POLONIA: Focus elezioni/ 2 – Komorowski in pole position

di Matteo Zola

Il candidato favorito alla vittoria delle elezioni presidenziali polacche è lui, Bronislaw Komorowski. Attualmente ricopre la carica di Maresciallo del Sejm (Presidente del Parlamento polacco) e candidato Presidente per il partito Piattaforma Civica. Dal 10 aprile 2010, inoltre, ricopre la carica di Presidente ad interim della Polonia, a seguito della morte dell’ex Capo di Stato Lech Kaczyński in un incidente aereo in Russia.In quanto Maresciallo del Sejm, i poteri della Presidenza sono pertanto ricaduti su di lui fino a nuove elezioni.

Komorowski appartiene a una famiglia proveniente dall’antica classe dirigente polacca, che ha governato per circa duecento anni il territorio di Aukštaitija, nella Lituania settentrionale. È lontano parente della Principessa Matilde del Belgio attraverso sua madre Anna, contessa d’Udekem d’Acoz e nata contessa Komorowska. Ciò però non gli valse una vita privilegiata e, in conformità con la sua storia famigliare, durante gli anni del comunismo si dedicò all’attività clandestina, agendo all’interno dell’opposizione democratica come editore clandestino. Durante la cosidetta “terza repubblica”, quella che seguì la fine della dittatura, divenne un politico di rilievo occupando diverse cariche istituzionali: fu Ministro della Difesa, vicepresidente della Camera (il Sejm), e fu protagonista di episodi di tensioni con il partito dei gemelli Kaczynski, specie quando questi rigettarono la sua seconda candidatura a vice-presidente del Sejm.

Durante la campagna elettorale ha promesso il ritiro dei 2.600 soldati impegnati in Afghanistan se sarà eletto. Alla vigilia delle elezioni del 2007: “avevamo promesso che ci saremmo ritirati dall’Iraq e l’abbiamo fatto. Ora è esattamente lo stesso. Stiamo dicendo, prima del voto, che ritireremo i soldati polacchi dall’Afghanistan e dopo le elezioni, se avremo vinto, lo faremo certamente”, queste le parole del candidato del partito Piattaforma civica.  Komorowski ha detto che il ritiro del contingente polacco dall’Afghanistan non provocherà una rottura con la Nato: al prossimo summit dell’Alleanza che si terrà a novembre, ha spiegato il candidato, la Polonia parlerà a favore di un anticipo dell’inizio del ritiro, fissato dal presidente americano Barack Obama nel luglio 2011. “Se nell’ambito del quadro Nato questa non sarà una strategia condivisa, allora la Polonia avrà il diritto di dire che ha partecipato alla missione per nove anni e che ora basta”, ha aggiunto Komorowski. I soldati polacchi sono attualmente impegnati nella provincia orientale afghana di Ghazni.

La sua elezione, dunque, sarebbe la vittoria di una destra moderata, lontana dal fondamentalismo cattolico e dall’espansionismo nazionalista. La fedeltà alla Nato, che fu fiore all’occhiello della presidenza di lech Kaczynski, risulterà moderata e -di conseguenza- i rapporti con la Russia si faranno meno ostili. Sarà, la sua, una Polonia meno aggressiva in politica estera e meno populista in quella interna. Sarà soprattutto una Polonia in cerca di sè stessa dopo la tragedia di Smolensk, che vide la morte di tutta (o quasi) la classe dirigente polacca.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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