RUSSIA: Un parlamento euroasiatico. Alla conquista dell'est

di Giovanni Bensi

“Russia Unita” merita di essere tenuta sott’occhio. Ci sono degli strani sviluppi: si va dall’ipotesi di una frammentazione interna fino a piani di uscita sul piano internazionale e di riunificazione, in una forma o nell’altra, delle ex repubbliche sovietiche. Sembra che il partito stia ripensando le sue prospettive: adesso si spinge al largo e propone di creare una “confederazione di forze sociali” dei territori di Europa e Asia.

Questa proposta è stata avanzata dal solito ineffabile Jurij Šuvalov, vicesegretario del Presidium del Consiglio generale di Russia Unita, il quale ha parlato di una nuova forma di integrazione dei territori di Europa ed Asia dell’ex URSS per “mandare avanti progetti e programmi sul territorio euroasiatico e preparare il clima alla formazione di una struttura che potrebbe chiamarsi parlamento dell’Unione Euroasiatica”, ha detto Jurij Šuvalov alcuni giorni fa durante una conferenza internazionale a Mosca dedicata a “Esperienza storica e nuove opportunità”.

Ricordiamo che la prospettiva di un’Unione Euroasiatica, che comporterebbe il ripristino di legami speciali fra la Russia e le repubbliche ex sovietiche, era stata delineata da Vladimir Putin in un articolo sulle Izvestija dell’ottobre dell’anno scorso. I commentatori avevano parlato della comparsa di una “Unione Sovietica in versione soft”.

Nel corso della conferenza a Mosca si sono avuti dei collegamenti in diretta con Kiev, Astana (Kazakhstan) e Minsk. I partecipanti hanno richiamato l’attenzione sul fatto che quest’anno in Russia è stato proclamato “anno della storia”. “Oggi da noi sta comparendo la possibilità, dialogando con altri stati, di discutere la costituzione di un’Unione Euroasiatica e di un’unione doganale: la globalizzazione infatti spinge alla creazione di progetti internazionali”, – ritiene Šuvalov.

Egli ha definito “un compito ricco di prospettive” la formazione di una confederazione. “Propongo di svolgere in giugno un grande forum che possa discutere il tema dell’integrazione ormai attraverso progetti ideologici e sociali, senza rinviare la soluzione di questo problema alle calende greche”, – ha rilevato Šuvalov. Il capo della “commissione parlamentare (alla Duma) per la legislazione costituzionale e l’edificazione dello Stato”, Vladimir Pligin, ha espresso l’opinione che se gli stati post-sovietici non troveranno una loro forma di unificazione, “essi verranno inclusi in altre “unioni”, forse non così tolleranti ed etiche quali a suo tempo furono l’Impero Russo e, in seguito, l’Unione Sovietica”.

Secondo Šuvalov, è necessario dar vita ad un ambiente politico ed economico attraente per tutti i partecipanti all’integrazione. Il coordinatore del club social-conservatore (uno dei quattro “club” all’interno del partito) di “Russia Unita”, il deputato Igor’ Igošin ritiene che in caso di unificazione “i principi fondamentali devono essere: libertà, attrattività, confortevolezza, vantaggio economico per tutti i paesi”.

Come è stato rilevato durante la conferenza, i processi di integrazione di cui si sta parlando, devono riguardare non solo i paesi, le ex repubbliche dell’Unione Sovietica. “Le dimensioni di questa unificazione – ha dichiarato Šuvalov – possono essere molto più vaste”.

Chi è Giovanni Bensi

Nato a Piacenza nel 1938, giornalista, ha studiato lingua e letteratura russa all'Università "Ca' Foscari" di Venezia e all'Università "Lomonosov" di Mosca. Dal 1964 è redattore del quotidiano "L'Italia" e collaboratore di diverse pubblicazioni. Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana "Radio Free Europe/Radio Liberty" prima a Monaco di Baviera e poi a Praga. Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano "Avvenire" di Milano. Collabora con il quotidiano russo "Nezavisimaja gazeta”. Autore di: "Le religioni dell’Azerbaigian”, "Allah contro Gorbaciov”, "L’Afghanistan in lotta”, "La Cecenia e la polveriera del Caucaso”. E' un esperto di questioni religiose, soprattutto dell'Islam nei territori dell'ex URSS.

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4 commenti

  1. claudio vito buttazzo

    è un progetto che è auspicabile si realizzi presto nell’interesse del multipolarismo e dell’equilibrio strategico mondiale

    • Bonaiti Emilio

      L’ostacolo maggiore a questo progetto rimane la memoria storica di paesi che con grandi sforzi si sono sottratti al pesante dominio, prima zarista e poi sovietico.portato avanti con le baionette Convincere paesi come la Cecenia o la Georgia o la Lettonia della bontà di questo disegno presenta delle obiettive difficoltà difficili da superare. Ma chi ha visto il sorgere e il tramontare dell’Unione Sovietica non si meraviglia di nulla.

  2. spero che anche la Rep di Moldova rientri in questo progetto