SLOVENIA: Quando la linea del fronte era il crocevia della Mitteleuropa

In Slovenia, nell’alta Carniola e a pochi passi dal confine con Carinzia e Friuli, sorge l’abitato di Bohinj, un luogo suggestivo, incuneato in un’ampia valle dove fa capolino l’omonimo lago. Oggi è meta turistica frequentatissima da sloveni, austriaci e italiani che qui amano trascorrere qualche giornata di vacanza sulle piste da sci d’inverno o praticando uno dei tanti outdoor sport d’estate.

Pochi ricordano però che in questa precisa valle, abbracciata dalle Alpi Giulie, durante la Prima Guerra mondiale infuriava la linea di confine che correva lungo il fronte dell’Isonzo. Fu infatti la dichiarazione di guerra dell’Italia all’Impero Austroungarico, sancita il 24 maggio 1915, a determinare nella località di Bohinj l’immediata retrovia del campo di battaglia sulle vette del Krn.

Attraverso questa durissima linea di fronte correva la principale via di rifornimento dell’Austria-Ungheria della 15^ brigata da montagna che difendeva le postazioni a est di Krn. Nella frazione di Ukanc, furono costituiti diversi magazzini di materiale bellico. Ad occuparsi delle incombenze relative a questi depositi erano prigionieri di guerra, provenienti per lo più dalla Russia.

A Ukanc, fu disposto un cimitero militare, dove vennero sepolti i soldati austroungarici provenienti da reggimenti di fanteria coscritti nei territori appartenenti alla corona ungherese. Le lapidi riportano infatti le provenienze più disparate dell’Impero: molti ungheresi, romeni e serbi derivavano da Arad (oggi Romania), ucraini e polacchi da Lvov (oggi Leopoli, in Ucraina) ed ancora ungheresi e romeni da Temisvar (ora Timisoara, in Romania).

Oggi è possibile visitare il cimitero militare di Ukanc, a due passi dagli schiamazzi turistici del lago Bohinj. E’ un luogo silenzioso, a ridosso della funivia militare che conduceva a Komen. Qui sono ricordate le quasi trecento salme di civili e soldati che, nonostante la carente alimentazione e le pessime condizioni di vita, nel furente biennio 1915-1917 contribuirono con la loro preziosa manodopera a edificare strade e ferrovie e concorsero allo sfalcio di ampi tratti boschivi contermini. Qui il governo ungherese ha inoltre eretto una stele per ricordare le gesta dei caduti.

Chi è Silvia Biasutti

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