CALCIO: Stella Rossa e Milan, la partita della grande nebbia

Giovedì 18 febbraio il Milan volerà a Belgrado per sfidare la Stella Rossa nell’andata dei sedicesimi di finale dell’Europa League 2020/2021. Nonostante le squadre si siano affrontate nel 2006, questa partita evoca ricordi più lontani che affondano le radici nella fine degli anni Ottanta. La seconda metà di quel decennio fu per entrambe le formazioni il trampolino di lancio verso i futuri successi. Il Milan entrerà nella storia, la Stella Rossa accarezzerà la gloria per un breve intenso momento.

Lo scherzo dell’urna

E’ la stagione 1988/89, nel primo turno di Coppa Campioni il Milan si è sbarazzato del Vitoša Sofia (squadra nata dopo la celebre rissa fra CSKA e Levski Sofia), mentre la Stella ha passeggiato sugli irlandesi del Dundalk con un 8-0 complessivo. L’urna a quel punto mette davanti rossoneri e biancorossi. Andata a Milano, ritorno a Belgrado. Se gli jugoslavi sono una squadra in crescita, il Milan non è esattamente la squadra che tutto il mondo oggi conosce. I rossoneri infatti si stanno riprendendo da anni durissimi, anni di crisi economica e di risultati, culminati addirittura con due retrocessioni, la prima per calcioscommesse e la seconda sul campo.

Ma quello che affronta la Stella Rossa è anche il Milan di un certo Silvio Berlusconi, che ha comprato la squadra nel 1986 e che anche grazie al calcio si sta costruendo un nome in tutto il paese. E poi è il Milan di Arrigo Sacchi, uno degli allenatori più influenti della storia del calcio. Nel 1987 allena il Parma in C1 e in Coppa Italia elimina il Milan: questo convince Berlusconi ad affidargli la sua squadra. E a difenderlo quando le cose vanno male. Arriva così il primo titolo, ma l’opinione pubblica è divisa. Non tutti stanno con Sacchi e ogni inciampo è la scusa per attaccarlo e proporne l’esonero.

La stella della Stella sta nascendo

Dall’altra parte c’è la Stella Rossa che si regge sul genio di due campioni assoluti come Dragan Stojković e Dejan Savičević. Ma quest’ultimo sta facendo il servizio militare, che in Jugoslavia è una cosa molto impegnativa e può giocare solo in Europa. Si allena poco, ma è come sempre decisivo. In rosa ci sono anche giocatori del calibro di Robert Prosinečki, neo campione del Mondo Under20 in Cile, Ilja Najdoski, Mitar Mrkela o Refik Šabanadžović.

Il Milan ovviamente parte come favorito, ma già nella partita d’andata si capisce che non tutto andrà come previsto. Da Belgrado sono arrivati alcuni gruppi di tifosi che stanno dando spettacolo sugli spalti di San Siro. Sono gli stessi che nel 1989 si riuniranno, fondando uno dei più importanti gruppi ultras della scena balcanica, i Delije.

Ma la vera sorpresa arriva dal campo: al secondo minuto della ripresa, Dragan Stojković si impossessa di un pallone sporco, punta Paolo Maldini e lo salta, Franco Baresi si frappone fra lui e la porta ma non riesce a fermarlo. In un secondo il giocatore jugoslavo è davanti al portiere e lo batte con un tiro sul primo palo. Il gol del pareggio milanista è talmente veloce che, mentre la Rai manda in onda diversi replay dei gol, solo il telecronista Bruno Pizzul riesce a seguire l’azione e ad annunciare il pareggio di Pietro Paolo Virdis (qui si può vedere la partita integrale).

Il ritorno a Belgrado

Il ritorno a Belgrado diventa assolutamente decisivo per il passaggio del turno. La Stella è pronta e gioca una buona partita. Ma una fitta nebbia inizia a scendere sul Marakana di Belgrado, non si vede niente. Savičević porta in vantaggio i suoi, poi viene espulso Virdis. La partita sembra in discesa per gli jugoslavi: hanno un uomo in più, sono in vantaggio di un gol e giocano in casa. Per il Milan il fallimento sembra a un passo. Con il senno di poi tutti si chiedono che cosa ne sarebbe stato dei rossoneri, di Sacchi e di Berlusconi se quella partita si fosse conclusa.

