LETTONIA: Il partito russofono guadagna terreno e si allea con Putin e Lukashenko

DA RIGA – Al termine di una visita ufficiale a Minsk il capogruppo di Saskaņas centrs alla Saeima Jānis Urbanovičs ha firmato un accordo di collaborazione con il partito bielorusso “Belaja Rus’” (Bianca Russia). L’accordo stretto con Belaja Rus si affianca a quello già in vigore da diversi anni con Russia Unita, il partito del presidente russo Vladimir Putin. Spesso in Lettonia Saskaņas centrs viene addirittura definita come la “filiale” baltica di Russia Unita, tanto vicine sono le posizioni dei due partiti su alcune questioni, in particolare riguardo alla difesa degli interessi russofoni nel baltico.

Belaja Rus è stato fondato nel 2007 come movimento politico, per poi diventare nel 2011 partito vero e proprio, ed appoggia il presidente bielorusso Lukashenko. Lo guida Aleksandrs Radkovs, già ministro dell’istruzione nel governo bielorusso nel 2010. Urbanovičs nella sua visita a Minsk ha incontrato anche il commissario per le questioni religiose ed etniche Leonid Gulak, e i rappresentanti della comunità lettone presente in Bielorussia. Non bisogno dimenticare che anche in Lettonia è presente una significativa comunità bielorussa.

Il partito russofono aumenta il vantaggio su Vienotība che si ferma al 14,3%. Primi segnali di ripresa per Reformu partija

Il partito russofono Saskaņas centrs (SC) si conferma il primo partito in Lettonia nei sondaggi effettuati a febbraio da Latvijas Fakti, con il 26%, in leggero aumento rispetto ai sondaggi precedenti, di circa un punto percentuale.

Si allarga il divario fra SC, che è il primo partito anche in Parlamento ma all’opposizione dell’attuale esecutivo, e il secondo partito lettone, che resta Vienotība (il partito del premier Valdis Dombrovskis). Vienotība secondo Latvijas Fakti è sostenuto in questo momento dal 14,3% dell’elettorato, in leggera diminuzione rispetto al mese precedente, dello 0,9.

Terzo partito in Lettonia un’altro partito attualmente all’opposizione, ZZS. I verdi e agricoltori sono al 9,3% dei consensi, quasi l’1% in più rispetto a gennaio. Quarto partito è quello dei nazionalisti lettoniVisu Latvijai-Tēvzemei un brīvībai/LNNK (VL-TB/LNNK) per il quale si dichiara pronto a votare l’8,7% dell’elettorato (- 0,4% rispetto a gennaio).

Solo questi quattro partiti attualmente supererebbero la soglia di sbarramento del 5%, necessaria per entrare nel parlamento lettone. Resta sotto lo sbarramento anche il terzo partito che compone l’attuale coalizione di maggioranza, Reformu partija, che fa segnare però il 3,8%, in aumento di oltre un punto percentuale rispetto a gennaio, quando era al 2,5%. E’ il primo segnale di recupero per il partito guidato dall’ex presidente lettone Valdis Zatlers, che dopo le elezioni del 2011, che lo videro secondo partito in Lettonia, ha vissuto una profonda crisi di consensi.

Sempre alta la quota di indecisi (25%) e di elettori che non pensano di andare al voto (9,8%), secondo il sondaggio di Latvijas Fakti.

Foto: Stephen Downes, Flickr

Chi è Paolo Pantaleo

Giornalista e traduttore, Firenze-Riga. Jau rīt es aiziešu vārdos kā mežā iet mežabrāļi

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