ROMANIA ELEZIONI/4: Possibili alleanze e incertezza sul futuro premier

I risultati delle urne hanno confermato il verdetto degli exit poll di domenica sera: come previsto, l’Unione Social Liberale del premier Victor Ponta ha stravinto con quasi il 60% dei voti e un largo distacco nei confronti dalla coalizione rivale, l’Alleanza per una Romania giusta, che ha raccolto solamente il 16 % delle preferenze. L’UDMR, partito degli ungheresi di Romania presente in parlamento da ormai ventitré anni, ha conquistato il 6% dei voti, superando la soglia di sbarramento che in Romania è del 5%. Entra per la prima volta nel parlamento romeno il Partito del popolo di Dan Diaconescu che ha ottenuto il 14% dei voti in entrambe le camere.
Verso una maggioranza costituzionale
Appena venuto a conoscenza dei risultati degli exit poll, il premier Ponta ha avanzato all’UDMR la proposta di entrare nella coalizione social liberale. Nel caso in cui l’UDMR esprimesse parere favorevole, l’USL otterrebbe la maggioranza costituzionale con due terzi dei seggi. Secondo quanto dichiarato da Ponta, oggi inizieranno i colloqui con Kelemen Hunor, leader dell’UDMR, che ha fatto sapere di non escludere la possibilità di un’alleanza con l’USL, a patto di non scadere in sterili dispute politiche. Un diretto riferimento alla battaglia di potere in corso tra il premier Ponta e il capo dello stato Basescu.
Da una parte, una maggioranza di tale portata renderebbe difficile per Basescu la nomina di un premier diverso dal leader della coalizione vincitrice. Inoltre, Ponta potrebbe contare su un numero più che sufficiente di parlamentari che voterebbero a suo favore. Dall’altra parte, l’ampio supporto in parlamento garantirebbe l’esecutivo nel caso di modifiche costituzionali e riforme negli anni a venire. Ponta e Antonescu, infatti, mirano alla riduzione dei poteri del capo dello stato e al contenimento di quelli della corte costituzionale, con cui il premier si è già scontrato durante la passata legislatura.
La strana coppia Ponta – Antonescu
Desta preoccupazione quella che potrebbe sfociare in una deriva autoritaria dell’esecutivo: Crin Antonescu, leader del partito nazional liberale, mira infatti alla carica di capo dello stato, che ha ricoperto ad interim durante la temporanea sospensione di Basescu quest’estate. La coalizione social liberale sembra aver retto finora in funzione anti-Basescu e il sostegno di Antonescu ai socialdemocratici si basa più su analoghe ambizioni politiche che su una strategia per di risoluzione dei problemi che la Romania si trova ad affrontare in questo difficile momento storico. Sarebbe quindi auspicabile una maggioranza politica stabile che vada ben oltre la comune lotta di potere contro il capo dello stato.
L’alleanza social-liberale, del resto, si è dimostrata fragile fin dalle prime ore dopo la chiusura delle urne: i liberali, infatti, non sono particolarmente favorevoli ad un’alleanza con l’UDMR e Gigi Becali, candidato con il partito nazional liberale per l’USL, ha espresso parere negativo all’entrata del partito della minoranza ungherese, di cui, a suo dire, “l’USL non ha bisogno”
Coabitazione problematica e futuro leader
Per quanto la nomina a premier di Victor Ponta sia data per scontata, il premier non è stato ancora nominato dal capo dello stato. Il quale, dal canto suo, ha espresso l’intenzione di designare come primo ministro una persona “per la quale i valori europei devono essere uno stile di vita, fedele all’interesse nazionale, al di sopra degli interessi partitici, con un CV senza macchia”: una chiara allusione a Victor Ponta, che non risponde a questi requisiti ed è già stato richiamato dall’Unione Europea per i suoi attacchi contro le istituzioni dello stato.
Non è ancora dato sapersi se la difficile coabitazione tra Basescu, il cui mandato presidenziale scade nel 2014, e Ponta proseguirà, visto che allo stato attuale sono in circolazione altri nomi di candidati premier, tra cui quello dell’ex leader dei social democratici Mircea Geoană, attuale presidente del senato. Geoană, qualora fosse designato premier, dovrebbe comunque ricevere la metà dei voti di senatori e deputati del PSD. Basescu ha comunicato alla stampa che avvierà le consultazioni con i partiti entro 20 giorni, e quindi nominerà il nuovo premier all’inizio dell’anno nuovo.
Nel frattempo, Ponta si è affrettato ad assicurare che è arrivato il momento di superare l’odio e la vendetta, che il suo sarà un parlamento filo-europeo e filo-atlantico, e che garantirà equità e rigore, ma senza mettere a rischio i conti pubblici. Rimane però ancora da sapere se sarà lui alla guida dell’esecutivo.

Chi è Chiara Milan

Assegnista di ricerca presso la Scuola Normale Superiore, dottorato in Scienze politiche e sociali presso l'Istituto Universitario Europeo di Fiesole (Firenze). Si occupa di ricerca sulla società civile e i movimenti sociali nell'Est Europa, e di rifugiati lunga la rotta balcanica.

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