KOSOVO: Perchè l’accordo Belgrado-Pristina potrebbe funzionare

Alcuni pensieri sull’accordo di normalizzazione delle relazioni tra Serbia e Kosovo da parte di Florian Bieber, professore di studi europei sud-orientali all’Università di Graz (Austria). Traduzione di Davide Denti

L’accordo dietro mediazione UE tra la Serbia e il Kosovo è stata una grande notizia. Pensa che potrebbe funzionare in pratica?

L’accordo non cambia drasticamente lo status quo, per cui da quel punto di vista penso che possa funzionare in pratica. Il compromesso conserva buona parte delle strutture e delle istituzioni che esistono nel nord del Kosovo, trasferendo l’autorità formale dalla Serbia al Kosovo. Tuttavia, il problema è che l’accordo si basa anche sull’idea di istituzioni elettive nel Nord  Kosovo e qui la sfida principale è un potenziale boicottaggio dei serbi di tali elezioni. Di conseguenza, non ci sarebbero legittime istituzioni per realizzare l’accordo. Non è quindi una sorpresa che il governo serbo abbia fatto molte pressioni per convincere i serbi del Kosovo ad accettare l’accordo. Se la Chiesa ortodossa serba sostiene il compromesso e se alcuni leader locali possono essere messi sotto pressione per le loro attività criminali non ci sarà molta opposizione e i serbi potrebbero votare per garantire di non essere ignorati, soprattutto se ritengono di non poter far deragliare il processo.

Qual è lo stimolo perchè l’accordo funzioni? È sufficiente la prospettiva dell’adesione all’UE per entrambe le parti?

Sorprendentemente, l’adesione all’UE è più potente di quello che ci aspettiamo a volte. Si è spesso pensato che l’adesione all’UE sia ancora troppo lontana perchè i governi mettano in gioco la propria reputazione su questioni delicate. Tuttavia, vediamo una dinamica diversa in azione qui.

Come potrebbe Belgrado convincere i serbi del Kosovo ad accettare l’accordo?

Belgrado deve prima inquadrare questo accordo come il miglior accordo possibile e indicare che lo status quo non può continuare indefinitamente. La seconda strategia che il governo ha utilizzato è quella di offrire un referendum (anche se ciò non sembra realistico al momento) per dimostrare di avere la fiducia dell’opinione pubblica in Serbia. Un voto in favore dell’accordo non avrebbe lasciato ai serbi del nord del Kosovo molto spazio per opporsi all’accordo. Infine, l’argomento che il governo sta facendo proprio è che dopo tutto la leadership serba nel nord del Kosovo non può opporsi sia alla Serbia sia al Kosovo, il loro numero è troppo piccolo e la lettera in cui chiedono il sostegno della Russia, pochi giorni, fa tradisce piuttosto la loro debolezza. Ai serbi del Kosovo manca anche un alleato forte a Belgrado, persino nell’opposizione. La maggior parte di essi sono allineati a Vojislav Kostunica, il cui supporto è marginale. In parlamento, 173 dei 250 deputati hanno votato a favore dell’accordo, una maggioranza ampia, e le proteste di piazza contro l’accordo ha avuto una partecipazione limitata

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