondo luogo che è uno stato che ha avuto successo. Invece spesso succede che si presenta questa situazione solo come una minaccia. Le persone di etnia russa stanno in Lettonia perché è lì che vogliono vivere.

Nel 1991 la Lettonia non era il paese con la maggiore percentuale di russi al suo interno. Ma i russi etnici dalla fine dell’Urss hanno cominciato a lasciare il Kazahstan, Ucraina, i paesi caucasici, quelli asiatici centrali. Ma non hanno lasciato la Lettonia. Perché? Perché in Lettonia i russi etnici, anche i non cittadini, godono di una vita migliore e di migliori prospettive per sé e per i propri figli, che non se vivessero in Russia. Invece la Lettonia, ceerca di minimizzare la presenza dei russi nel loro paese, anziché presentarla come un risultato del successo della sua democrazia.

L’accusa è: i lettoni non permettono ai partiti russi di entrare al governo, perché sono russi. Come far capire che non è perché sono russi, ma perché i partiti russofoni in Lettonia sono corrotti, populisti, e legati a doppio filo al partito di Putin “Russia Unita”?

Volgerei questo argomento contro loro stessi – speriamo che in Lettonia un giorno ci sarà un partito russo che sia fedele alla democrazia, al diritto, alla trasparenza e alla difesa dello stato lettone. Quando questo partito dimostrerà e capirà, che questo obiettivo non è avvicinare e integrare la Lettonia nella Federazione russa, ma la rappresentanza dei russi etnici…

Ma questo lo dicono già adesso!

No, loro dicono molto di più. Sono legati al partito di Putin, Russia Unita, e con questi argomenti voi non dovete perdere il dibattito in corso in Europa. Ma posso dire, che il messaggio che in Lettonia esiste la maggiore percentuale di russi che in  ogni altro paese dell’ex Urss, mi sembra molto positivo per la Lettonia. Ma posso dire che questo argomento  non lo avete sollevato neanche in America, dove ci sono maggiori possibilità di essere ascoltati.
Se fosse tutto brutto in Lettonia, come sostiene Putin, sarebbero già andati via. Emigrano addirittura dalla Bielorussia! Oddio, addirittura dalla Bielorussia! Ma non dalla Lettonia. A mio parere l’unico requisito per un partito politico, per diventare parte del sistema politico lettone e di un governo lettone, è quello di essere fedele allo stato lettone, non ad uno straniero. Gli Usa non potevano considerare il partito comunista un vero partito politico, proprio perché era pagato da un altro stato, a cui doveva essere fedele.

Fonte e materiali tratti da Ir.lv

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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5 commenti

  1. Che pagliaccio questo yankee, sarebbe ora che l’Europa si liberasse di questi buffoni una volta per tutte. In Lettonia si vive molto peggio che in Russia, e se ne vanno non solo i russi ma gli stessi lettoni (20 per cento di popolazione in meno in 15 anni). Per affermare “in Lettonia i russi etnici, anche i non cittadini, godono di una vita migliore e di migliori prospettive per sé e per i propri figli, che non se vivessero in Russia” bisogna essere degli autentici cialtroni. In Lettonia i russi sono pesantemente discriminati e il paese non offre prospettive a nessuno, russi o lettoni che siano. Gli USA sono alla frutta e sperano di conservare la loro declinante influenza seminando zizzania tra le nazioni e creando nemici e “minacce” a tavolino. Purtroppo per loro la Russia non è mai stata così forte e stabile dalla caduta dell’URSS, e non ha bisogno di “minacciare” la Lettonia, se la è già comprata. Gli USA farebbero meglio a preoccuparsi del proprio declino, anzichè sognare quello degli altri.

  2. Bonaiti Emilio

    Se i Russi in Lettonia “sono pesantemente discriminati” perché non tornano alla madre patria?

    • Per il semplice motivo che i russi di Lettonia non sono immigrati, sono nati in Lettonia e molti stanno lì da generazioni e ritengono che sia casa loro quanto dei lettoni.

  3. “Ecco, se la Russia fosse in buone condizioni, non sarebbe una minaccia. Ma non gode buona salute, per questo è una pericolo.”
    Se questo signore avesse sostituito la parola “Russia” con “Stati Uniti”, sarebbe stato ineccepibile e molto più onesto. Ma deve fare propaganda. Basterebbe analizzare le sue affermazioni per riderne amaramente.

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