UCRAINA: Il dolce nato da un errore, anche il caso vuole la sua ghiotta parte

RUBRICA: Ucraina in pillole

(cibo)

K come Kyivskiy Tort

Strati di friabile meringa, un delizioso trito di noci avvolte in una soffice crema dallo spiccato retrogusto di burro… La ricetta della Kyivskiy Tort, tra i simboli più noti della capitale ucraina sin dai tempi sovietici, è la stessa da oltre cinquant’anni. Era il 6 dicembre 1956 quando l’azienda fondata 82 anni prima da Valentin Yefimov, ribattezzata dai bolscevichi nel 1923 Fabbrica Pasticcera Karl Marx, confezionava la sua prima Kyivskiy Tort. Incontrò subito il gusto del pubblico e nel giro di qualche anno divenne uno dei dolci più popolari dell’allora URSS.

Leonid Brezhnev, leader sovietico celebre per la sua passione per cibo e alcool, ne andava pazzo. Per il suo settantesimo compleanno, oltre alla solita pletora di medaglie di cui andava fierissimo – credeva di averle meritate tutte e fingeva di non capire che spesso erano atti di piaggeria nei suoi confronti –, gli fu confezionata una torta Kyiv gigante di ben 70 strati.

Il segreto del suo successo sta ancora in quell’alchimia di sapori che i più informati sostengono essere il frutto di un errore nella ricetta. Alla Roshen, il gruppo alimentare dell’oligarca Petro Poroshenko che ha recentemente acquisito la fabbrica, glissano su questo particolare e sostengono che si tratti di una vera e propria leggenda. Sia che gli ingredienti tuttora usati corrispondano a quelli originariamente utilizzati dal pasticcere della Fabbrica Karl Marx 57 anni fa, sia che la Kyivskiy Tort debba il suo particolare gusto a un errore in sede di preparazione, che ex post ne ha decretato la sua popolarità, ciò che conta è che questo dolce è tuttora molto amato dagli ucraini.

Si potrebbe dire senza timore di smentita che la torta Kyiv, nella sua caratteristica scatola bianca con le foglie di ippocastano, è una delle poche “istituzioni” d’antan rimaste indenni nonostante il crollo dell’impero sovietico. La Roshen, leader assoluto nella produzione della Kyivskiy Tort, ne sforna ogni giorno dai suoi stabilimenti qualcosa come 15 tonnellate. Per la gioia dei tanti, turisti e non, che alla stazione ferroviaria di Kyiv fanno la fila davanti ai chioschi dove signore dall’aria matronale estraggono da pile enormi, alte come torri, scatole bianche contenenti il souvenir gastronomico più famoso della capitale.

Chi è Massimiliano Di Pasquale

laurea alla Bocconi in Economia Aziendale, ha lavorato a Londra come consulente di marketing, per imprese americane e inglesi, nel settore tecnologico. Tornato in Italia si dedica alla cultura, lavorando come consulente e scrittore freelance. E' è membro dell’AISU, Associazione Italiana di Studi Ucraini e scrive di politica internazionale sulle pagine di diversi quotidiani nazionali. Nel giugno 2007, con un’intervista all’allora Presidente ucraino Viktor Yushchenko, inizia la sua collaborazione con East, bimestrale di geopolitica sull’est dell’Europa e del mondo. Ha pubblicato il libro fotografico "In Ucraina, immagini per un diario" (2010) e "Ucraina, terra di confine" (2013).

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