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Ma la nebbia si fa sempre più intensa, tanto che l’arbitro tedesco Dieter Pauly è costretto a sospendere la partita. Il regolamento dice che si deve giocare di nuovo, ripartendo dallo 0-0 e con tutti gli 11 uomini in campo. Le squadre si accordano per ripetere la gara già il giorno seguente. Il Milan dovrà fare a meno di Virdis e Ancelotti, che ha ricevuto un cartellino, che ha fatto scattare la squalifica per somma di ammonizioni. La Stella invece può contare su tutti gli effettivi, ma è preoccupata per Savičević che non ha nelle gambe due partite così ravvicinate.

La ripetizione della partita

Sacchi è costretto a schierare in attacco “Lupetto” Mannari, che ha solo 19 anni e coglie di sorpresa anche la regia jugoslava che non lo conosce e nelle formazioni ufficiali confonde il nome con il cognome e scrive: “Grazzianno”. Ruud Gullit, il campione olandese, non è al meglio e può giocare soltanto 45 minuti. Intanto, la Stella Rossa, in difficoltà nei confronti di chi ha pagato il biglietto, apre lo stadio a chiunque voglia assistere alla ripetizione della partita. Il Marakana è un catino incandescente.

Ma chi si intende di calcio sa benissimo come interrompere un momento magico di una squadra possa essere pericoloso. La Stella non è più quella del giorno prima (qui si può vedere la partita completa) e il Milan passa in vantaggio con Marco Van Basten (e ci sarebbe anche un gol fantasma non concesso ai rossoneri). Poi Savičević fa una di quelle cose per cui nel mondo lo chiamano “Genio”. Stoppa un pallone sulla tre quarti, spalle alla porta. Senza farlo cadere e con il movimento del compagno alle spalle fa un lancio perfetto di sinistro che mette Stojković a tu per tu con il portiere Galli: 1-1.

La partita non regala grosse emozioni, ma a un certo punto c’è uno scontro di gioco fra Donadoni e Vasiljević. Il milanista cade a terra privo di sensi, non respira e ha la mandibola serrata. Provvidenziale l’intervento del medico della Stella Rossa che gliela rompe. Esce dal campo in barella fra gli occhi attoniti dei compagni di squadra, che hanno paura per la sua vita. Sembra che dopo qualche minuto Savičević si sia avvicinato a Maldini dicendogli, in qualche modo, che lo speaker dello stadio aveva annunciato che Donadoni era vivo.

La lotteria dei rigori sorride al Milan

Si va ai rigori. La Stella ha un buon portiere, si dice che sia esperto di tiri dagli 11 metri. Ma quel giorno non lo dimostra. Nel calcio spesso accade che gli jugoslavi arrivino a un passo dal trionfo e poi si sciolgano come neve al sole. Savičević e Mrkela sbagliano i rispettivi rigori. Il tiro decisivo è nei piedi di Massimiliano Cappellini, che è in campo da dieci minuti, e ha 17 anni. Ma un attimo prima del calcio l’esperto centrocampista olandese Frank Rijkaard corre da Sacchi e lo avverte: “Al ragazzo tremano le gambe, lo tiro io”. E così il Milan stacca il biglietto per i quarti di finale.

Alla fine il Milan vincerà la Coppa dei Campioni in finale contro la Steaua Bucarest di Gheorghe Hagi, mentre la Stella Rossa dovrà aspettare ancora qualche anno, prima di poter gioire, in uno dei canti del cigno più incredibili della storia del calcio.

Foto: Crvena Zvezda Info

Chi è Gianni Galleri

Autore di "Curva Est. Un viaggio calcistico nei Balcani" e "Questo è il mio posto. Le nuove avventure di Curva Est fra calcio e Balcani". Coordina la redazione sportiva di East Journal.

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