NAGORNO-KARABAKH: Nuovi scontri fanno temere un’altra guerra

Nella giornata di ieri (16 novembre), il rinnovato intensificarsi degli scontri lungo il confine fra Armenia e Azerbaigian ha fatto temere l’inizio di un nuovo conflitto armato fra i due paesi caucasici, che, ad un anno dal cessate il fuoco, sembrano sempre più lontanti da una pace duratura.

Riprendono gli scontri

Nonostante le voci che auguravano la stipula di un trattato di pace definitivo ad un anno esatto dalla firma del cessate il fuoco fra Erevan e Baku nell’ultimo conflitto del Nagorno-Karabakh (10 novembre 2020), le recenti tensioni al confine fra i due paesi hanno spento le speranze di una normalizzazione delle relazioni nel breve termine. La tensione è salita a partire dal il 13 novembre, con la temporanea chiusura del corridoio di Lachin, la striscia di territorio che collega l’Armenia alla parte di Nagorno-Karabakh sotto peacekeeping russo, e l’apertura di controlli frontalieri nelle sezioni dell’autostrada Goris-Kapan in territorio azero, mentre ieri gli scontri fra i due paesi si sono riaccesi nella parte settentrionale della regione armena del Syunik, a circa trenta chilometri dal villaggio di Ishkhanasar nella municipalità di Sisian.

Nelle ultime ore si è anche intensificata la presenza militare azera ai confini con al provincia armena di Gegharkunik. Al momento si registrano dodici soldati armeni catturati, sei feriti di cui quattro armeni e due azeri, e un numero di vittime ancora da confermare. Le forze azere sembrano aver occupato due posizioni strategiche, penetrando di alcuni chilometri nel territorio armeno.

Oltre al rimpallo di accuse su chi abbia riacceso lo scontro armato fra le due parti è importante notare che il Capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale armeno, Armen Grigoryan, ha annunciato che Erevan ha formalmente richiesto il supporto della Federazione russa per “proteggere l’integrità territoriale della Repubblica di Armenia” come previsto dall’articolo 3 del Trattato Bilaterale di Amicizia, Cooperazione e Mutua Assistenza siglato fra i due paesi nel 1997.

Le autorità armene hanno confermato che gli scontri fra i due eserciti sono cessati alle 18.30 dello stesso giorno a seguito della mediazione di Mosca. Quelli di ieri sono stati gli scontri più gravi dopo la firma della guerra dell’autunno 2020.

Immagine: Pixabay

Chi è Marco Alvi

Laureatosi in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali al L'Orientale di Napoli, continua i suoi studi magistrali al corso di Interdisciplinary Research and Studies on Eastern Europe (MIREES) dell'Università di Bologna. Si interessa da lungo tempo di Caucaso e conflitti etnici, a cui si aggiungono diverse esperienze pratiche nella regione caucasica. Dopo aver vissuto in Russia e in Azerbaigian, inizia a scrivere per East Journal occupandosi di sicurezza energetica, conflict resolution e cooperazione tra Caucaso, Mar Nero e Mediterraneo orientale.

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Un commento

  1. Quanto era piu’ pace quando c’era il Non allineamento!

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