UNGHERIA: La "marcia della fame" e le proteste degli universitari. L'opposizione sociale a Orbán

DA BUDAPEST – Ha raggiunto ieri il parlamento di Budapest la “marcia della fame“, l’iniziativa contro la povertà che ha visto alcune decine di persone, circa 50, percorrere a piedi oltre 200 chilometri in Ungheria settentrionale come segno di protesta volto ad attirare ulteriormente l’attenzione sui temi della disoccupazione e della pressione fiscale.

A Budapest ieri si sono inoltre svolte nuove manifestazioni studentesche dalle principali università della capitale ungherese. Gli studenti hanno occupato gli edifici della Corvinus, della ELTE e dell’università delle arti drammatiche per poi unirsi in una protesta pacifica, scortata dalla polizia, che ha attraversato la città nel pomeriggio. In serata sono stati occupati la facoltà di umanistica della ELTE e quella di arte dell’università di Pécs restando sul posto fino al mattino. A scaldare – di nuovo – gli animi degli studenti ungheresi, dopo le proteste dei mesi scorsi sulla prevista riforma del sistema delle borse di studio, è la notizia di venerdì scorso su un’ulteriore modifica costituzionale prevista per il sistema scolastico, quella sulla riduzione e chiusura delle piccole università nelle zone di campagna. Sull’argomento Orbán ha promesso colloqui individuali con i singoli istituti e con  le municipalità per discutere di come compensare i tagli previsti.

La replica del governo alla manifestazione degli “affamati”

La “marcia della fame” intanto ha raggiunto il Parlamento dove ha incontrato alcuni membri del partito socialista MSZP, solidale con l’iniziativa e nel chiedere al governo modifiche al welfare e retribuzioni più alte per lavoratori impegnati nel programma per i lavori pubblici.

Immediata la replica della Fidesz, il partito all’esecutivo: il sindaco di Fehérgyarmat Attila Tilki ha obiettato che il governo ha previsto un aumento dei salari mensili per i lavoratori non qualificati a 75.000 fiorini e a 98.800 per quelli qualificati. Tilki ha inoltre accusato la controparte politica di “usare i poveri” per la propria campagna elettorale.

La “marcia della fame” si era svolta anche nel 2012 a Borsod, per sollevare l’attenzione sulle regioni circostanti. Si tratta di regioni situate nel nord e nel nord-est dell’Ungheria e interessate dai livelli più alti di disoccupazione del Paese: i dati del KSH mostrano un tasso del 17,4% per la contea di Borsod-Abaúj-Zemplén, del 18.1% a Nógrád e del 17.8% per la zona di Szabolcs-Szatmár-Bereg. A Budapest il dato è del 9%.

Chi è Claudia Leporatti

Giornalista, è direttore responsabile del giornale online Economia.hu, il principale magazine in italiano sull'economia ungherese e i rapporti Ungheria-Italia, edito da ITL Group. Offre tour guidati di Budapest in italiano e inglese. Parla inglese e ungherese, ma resta una persona molto difficile da capire. Scrive racconti e sta lavorando (o pensando) al suo primo romanzo. Nata a Bagno a Ripoli (Firenze) senza alcuna ragione, vive a Budapest, per lo stesso motivo.

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Un commento

  1. Ho vissuto in Ungheria alla fine degli anni ’80, durante il cosiddetto “socialismo al gulash”. La gente viveva abbastanza bene e c’era una accettabile libertà (niente a che vedere con il regime di Husak nella confinante Cecoslovacchia). Credo che la “rivoluzione di velluto” sia stata un errore tragico, gli ungheresi hanno perso tutti i benefici del sistema socialista senza avere in cambio quelli del capitalismo. Ma ormai non si può tornare indietro, hanno seguito le sirene dell’occidente e sono finiti sugli scogli.

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