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IRAN: Le elezioni non finiscono qua

Dopo la morte di Ibrahim Raisi e della sua delegazione in un incidente in elicottero, venerdì 28 giugno si sono svolte in anticipo le elezioni presidenziali in Iran. Fonti ufficiali iraniane affermano che il tasso di partecipazione è stato solo del 40%. In precedenza, l’affluenza più bassa alle elezioni presidenziali era stata per le elezioni del 2021, alle quali avevano partecipato circa il 49% degli aventi diritto. In questa tornata elettorale hanno votato 24 milioni 535 mila 185 persone su un totale di 61 milioni 452 mila 321 aventi diritto di voto in tutto l’Iran.

Dopo le dimissioni di Alireza Zakani e Amir Hossein Ghazizadeh Hashemi, altri quattro candidati, Masoud Pezeshkian, Mostafa Pourmohammadi, Saeed Jalili e Mohammad Ghalibaf sono rimasti “in gara” e secondo i risultati annunciati dal Ministero degli Interni iraniano, Massoud Pezeshkian (che ha totalizzato il 42,4% dei voti) e Saeed Jalili (38,6%) andranno al ballottaggio il prossimo venerdì, 5 luglio.

I risultati regione per regione

Secondo le statistiche ufficiali del quartier generale elettorale, gli abitanti della regione del Kurdistan iraniano hanno registrato il tasso di partecipazione più basso alle elezioni presidenziali con il 23% tra tutte le regioni del Paese. Ciò era previsto a causa delle diffuse proteste e insoddisfazioni in Kurdistan, che furono il punto di partenza delle proteste a livello nazionale nel 2022. La regione del Kurdistan è anche una delle regioni più svantaggiate del paese in termini di sviluppo economico e sociale. Allo stesso tempo, le elezioni presidenziali nella regione del Khuzestan sono state boicottate al 70%, una regione che, decenni dopo la fine della guerra, è una delle regioni più povere e sottosviluppate del paese, e molti dei suoi abitanti vivono sotto la soglia di povertà. Le regioni di Alborz, Semnan, Gilan, Lorestan, Golestan, Fars, Sistan e Baluchistan, e Kermanshah, furono tra le regioni in cui oltre il 60% della popolazione ha deciso di boicottare le elezioni. Abbas Johari, capo del quartier generale elettorale della regione di Teheran, ha annunciato che il tasso di partecipazione alle elezioni presidenziali in questa regione è pari al 33% (34% nel 2021 e 66% nel 2017).

I dati della città di Teheran però dimostrano che neanche un elettore su quattro si è recato alle sedi elettorali (23%). Un’analisi separata delle statistiche di partecipazione in queste elezioni rispetto a quelle precedenti mostra che solo la regione di Teheran (e non la città di Teheran) ha aumentato la partecipazione del 10% e la regione di Qom di circa il 4%, e nel resto delle regioni, il tasso di partecipazione è diminuito rispetto al 2021. La regione di Sistan e Baluchistan ha avuto il calo maggiore di partecipazione con il 33%, e le regioni di Gilan, Golestan e Semnan sono nelle classifiche successive con il calo di partecipazione del 26%, 25% e 22%. L’aumento della partecipazione nelle due regioni di Teheran e Qom può essere dovuto alle attività dei riformisti e alla loro propaganda per Masoud Pezeshkian. Non c’è dubbio che i riformisti abbiano giocato un ruolo efficace in questo tasso di partecipazione e che il loro candidato abbia totalizzato più di 10 milioni di voti, ma sono lontani ormai anni luce le elezioni del 2009 o 1997 con 85% e 80% dei partecipanti.

Prepararsi al ballottaggio 

Secondo gli ultimi sondaggi, finora Pezeshkian risulta in vantaggio con 50.6% contro i 47.3% di Jalili. Appena dopo l’annuncio dei risultati, Mohammad Ghalibaf in un comunicato, ha sostenuto Saeed Jalili al secondo turno elettorale. Dall’altra parte il Consiglio della coalizione delle Forze rivoluzionarie islamiche, che comprende diversi gruppi fondamentalisti, ha rilasciato un comunicato in cui esprime il suo sostegno a Saeed Jalili.

Sabato 29 giugno, Mohsen Mansouri, capo dello staff di Saeed Jalili, ha annunciato lo svolgimento di un incontro congiunto con i capi degli staff elettorale di Mohammad Ghalibaf, Alireza Zakani e Amir Hossein Ghazizadeh Hashemi. Lunedì 1 luglio si è svolto il primo dibattito televisivo del secondo turno tra Pezeshkian e Jalili dove entrambi hanno continuato ad accusare il rivale ad essere l’unico responsabile dell’insostenibile situazione attuale del Paese.

Martedì 2 luglio, Ali Abdollahizadeh, capo del quartier generale elettorale di Pezeshkian, in una lettera alla magistratura e al Quartier generale elettorale del Paese, alla Procura e al Consiglio dei Guardiani, ha presentato una denuncia riguardo agli “interventi palesi e nascosti” di alcuni dei media governativi, tra cui l’IRIB radio e televisione ufficiale del regime, i giornali Javan e Keyhan e le agenzie di stampa Fars e Tasnim, tutti vicini ai Guardiani della Rivoluzione, di violare la neutralità nei dibattiti elettorali a favore di Jalili.

Foto: www.ecoiran.com

Chi è Emad Kangarani

Nato nel 1985 a Teheran, giornalista e scrittore, nel 2011 si trasferisce a Milano per continuare gli studi presso l'università Cattolica. Al momento è docente d'inglese in una scuola superiore a Milano. Collabora con East Journal dal settembre 2022 dove si occupa dell'Iran

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