UNGHERIA: Economia – Il lunedì dopo la tempesta

di Claudia Leporatti

da Economia.hu

Bastano poche parole per scatenare il peggio, a quanto pare. Dopo un weekend caratterizzato dalle dichiarazioni del governo sulle condizioni del bilancio ungherese e dal conseguente crollo della borsa e del fiorino che hanno portato l’Ungheria ad essere paragonata alla Grecia, è tempo di entrare nel merito di questi episodi, per cercare di arrivare a capire cosa vi sta dietro  e come intende muoversi l’Ungheria.

A capo della commissione sullo stato del bilancio, Mihály Varga, ha spiegato che il governo ha lanciato nella giornata di sabato una sessione fiume del Parlamento, che porterà, entro 72 ore,  alla pubblicazione di un piano di azione basato sullo stato reale dell’economia ungherese.
Gli analisti
Secondo gli analisti, intanto, la conferenza stampa straordinaria indetta sabato da Varga servirà a calmare i mercati.
Il bilancio: bugie e omissioni
La commissione di controllo del bilancio non ha menzionato cifre, ma avrebbe riscontrato incongruenze tra lo stato del bilancio reale e quello dichiarato nell’atto stilato dal precedente esecutivo. In particolare, il budget sarebbe diverso nei seguenti punti:
–    entrate dalle tasse in generale e dalle tasse di registrazione e da quella sulle attività economiche;
–    dati sulle compagnie di trasporti, tra cui la BKV, la MÁV e la compagnia aerea di bandiera Malév;
–    stime sui fondi di previdenza sociale e delle amministrazioni locali;
–    spese degli organi  responsabili del bilancio;
Secondo Varga, inoltre, mancherebbero completamente dal bilancio:
–    il debito verso una grande compagnia elettrica locale;
–    le passività che potrebbero sorgere in connessione con la centrale Vértesi;
–    il fatto che la Banca Ungherese per lo Sviluppo MFB sta per subire perdite dell’ordine di “centinaia di miliardi” di fiorini.
Il governo, ancora riunito nella sua sessione straordinaria, starebbe discutendo i provvedimenti necessari a ridurre il deficit.  Una delle soluzioni che potrebbe adottare sarebbe, sempre stando alle dichiarazioni di Varga, quella di nazionalizzare i fondi pensione privati. Questa mossa potrebbe servire,  secondo il vice della FIDESZ, a ridurre il disavanzo di bilancio fino al 5% del PIL.  Una delle attuali preoccupazioni dell’esecutivo sarebbe quella di redigere un piano d’azione dettagliato abbastanza da rassicurare gli investitori e portare una tregua nei mercati, risollevando la fiducia.

L’impressione, da osservatrice esterna della situazione, è che per accusare il precedente governo, FIDESZ sia caduta in contraddizione, andando a perdere credibilità, un elemento che dovrebbe invece cercare di implementare, trovandosi al governo di un paese che si sente già tradito dalla classe politica. Adesso sembra ironico che i ministri debbano lavorare a pieno regime per risollevare le sorti del paese, dopo averle messe in discussione con le loro stesse mani, o meglio parole.

Chi è Claudia Leporatti

Giornalista, è direttore responsabile del giornale online Economia.hu, il principale magazine in italiano sull'economia ungherese e i rapporti Ungheria-Italia, edito da ITL Group. Offre tour guidati di Budapest in italiano e inglese. Parla inglese e ungherese, ma resta una persona molto difficile da capire. Scrive racconti e sta lavorando (o pensando) al suo primo romanzo. Nata a Bagno a Ripoli (Firenze) senza alcuna ragione, vive a Budapest, per lo stesso motivo.

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2 commenti

  1. Chissa se il capo dell’attuale coalizione ungherese non abbia avuto in mente di guadagnare qualche fiorino speculando privataqmente a seguito delle sue dichiarazioni catastrofiche!!