obbligo vaccinale

RUSSIA: Le autorità in difficoltà col pass vaccinale

C’è contrarietà in Russia per l’introduzione generalizzata del QR code e dell’obbligo vaccinale (entrambi già in vigore per alcuni servizi e alcune categorie di lavoratori) . Le autorità si mostrano caute e la proposta di introdurre QR codes per aerei e treni è stata sospesa…

Nonostante la recente pubblicazione su East Journal di un articolo riguardante lo stato della pandemia in Russia, nuovi eventi rendono necessario ritornare sul tema. Le motivazioni principali sono tre: un post su Telegram, un sondaggio e una sparatoria. Proprio oggi sulla pagina Telegram dello speaker della Duma, Vjačeslav Volodin, è comparso un post con cui veniva annunciata la decisione di non procedere con la presa in esame del disegno di legge № 17358-8 che prevedeva l’introduzione dei QR codes (equivalente del Green Pass ma ottenibile solo tramite vaccinazione o guarigione) per aerei e treni. In seguito alla pubblicazione della notizia, la sezione commenti è stata presa d’assalto da messaggi contenti ringraziamenti e soprattutto richieste di fermare l’iter della “legge sorella” № 17357-8 che prevede l’introduzione dei QR codes in tutti i luoghi pubblici.

Un simile assalto alla pagina Telegram dello speaker si era già verificato in seguito a un post dove Volodin chiedeva ai cittadini di esprimere la propria opinione sull’introduzione dei QR codes; i commenti sono stati più di 700.000 (in maggioranza sfavorevoli). Quale sia la posizione dei russi nei confronti dei QR codes è chiaro da un sondaggio del Centro Levada del 7 dicembre. Da esso emerge che il 76% degli intervistati è contrario all’introduzione dei QR codes sui mezzi di trasporto mentre il 67% è contrario alla loro introduzione nei luoghi pubblici. Tuttavia, solo il 43% crede che una decisione in tal senso potrebbe portare a proteste di massa e ancora meno, il 25%, afferma che prenderebbe parte a tali manifestazioni. 

Mascherina? Ti sparo

Il parossismo però è stato raggiunto a Mosca il 7 dicembre quando un uomo di 45 anni ha aperto il fuoco all’interno di un Centro multifunzionale in seguito alla richiesta di indossare la mascherina. Con un’arma non registrata l’uomo, ex dipendente dei servizi segreti esteri (SVR), ha ucciso l’amministratore e un guardiano, ferendo altre quattro persone. Durante l’interrogatorio egli ha affermato di non trovarsi d’accordo con le misure di prevenzione e, stando a quanto dichiarato da alcune fonti, ha evocato teorie del complotto legate al vaccino e alla stessa pandemia. Il Comitato investigativo ha aperto le indagini per omicidio e detenzione abusiva di armi. 

Focolai di protesta antivax e anti QR codes 

Sin dall’introduzione del disegno di legge sull’obbligatorietà del QR codes di cui si è parlato in precedenza, nelle maggiori città russe sono iniziati meeting di protesta. Nonostante negli ultimi anni protestare in Russia, anche a causa delle restrizioni legate (pretestuosamente) alla situazione pandemica, sia diventato sempre più difficile, gli organizzatori delle manifestazioni contro i QR codes a volte riescono persino a ricevere l’approvazione delle autorità. Come risulta dal file di OVD-Info dedicato a queste manifestazioni tuttavia anche questi “attivisti” non sono risparmiati dal sistema repressivo e ogni giorno vengono eseguiti diversi arresti con condanne fino a 30 giorni di reclusione. 

Per provare a convincere i negazionisti del Covid e i no-vax della minaccia rappresentata dalla pandemia, a fine novembre alcuni medici hanno invitato degli esponenti di questi “movimenti” a visitare la zona rossa dell’Ospedale Cittadino № 15 di Mosca. Tuttavia, la maggioranza di questi si è rifiutata di indossare la mascherina e di effettuare un tampone molecolare. Di conseguenza solo tre persone sono state ammesse all’interno della zona rossa, dove hanno trascorso più di un’ora.

Vaccino obbligatorio? No grazie

Inoltre, undici primari dei più grandi ospedali della Federazione hanno scritto una lettera aperta ai segretari di Russia Giusta, Mironov, e del Partito Comunista, Zjuganov, al vice speaker della Duma, Tolstoj, e ad alcune celebrità del mondo dello spettacolo. Le risposte sono tutte piuttosto simili: le celebrità, non temendo ricadute politiche, hanno parlato di “sieri sperimentali” ed “effetti collaterali” mentre i due segretari dei partiti “d’opposizione” e il vice speaker della Duma hanno fatto notare di essere sempre stati a favore di una vaccinazione volontaria ma contrari all’obbligo vaccinale. In realtà anche lo stesso Putin ha più volte dichiarato che l’intenzione delle autorità è quella di evitare l’obbligatorietà. Tuttavia, le recenti decisioni dei governatori e dell’esecutivo, certamente non indipendenti dal Presidente, sembrano andare in senso contrario rispetto alle dichiarazioni provenienti dal Cremlino. 

La formazione politica più contraria all’obbligatorietà vaccinale, forse anche nel tentativo di mostrare una propria indipendenza dal Cremlino, è il Partito Comunista. A metà novembre il partito si è rivolto alla Corte Costituzionale, esprimendo dubbi di costituzionalità nei confronti del già citato pacchetto di leggi sull’introduzione dei QR codes. A Penza, Tjumen e Lipeck sono stati arrestati esponenti delle sezioni locali del KPRF mentre il deputato della Duma regionale di Saratov, Nikolaj Bondarenko, ha iniziato a raccogliere firme per l’abolizione in toto dei QR codes. Lo stesso Bondarenko, in una provocazione di pessimo gusto, il 2 dicembre si è presentato alla seduta della Duma regionale indossando gli abiti dei prigionieri dei campi prigionieri nazisti con un QR code al posto della stella di David. 

Chi è Luca Zucchetti

Studente triennale di Lingue e Letterature all'Università Cattolica di Milano e appassionato di Russia. Si interessa alle dinamiche socio-politiche interne alla Federazione Russa, alle violazioni dei diritti umani e civili e più in generale alle vicende geo-politiche dell'ex blocco sovietico.

Leggi anche

gruppo Danieli

L’azienda italiana che contribuisce allo sforzo bellico russo

Dopo che la Russia ha conquistato la Crimea e scatenato la guerra nel Donbass nel 2014, il Gruppo italiano Danieli è cresciuto fino a diventare uno dei principali attori dell'industria siderurgica russa, il motore della macchina da guerra di Putin.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com