UCRAINA: Un piccolo villaggio con una grande storia, il rifugio dei Vecchi Credenti

RUBRICA: Ucraina in pillole

(luoghi)

B come Bila Krynytsia

Situato 50 chilometri a sud di Chernivtsi, vicino al confine con la Romania, il villaggio di Bila Krynytsia è un autentico gioiellino della Bucovina, che merita di essere conosciuto e visitato (forse la parola più corretta sarebbe esplorato) dai viaggiatori più curiosi. Quelli che non si accontentano di ammirare le facciate secessioniste di Chernivtsi o di sedersi ai tavoli del Literatur Cafè, cullandosi nell’illusione di ritrovare qui l’atmosfera della Czernowitz asburgica.

Bila Krynytsia rappresenta un tuffo indietro, in un passato per certi versi non meno affascinante di quello del Finis Austriae della splendida Chernivtsi. La comunità che abita questo pittoresco villaggio, noto come “la Gerusalemme dei Vecchi Credenti “, discende infatti dai Lipoveni, un gruppo di dissidenti religiosi che a metà del ‘700 furono esiliati dalla Russia per il loro rifiuto a uniformarsi alle riforme liturgiche introdotte da Pietro il Grande.   Alcuni di loro, come racconta lo scrittore inglese Colin Thubron, si stabilirono in Siberia, altri invece giunsero, nel corso della loro diaspora, nel territorio dell’attuale Ucraina. Nelle vicinanze del delta del Danubio, dove nel 1746 fondarono Vylkovo (la Venezia Ucraina) e un po’ più a nord, in Bucovina, dove diedero vita a Bila Krynytsia.   Uomini dalle lunghe barbe che facevano il segno della croce con due dita tese e non con tre, rifiutavano sacerdozio, sacramenti, matrimonio e servizio militare, i Vecchi Credenti trovarono nella Bucovina austriaca di Giuseppe II un clima liberale, che permise loro di praticare il proprio culto e di impegnarsi con profitto nell’artigianato e nell’agricoltura.

La furia bolscevica che, a partire dal 1944, si abbatté anche su queste terre distrusse la maggior parte dei venti e più edifici per il culto che facevano di questo villaggio bucolico, a pochi chilometri dalla Romania, un centro spirituale davvero unico. Fortunatamente l’autentico capolavoro di Bila Krynytsia, la Cattedrale dell’Assunzione, è tra le poche strutture che sono sopravvissute all’ateismo dei sovietici. Considerata una delle architetture religiose più belle della Bucovina, la Cattedrale fu costruita agli inizi del ‘900 come chiesa del convento locale. Finanziata dagli Ovsyannikov, una ricca famiglia di commercianti moscoviti, l’edificio costò mezzo milione di rubli d’oro, un’enorme quantità di denaro per l’epoca. Il progetto fu realizzato dall’architetto austriaco Klik e supervisionato dall’ingegnere Kuznetsov e dall’imprenditore Triapkin, entrambi moscoviti. Nel luglio del 1908, otto anni dopo la posa della prima pietra, il metropolita di Bila Krynytsia Makariy e l’arcivescovo di Mosca Ioann consacrarono questo tempio.

In epoca sovietica la cattedrale venne chiusa e trasformata nel magazzino del kolchoz locale. Solo in epoca gorbacioviana fu restituita alla comunità dei Vecchi Credenti.  Il modo migliore per arrivare fin qui è prendere un taxi o noleggiare un’auto.Altrimenti dalla stazione centrale degli autobus di Chernivtsi ci sono due marshrutky al giorno, rispettivamente alle 12.00 e alle 16.40 (2 ore). Dal momento che non esistono alberghi a Bila Krynytsia l’unica possibilità, utilizzando i mezzi pubblici, è quella di prendere il bus delle 12:00 per una visita lampo. L’ultima marshrutka per tornare a Chernivtsi parte infatti alle 15:30. Un consiglio: portatevi il pranzo al sacco visto che non ci sono né bar né ristoranti!


Chi è Massimiliano Di Pasquale

laurea alla Bocconi in Economia Aziendale, ha lavorato a Londra come consulente di marketing, per imprese americane e inglesi, nel settore tecnologico. Tornato in Italia si dedica alla cultura, lavorando come consulente e scrittore freelance. E' è membro dell’AISU, Associazione Italiana di Studi Ucraini e scrive di politica internazionale sulle pagine di diversi quotidiani nazionali. Nel giugno 2007, con un’intervista all’allora Presidente ucraino Viktor Yushchenko, inizia la sua collaborazione con East, bimestrale di geopolitica sull’est dell’Europa e del mondo. Ha pubblicato il libro fotografico "In Ucraina, immagini per un diario" (2010) e "Ucraina, terra di confine" (2013).

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