UNIONE EUROPEA: Bruxelles e vicinato orientale verso gli accordi d'associazione

(MeridianiOnline.org) La vittoria elettorale del filorusso Bidzina Ivanishvili alle elezioni presidenziali georgiane dello scorso ottobre e i recenti dissapori tra Unione europea e Ucraina avevano fatto pensare a una perdita d’influenza della Ue nel vicinato post-sovietico. Il recente vertice dei paesi del  – ovvero un’iniziativa della Ue per rafforzare il dialogo e la cooperazione economica con Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Moldavia e Ucraina – ha però rilanciato il ruolo di Bruxelles nella regione. Durante il summit, che si è tenuto a Tbilisi (capitale della Georgia) il 12 e 13 febbraio, i rappresentanti della Ue hanno dato nuovo slancio alla cooperazione e alle prospettive di integrazione con i paesi del vicinato dell’est.

Il partenariato orientale è uno strumento con cui l’Unione europea cerca di portare avanti una strategia per garantire stabilità politica, sviluppo economico e prosperità nel vicinato, basata sul presupposto che la sicurezza dell’Unione dipende anche da quanto avviene a est dei suoi confini.

Al vertice di Tbilisi hanno partecipato pezzi grossi delle istituzioni europee e i ministri degli esteri dei paesi partner. Bruxelles ha inviato due commissari – Štefan Füle, responsabile della politica di vicinato, e Siim Kallas, titolare dei trasporti – e Helga Schmid, vice segretario generale del servizio diplomatico europeo. Gli alti funzionari europei hanno confermato la volontà della Ue di siglare accordi di associazione – ovvero accordi bilaterali attinenti numerose questioni politiche ed economiche, una sorta di primo passo per l’integrazione dei paesi partner nell’Unione europea – e l’intenzione di creare un’area di libero scambio commerciale.

Il commissario Füle ha affermato che entro novembre 2013 – quando si terrà il prossimo vertice dei ministri degli esteri del partenariato orientale, a Vilnius – l’accordo di associazione con l’Ucraina potrebbe essere firmato e i negoziati sugli accordi con Armenia, Georgia e Moldavia verranno finalizzati.

Le parole del commissario Füle erano rivolte particolarmente all’Ucraina del presidente Viktor Yanukovich. Attratto sia dalle prospettive di integrazione europea sia dall’unione doganale di Russia, Bielorussia e Kazakistan, Yanukovich non nasconde l’irritazione per l’indecisione di Bruxelles sulla firma dell’accordo di associazione con l’Ucraina, che la Ue aveva rinviato lo scorso dicembre. Il governo ucraino non ritiene del tutto credibile neanche la scadenza del novembre 2013 e teme un altro rinvio dell’accordo, motivato stavolta dalle difficoltà ucraine di attuare le riforme richieste dalla Ue in aree complesse come la giustizia e il funzionamento del sistema elettorale.

È forse per tranquillizzare l’Ucraina che, il 18 febbraio scorso, il consiglio dei ministri della Ue ha affermato che le riforme dovrebbero essere realizzate possibilmente entro novembre – come se avesse voluto così accordare tempi più lunghi per risolvere alcune delle questioni pendenti.

Con il nuovo governo georgiano, Bruxelles ha intavolato un rapporto cordiale e collaborativo. Le simpatie russe del presidente georgiano Ivanishvili non preoccupano la Ue. La nuova politica estera georgiana, per quanto aperta al dialogo con Mosca, non prescinde dalle prospettive di integrazione politica e economica offerte dall’occidente.

D’altra parte, un clima più disteso tra Georgia e Russia potrebbe contribuire alla stabilità del Caucaso e porterebbe così benefici alla stessa Ue. Allontanerebbe il rischio di una nuova escalation militare tra i due paesi come quella dell’agosto 2008, con conseguenti flussi migratori verso l’Europa e la destabilizzazione dell’area caucasica – cruciale per gli approvvigionamenti energetici della Ue.

Ivanishvili non rifiuta le proposte di cooperazione politica ed economica della Ue. Il vertice di Tbilisi gli è servito a confermare la vocazione europea del suo governo. Durante il summit, è stato firmato un accordo con cui l’Unione donerà 20 milioni di euro a sostegno delle riforme economiche e per il consolidamento della democrazia in Georgia.

Al vertice di Tbilisi ha partecipato anche il ministro degli esteri della Bielorussia, Vladimir Makei. Prima di volare in Georgia, Makei ha incontrato il suo omologo Sergei Lavrov a Mosca, presumibilmente per ottenere un lasciapassare dall’alleato russo per la visita a Tbilisi. L’inatteso annuncio di Makei sulla necessità di intensificare i rapporti tra Bielorussia e Ue va letto come un tentativo di ottenere aiuti economici in una fase di crisi per il paese.

In vista del prossimo vertice del partenariato orientale a Vilnius, i colloqui di Tbilisi sono serviti all’Unione per rassicurare i partner sugli impegni assunti da Bruxelles e per tentare di stringere i tempi sulla questione dell’associazione. Se i negoziati vanno a rilento, l’Unione rischia di perdere l’iniziativa nel vicinato orientale a vantaggio di Mosca. E di ritrovarsi esclusa da un’area di estrema importanza sia per la stabilità dei suoi confini, sia per il futuro dei suoi approvvigionamenti energetici.

Foto: Eastbook.eu, Wikicommons

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