RUSSIA: Verso il QR code obbligatorio per contenere la pandemia

Da Novosibirsk – La gestione della pandemia in Russia continua a essere, a poco meno di due anni dal primo caso italiano, un ostacolo insormontabile. Nella terza città più grande della Federazione, Novosibirsk, anche le regole di base sono osservate in maniera assolutamente parziale dando vita a delle situazioni grottesche: dipendenti di supermercati che affermano di non servire clienti senza guanti e mascherina non indossano la semplice mascherina chirurgica. Le maršrutke, così come ogni altro mezzo di trasporto, sono piene all’inverosimile e il controllo del QR code è assolutamente opzionale. Certamente si potrebbe obiettare che anche nei paesi dove le regole sono state osservate con religiosità ora la situazione sembra, al netto della nuova variante, essere in caduta libera. 

I numeri tuttavia sono incomparabili: se in Italia l’8 dicembre sono stati rilevati 86 morti e 18.000 nuovi casi, in Russia il numero dei nuovi casi è 30.000, mentre i decessi sono stati 1181. Proprio a inizio dicembre inoltre pare che l’eccesso di mortalità abbia raggiunto il milione di decessi, superando così gli Usa e lasciando, in numeri assoluti, la Federazione dietro la sola India. Si tratta di un record negativo dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, durante la quale l’allora Unione Sovietica ebbe il numero maggiore di vittime. La Russia resta inoltre molto indietro con le vaccinazioni, sebbene formalmente sia stata tra i primi paesi a iniziare la vaccinazione e la prima in assoluto a produrre un vaccino: Sputnik V. I numeri ufficiali parlano infatti di 63 milioni di vaccinati con due dosi, nemmeno la metà della popolazione russa. 

Quello che sicuramente preoccupa le autorità è tuttavia la diffidenza della popolazione nei confronti del vaccino e del sistema di restrizioni a esso legato. Stando al sondaggio di novembre dell’istituto indipendente Levada, il numero di russi non intenzionati a vaccinarsi sarebbe il 45%, seguito dal 33% di già vaccinati e infine il 19% di intenzionati. Un sondaggio dell’ente statale VCIOM riporta invece un 55% di russi favorevoli alla vaccinazione, 35% sfavorevoli e 9%. Guardando i precedenti sondaggi del Centro Levada (da luglio 2021 a novembre 2021), si vede come il numero dei cittadini disposti a vaccinarsi sia rimasto sempre intorno al 15/20%, quello dei contrari sia leggermente diminuito (da 55% a 45%) mentre è ovviamente aumentato il numero dei già vaccinati (dal 19% al 33%)

QR codes e nuove restrizioni

Con la proposta di legge № 17357-8 depositata alla Duma il 12 novembre il governo federale ha cercato di prendere le redini della situazione, delineando un piano progressivo di restrizioni volte a convincere i cittadini a vaccinarsi. L’idea è quella di imporre il possesso del QR code per l’accesso a tutti i luoghi pubblici, fatta eccezione per farmacie e supermercati. In un primo momento dovrebbero essere riconosciuti sia i tamponi molecolari sia i vaccini ma dal 1 febbraio 2022, per i cittadini russi, verrà riconosciuto solo il possesso del certificato vaccinale. Come in Italia insomma si sta cercando di aggirare l’obbligo vaccinale richiedendo un certificato che attesti la vaccinazione (o un tampone molecolare per alcuni casi specifici). A differenza dell’Italia tuttavia l’opzione di imporre restrizioni all’accesso al luogo di lavoro non è stata affatto presa in considerazione. Per gli stranieri rimarrà aperta la possibilità, anche dopo il 1 febbraio di esibire un tampone molecolare negativo. 

Con un’ulteriore proposta di legge tuttavia il governo presieduto da Mišustin vorrebbe introdurre restrizioni simili ai viaggi in treno e aereo. Se l’idea iniziale era quella di richiedere il QR code al momento dell’acquisto del biglietto, ora il Ministero dei Trasporti ha fatto sapere di essere intenzionato a proporre degli emendamenti che renderebbero la certificazione obbligatoria solo al momento della registrazione del passeggero. L’approvazione di questa legge non costituirebbe una novità assoluta in quanto nella Repubblica del Tatarstan già dal 22 novembre sui mezzi pubblici è obbligatorio esibire il QR code, fatto che ha provocato proteste e spiacevoli incidenti a bordo degli autobus cittadini. Si conta infatti che quasi 800 persone siano state espulse dalle autorità addette ai controlli.

Finora tuttavia ogni restrizione è stata delegata alle sole autorità regionali, come nel caso di Kazan’, che procedono in ordine sparso. Dalla Calmucchia dove le prime restrizioni sono state introdotte solo a inizio dicembre al Circondario autonomo dei Chanty-Mansijskij dove i residenti non vaccinati di alcuni distretti sono stati posti in regime di isolamento domiciliare. Questo sicuramente è dovuto anche al poco desiderio delle autorità centrali di assumersi la responsabilità per decisioni che sanno essere assolutamente impopolari. I disegni di legge presentati il 12 dicembre infatti verranno discussi alla Duma solo a partire dal 14 dicembre, dopo essere stati discussi in tutti i parlamenti delle regioni. Come largamente previsto, tutti i parlamenti finora interpellati hanno preso una decisione positiva con la curiosa eccezione della Alania-Ossezia del Nord che ha votato a favore solo dopo una prima votazione ampiamente a sfavore del disegno di legge. 

Immagine: Wikimedia

Chi è Luca Zucchetti

Studente triennale di Lingue e Letterature all'Università Cattolica di Milano e appassionato di Russia. Si interessa alle dinamiche socio-politiche interne alla Federazione Russa, alle violazioni dei diritti umani e civili e più in generale alle vicende geo-politiche dell'ex blocco sovietico.

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