RUSSIA: Il programma elettorale di Putin, generico e sfuggente

di Giovanni Bensi

da Mosca. Giovedì a mezzogiorno sul web ha incominciato a funzionare (male) il sito di Vladimir Putin come candidato alla presidenza. Il portavoce Dmitrij Peskov ne ha comunicato l’indirizzo: www.putin2012.ru. La pagina iniziale del sito mostra una foto di Putin e una sua citazione con la sua firma, nella quale viene precisato l’atteggiamento del capo del governo vero il lavoro: “Se mi metto a fare qualcosa, cerco di portarla o alla sua conclusione logica, o, come minimo, al massimo effetto” (senza spiegare la differenza fra i due concetti). Il sito è diviso in sezioni dedicate alla biografia, all’esperienza, agli interessi del candidato a presidente. Un posto centrale è occupato dal Progetto di programma elettorale che sarà ufficializzato entro il 12 febbraio.

Il documento è diviso in sei sezioni. L’ultimo capitolo è dedicato alla politica estera. Ci riserviamo di analizzare a parte questo tema, che riguarda i non sempre chiari e prevedibili orientamenti della Russia sul piano internazionale.
In precedenza il portavoce Dmitrij Peskov aveva comunicato che questo documento è stato scritto da Putin di suo pugno, durante tutte le vacanze di Capodanno e Natale. Vale la pena di rilevare che sul sito di Putin non vi è alcun riferimento a “Russia Unita” e il progetto di programma viene dato sotto il “logo” del “Fronte Popolare Panrusso” (FPP).

In questo modo si confermano le ipotesi dei media che Putin, in vista delle elezioni, si distanzia dimostrativamente dal “partito del potere”, che è compromesso in scandali a causa dei brogli elettorali, e la cui popolarità presso l’opinione pubblica continua a cadere.

Nel progetto di programma pubblicato sul sito, Putin promette: “Tutti i servizi statali e municipali saranno erogati ai cittadini in conformità con gli standard stabiliti. Una quantità possibilmente grande di servizi sarà accessibile in forma elettronica”. Il premier propone anche di costituire in Russia tribunali amministrativi che esamineranno i ricorsi dei cittadini contro lo stato. “Saranno creati meccanismi reali di controllo pubblico sull’attività del potere nelle sfere più sensibili e pericolose dal punto di vista delle manifestazioni di corruzione e inefficienza: acquisti di stato, costruzione di strade, servizi comunali, attività di ordine pubblico”, assicura Putin.

Nella sfera dell’economia Putin ritiene che per il 2015 la Russia deve raggiungere il pareggio di bilancio. “Sviluppando la produzione nazionale, non possiamo permetterci di accumulare debito pubblico. Il bilancio del paese deve essere stabile ed equilibrato, e noi raggiungeremo questo obiettivo non grazie al carico fiscale, ma grazie alla diversificazione e al rafforzamento di un’economia stabile, alla creazione di nuove produzioni”, si legge nel progetto di programma elettorale di Putin.

Il premier e futuro presidente in pectore ha illustrato un progetto che permetterà una crescita degli investimenti nell’economia “L’allocazione di una nuova produzione in Russia deve essere più vantaggiosa che negli altri paesi. Cercheremo di raggiungere condizioni per l’incremento degli investimenti, come minimo, al livello del 25% del PIL verso la metà del prossimo decennio a fronte dell’attuale 20%”, si legge ancora nel documento.

Putin ritiene che la politica fiscale deve stimolare la creazione di nuove imprese. “La politica fiscale dello stato – scrive – deve essere giusta ed efficiente, deve non solo assicurare la disponibilità corrente di bilancio, ma anche stimolare la creazione di nuove imprese, l’estensione della base impositiva. Ciò permetterà di garantire un alto livello di prestazioni sociali alla popolazione”.

Grandi piani anche nel campo dell’istruzione. Putin, in particolare, scrive: “Restituiremo all’istruzione russa le sue posizioni di leader mondiale. Porteremo la qualità dell’istruzione al livello delle necessità del XXI secolo. Aumenteremo lo stipendio degli insegnanti, ricostruiremo le scuole e le forniremo di apparecchiature didattiche”.

I commenti internazionali sono piuttosto critici. Il “Christian Science Monitor”, ad esempio, scrive che, nonostante le promesse di riforme, tali provvedimenti come “metter fine alle repressioni poliziesche, creare tribunali speciali dove i cittadini possano citare in giudizio le autorità, seriamente lottare con la corruzione”, difficilmente saranno efficaci perché ormai è troppo tardi”. Il giornale rileva che “i leader dell’opposizione hanno già definito le promesse di Putin vuoti slogan”, che “nel programma non sono neppure accennate le richieste dei dimostranti, le lagnanze contro gli abusi elettorali e l’eccessivo controllo sul sistema politico”.

Insomma, si ha l’impressione che Putin e il suo entourage considerano gli elettori, più o meno, come gli asini nella favola di Krylov: “I odobrili osly oslovo / Krasno-khitro-spletenno slovo” (“E approvarono gli asini asinamente / Il bel discorso intrecciato astutamente”).

Chi è Giovanni Bensi

Nato a Piacenza nel 1938, giornalista, ha studiato lingua e letteratura russa all'Università "Ca' Foscari" di Venezia e all'Università "Lomonosov" di Mosca. Dal 1964 è redattore del quotidiano "L'Italia" e collaboratore di diverse pubblicazioni. Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana "Radio Free Europe/Radio Liberty" prima a Monaco di Baviera e poi a Praga. Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano "Avvenire" di Milano. Collabora con il quotidiano russo "Nezavisimaja gazeta”. Autore di: "Le religioni dell’Azerbaigian”, "Allah contro Gorbaciov”, "L’Afghanistan in lotta”, "La Cecenia e la polveriera del Caucaso”. E' un esperto di questioni religiose, soprattutto dell'Islam nei territori dell'ex URSS.

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Un commento

  1. claudio vito buttazzo

    Meglio i comunisti. Ma, in alterntiva, meglio Putin che le marionette manovrate dlla signora Clinton.

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