RUSSIA: Prokhrov, l'unico rivale di Putin

di Giovanni Bensi

da Mosca – Crediamo che sia il caso di tornare a parlare del miliardario Mikhail Prokhorov e della sua candidatura alle presidenziali del 4 marzo in concorrenza (o in connivenza?) con Vladimir Putin. Si possono pensare di Prokhorov le cose più contrastanti, ma non si può negare che egli sia l’unico che ha presentato un programma elettorale chiaro, conciso e comprensibile, in contrasto con le fumose e prolisse fumosità degli altri partiti. Chi sa esattamente quale sia il programma di “Russia Unita”, di “Russia Giusta”, per non parlare delle indigeste affabulazioni dei comunisti o dei “liberal-democratici”?

Dal 29 dicembre, invece, sappiamo con sufficiente certezza che cosa propone Prokhorov. In questa data, infatti, è stato pubblicato il progetto di programma presidenziale dell’”oligarca” con il titolo “Il presente e il futuro”. Nell’introduzione si afferma che il principale valore dello stato deve essere l’uomo, e non l’accumulo di profitti grazie alla vendita del petrolio.

“È ora di capire che la garanzia del successo nello sviluppo del paese – leggiamo nel documento – non è la quantità delle tonnellate di carbone estratto, dei barili di petrolio o dei metri cubi di legname, ma il sistema di valori umani”, afferma il politico nell’introduzione e continua: “Mi rivolgo ai cittadini del mio paese con la proposta di scegliere la responsabilità personale invece della stolida subordinazione, l’economia liberale invece della gestione burocratica, la società di diritto invece della sorveglianza repressiva”.

Dopo queste perole seguono alcune pagine nelle quali con pedagogica chiarezza si spiega perché vale le pena che i cittadini eleggano presidente proprio Mikhail Prokhorov e non Vladimir Putin. Ogni pagine è divisa in due: nella parte più scura vengono elencate le conseguenze negative del suo lavoro nelle più alte cariche dello stato, nella parte più chiara sono presentate le proposte di Prokhorov. Dal documento discende chiaramente che sotto la presidenza di Mikhail Prokhorov si starebbe molto meglio di quanto “avveniva sotto Putin”. Certo, questa è una vanteria pre-elettorale, ma poi seguono esempi concreti. Per esempio, invece del “potere personale centralizzato”, Prokhorov propone di tornare all’elezione diretta dei governatori (senza alcun “filtro presidenziale”), di introdurre la procedura “notificatoria” (uvedomitel’nyj) della registrazione dei partiti (significa che chi fonda un partito è tenuto solo a “notificare” la sua iniziativa alle autorità e non a chiederne il permesso, come avviene ora) e di abbassare dal 5 al 3% la soglia di sbarramento per entrare alla Duma.

A differenza di Putin, che non vede ragioni per una revisione dei risultati delle ultime elezioni alla Duma, Prokhorov propone di sciogliere il parlamento della sesta legislatura (quello uscito dalle ultime votazioni) e di convocare nuove elezioni. Per evitare brogli egli raccomanda di abolire la votazione anticipata e la votazione con le otkrepitel’nye udostoverenija (i certificati che permettono di votare fuori dalla propria circoscrizione, con elevato pericolo di brogli), di dotare tutti i seggi di urne elettroniche e di inasprire la punizione penale per gli abusi elettorali. In tal modo, a suo parere, si riuscirebbe a evitare “la massiccia introduzione di schede [votate in precedenza – NdA] e la conta non trasparente dei voti”, come era avvenuto “sotto Putin” (Dmitrij Medvedev non viene nominato nel testo neppure una volta).

Prokhorov ha le sue idee anche a proposito delle politica fiscale e sociale, della lotta alla corruzione, dell’agricoltura. Della difesa e della geopolitica. In linea di principio nel progetto di programma sono considerati quasi tutti gli aspetti della vita del paese. Se vi è una cosa poco chiara è in qual modo Prokhorov intenda realizzare le sue proposte se diventasse presidente. Tuttavia i punti del programma dovranno essere sviluppati in modo più particolareggiato nella versione completa che uscirà entro gennaio 2012.

Chi è Giovanni Bensi

Nato a Piacenza nel 1938, giornalista, ha studiato lingua e letteratura russa all'Università "Ca' Foscari" di Venezia e all'Università "Lomonosov" di Mosca. Dal 1964 è redattore del quotidiano "L'Italia" e collaboratore di diverse pubblicazioni. Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana "Radio Free Europe/Radio Liberty" prima a Monaco di Baviera e poi a Praga. Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano "Avvenire" di Milano. Collabora con il quotidiano russo "Nezavisimaja gazeta”. Autore di: "Le religioni dell’Azerbaigian”, "Allah contro Gorbaciov”, "L’Afghanistan in lotta”, "La Cecenia e la polveriera del Caucaso”. E' un esperto di questioni religiose, soprattutto dell'Islam nei territori dell'ex URSS.

Leggi anche

RUSSIA: La repressione contro lo storico del Gulag e la guerra per la memoria

L'assurda vicenda giudiziaria che da 3 anni coinvolge lo storico Jurij Dmitriev, specialista delle repressioni staliniane e direttore dell'associazione Memorial in Carelia, è emblematica di uno dei più cruciali processi sociopolitici in atto nella Russia di oggi: la riscrittura del passato sovietico.

3 commenti

  1. “Urne elettroniche”: quelle stesse che molto democraticamente e senza brogli hanno eletto George W. Bush in Usa, per DUE volte. Questo sì che sarebbe un passo avanti!

    • Caro Bensi, perdoni l’ingenuità di un ottuagenario ma da che cosa si desume che Prokhorov sia “in connivenza” con Putin?