GRECIA: Georgios Papanicolaou e il test per il tumore al collo dell’utero

Tra gli oltre 125 mila componenti dell’esercito greco che combatte nella Prima guerra balcanica tra l’ottobre del 1912 e il maggio del 1913 c’è anche un nutrito gruppo di volontari greco-americani. Sono i figli della diaspora greca, uomini che hanno lasciato una nazione stretta tra il mare e l’Impero ottomano ormai al collasso per cercare fortuna oltreoceano, nella terra delle possibilità.

È incontrando loro che in Georgios Papanicolaou, da poco promosso a tenente medico, matura l’idea di emigrare in un paese giovane, dove le opportunità di fare carriera nella ricerca scientifica sono davvero a portato di mano. Non passano nemmeno sei mesi dalla fine della guerra e Papanicolaou è già a New York con la giovane moglie Andromaca e l’equivalente di 250 dollari in tasca. Ma è l’inizio di una storia che avrebbe contribuito a salvare molte vite di donne grazie all’ideazione del test per prevenire il tumore del collo dell’utero, il Pap test.

Da una vista sull’Egeo alla Germania

Georgios Papanicolaou nasce a Kymi, una piccola cittadina sull’isola di Eubea, meno di centocinquanta chilometri in linea d’aria a nord di Atene, soprannominata “balcone sull’Egeo” per la sua posizione in alto sulla scogliera che domina il mare. Il padre è medico e per un certo tempo anche il sindaco di Kymi. Fa studiare medicina al figlio, nella speranza che prenda il suo posto nella pratica sull’isola. Ma sono tempi troppo movimentati perché un giovane come Georgios possa essere attratto dalla placida vita della provincia di un paese, il Regno di Grecia nato nel 1832 staccandosi di forza dall’Impero ottomano, che fatica a svilupparsi. Dopo la laurea nel 1904 e i due anni di servizio militare obbligatorio, Georgios riesce a convincere il padre a finanziare un’ulteriore stagione di studi, stavolta all’estero.

Nel 1907, a Jena, uno dei centri della scienza tedesca, c’è un incontro fatale: quello con Ernst Haeckel, uno dei grandi diffusori delle moderne idee di Charles Darwin e il primo scienziato a parlare di una disciplina nuova, l’ecologia. Ma è a Monaco, all’Istituto di zoologia, che Georgios capisce qual è il suo campo di studi: il ruolo dei cromosomi X e Y nel determinare il sesso degli organismi. A guidare la tesi di dottorato, concentrata in particolare sulla pulce d’acqua (Daphnia), una famiglia di piccoli crostacei che vivono in acqua dolce, è Richard Hertwig, il quale incoraggia il giovane greco a continuare gli studi. Il problema è che ritornato in patria dopo il dottorato, Papanicolaou è perfettamente conscio che non ci sono istituti di ricerca di livello internazionale in Grecia. E mentre torna nell’esercito per la guerra, è perfettamente consapevole che le alternative sono una vita monotona a Kymi o l’emigrazione. 

In America

Georgios e Andromaca Papanicolaou toccano terra a New York il 19 ottobre del 1913. Non avevano nessun posto dove andare, nessun contatto diretto da sfruttare. I primi giorni sono duri: lavorano entrambi in un grande magazzino, lei cucendo bottoni, lui vendendo tappeti. Per fortuna sa anche suonare il violino, così arrotonda suonando la sera nei locali della diaspora. A differenza che in altre storia di emigrazione, nel caso di Papanicolaou questa situazione dura poco. Prima della fine dell’anno è già alla Columbia University, dove riconoscono subito la superiore preparazione del greco e lo indirizzano a Charles Stockard, il direttore del Dipartimento di anatomia di un’altra università newyorkese, la Cornell. A settembre del 1914, dopo nemmeno un anno dall’arrivo in terra straniera, sia Georgios che Andromaca, come assistente del marito, sono assunti da uno dei più prestigiosi centri di ricerca del Nuovo Mondo.

Papanicolaou può riprendere gli studi iniziati a Monaco, questa volta utilizzando un mammifero, la cavia. Per trovare le prove che i cromosomi X e Y sono i responsabili del sesso della prole, Papanicolaou doveva estrarre le cellule uovo dalle cavie femmine appena prima dell’ovulazione, ma al tempo non esisteva un metodo per capire quando un animale stava ovulando. Papanicolaou ha un’idea. Comincia a prelevare le secrezioni direttamente dalle vagine delle cavie e a studiarle al microscopio. “Ci sono stati momenti di vera eccitazione”, scrive, “quando l’esame delle prime diapositive ha rivelato una ricchezza impressionante di diverse forme cellulari e una sequenza di pattern citologici distintivi”. Esiste una relazione tra gli ormoni presenti nelle secrezioni delle cavie e il punto del ciclo mestruale in cui si trovano.

Dalle cavie al test diagnostico per l’essere umano

Le scoperte di queste sue prime ricerche americane sono alla base del passaggio decisivo per l’ideazione del test diagnostico per il cancro al collo dell’utero.

Nel febbraio del 1925 Papanicolaou inizia uno studio sistematico dei prelievi effettuati sulle dipendenti del New York Women’s Hospital. Nello studio sulle impiegate dell’ospedale femminile si scopre un numero considerevole di casi asintomatici e quindi insospettati di neoplasia uterina, alcuni dei quali in una fase di sviluppo così precoce da risultare invisibili a occhio nudo o indimostrabili con una biopsia. I risultati di questo e altri studi vengono presentati nel 1941 in un articolo pubblicato su The American Journal of Obstetrics and Gynecology dal titolo significativo: “Il valore diagnostico dello striscio vaginale (nome tecnico della procedura) nel carcinoma dell’utero”. Oggi, il Pap test, com’è chiamato in onore del suo sviluppatore, è un esame che fanno le donne adulte di tutti i paesi economicamente avanzati ed è una delle armi più efficaci nella lotta ai tumori che abbiamo a disposizione.

A Miami via Atene

Nel 1957, dopo 44 anni passati negli Stati Uniti, Papanicolaou ritorna in Europa, a Bruxelles, per la prima conferenza internazionale sulla citologia. È una star del suo settore e passa alcuni mesi in visita a istituti di ricerca tra Francia e Germania.

In Grecia è accolto dalla famiglia reale a Corfù, dove si parla della possibilità di costruire un istituto che porti il suo nome. Ma mancava un elemento essenziale: il denaro. Deluso ritorna quindi negli Stati Uniti, accettando nel 1961 la direzione dell’Istituto di Ricerca sul Cancro di Miami. Ma è una storia breve: nel gennaio del 1962, quattro mesi prima dell’inaugurazione dell’istituto, muore per un attacco di cuore a 79 anni.

 

Immagine: Wikimedia

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