Il dialogo fra Armenia e Azerbaigian riparte a Soči

Ad un anno esatto dalla fine del secondo conflitto in Nagorno-Karabakh e dopo i recenti scontri frontalieri e il nuovo cessate il fuoco mediato dalla Russia, il dialogo tra Armenia e Azerbaigian riparte con un incontro tra capi di governo tenutosi a Soči, che ha definito la demarcazione del confine e l’apertura dei collegamenti di comunicazione terrestri come priorità a breve termine per stabilizzare i rapporti fra i due paesi caucasici.

L’incontro di Soči

Venerdì 26 novembre si è tenuto a Soči l’incontro tripartito annunciato dal Cremlino a seguito della nuova escalation registratasi nelle scorse settimane lungo il confine fra Armenia e Azerbaigian. La tensione fra i due paesi rimane alta, soprattutto a causa di diverse questioni irrisolte  – su tutte la demarcazione del confine.

Nel corso dell’incontro, Nikol Pashinyan, Ilham Aliyev e Vladimir Putin hanno analizzato la situazione attuale, esprimendo una valutazione positiva sul lavoro svolto dalle forze di peacekeeping russe e su quello degli specialisti di sminamento impiegati da Mosca nell’area del conflitto. Nonostante ciò, il primo ministro armeno Pashinyan ha evidenziato come la situazione fra Armenia and Azerbaigian non sia “buona come vorremmo che fosse”; il premier ha infatti ricordato come a seguito degli ultimi scontri, Baku ancora detenga prigionieri di guerra armeni, oltre a mantere truppe stanzionate in alcune zone che Erevan considera come parte del proprio territorio.

Risultati positivi

Nella dichiarazione congiunta tenutasi dopo l’incontro, il presidente russo ha evidenziato almeno tre aree in cui le parti hanno raggiunto un accordo. “La prima di queste è la creazione di meccanismi di demarcazione e delimitazione dei confini tra i due paesi che abbiamo concordato di attuare entro la fine di quest’anno”. Progressi sono stati registrati anche sul secondo punto, riguardante la questione umanitaria delle popolazioni coinvolte dagli scontri, mentre il terzo punto si focalizzava sui problemi di natura economica. In particolare, si è discusso sullo sblocco dei corridori terrestri fra Azerbaigian e Armenia, sia ferroviari che stradali. Il lavoro su questo tema verrà svolto dai rispettivi vice primi ministri, che si incontrerranno a Mosca nel corso di questa settimana per annunciare le decisioni concordate.

Come invito al dialogo, il Cremlino ha inoltre donato ai capi di governo di Azerbaigian e Armenia statuette d’oro a forma di ramo di olivo. Successivamente, si è tenuto un incontro bilaterale fra Putin e Pashinyan.

Il prossimo incontro fra Aliyev e Pashinyan è previsto per il prossimo 15 dicembre a Bruxelles organizzato ai margini del vertice UE del Partenariato Orientale con la mediazione del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel.

Immagine: Wikimedia Commons

Chi è Marco Alvi

Laureatosi in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali al L'Orientale di Napoli, continua i suoi studi magistrali al corso di Interdisciplinary Research and Studies on Eastern Europe (MIREES) dell'Università di Bologna. Si interessa da lungo tempo di Caucaso e conflitti etnici, a cui si aggiungono diverse esperienze pratiche nella regione caucasica. Dopo aver vissuto in Russia e in Azerbaigian, inizia a scrivere per East Journal occupandosi di sicurezza energetica, conflict resolution e cooperazione tra Caucaso, Mar Nero e Mediterraneo orientale.

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