CALCIO: Una squadra particolare. Ascesa e declino del Maccabi Brno

Hakoah, Maccabi (o Maccabea), Sámason, Kadima e  Hagibor. Questi nomi al giorno d’oggi dicono poco, ma nei primi anni Venti l’associazionismo ebraico, specie nell’area dell’Europa orientale, portò un po’ ovunque alla fondazione di polisportive e centri culturali sionisti, spesso dotati di squadre calcistiche. Una vera e propria galassia di formazioni, la cui stella più luminosa era senza dubbio l’Hakoah Vienna. Una formazione capace di conquistare il campionato austriaco nel 1925, di ricevere inviti per giocare in tutta Europa e di partire per una lucrosa tournée negli Stati Uniti l’anno dopo. Dietro il fenomeno identitario, il calcio era un affare redditizio: così tanto che sorsero anche squadre non proprio ligie ai principi del sionismo, come il Maccabi Brno.

Le radici del fenomeno

Sul finire dell’Ottocento tutta Europa era attraversata da idee di rinnovamento e di contrasto alla decadenza dell’uomo, in cerca di un rimedio ai mali della modernità. Una rigenerazione morale e fisica, che poteva essere a sfondo patriottico – come dimostra la diffusione dei Turnen tedeschi e dei Sokol slavi – o religioso, con la diffusione del “cristianesimo muscolare”.

In questo quadro, non faceva eccezione la componente ebraica: nel 1898 un medico ungherese, Max Nordau (Simon Maximilian Südfeld), sostenne davanti al II congresso sionista di Basilea la necessità che i giovani ebrei rafforzassero il proprio corpo, smentendo le tesi antisemite e preparandosi per colonizzare il nuovo stato ebraico. Malgrado il modello di riferimento fosse il Bar Kochba di Berlino, un’associazione ginnica, ben presto i centri ebraici incontrarono sulla propria strada lo sport moderno, che andava diffondendosi rapidamente nell’impero degli Asburgo.

Una squadra dell’industria tessile

Nel primo dopoguerra il fenomeno esplose: centri polisportivi nacquero in tutto l’areale del vecchio impero asburgico, da Cluj a Oradea, da Novi Sad a Cracovia passando per Debrecen e Timişoara. Associazioni dove era sempre presente una formazione calcistica che, se di buon livello, poteva garantire gli introiti necessari alla sopravvivenza del club. Dunque, migliore era la formazione, più occasioni di tournée si presentavano, maggiori erano gli incassi della squadra.

Fu così che a Brno l’alta borghesia ebraica cittadina, impiegata nell’industria tessile, ebbe l’intuizione: sfruttare il calcio e una squadra sionista locale per effettuare una vera e propria operazione commerciale, garantendo l’approdo di giocatori di alto livello grazie alla migliore situazione economica della Moravia. Una vera e propria squadra di professionisti ante litteram, in un periodo dove ancora il calcio era uno sport dilettante, fatta eccezione per le isole britanniche. Il meccanismo non era nuovo: anche l’Hakoah Vienna aveva reclutato molti giocatori magiari, ma il Maccabi andò oltre, finendo per assoldare anche giocatori non ebrei.

A talenti come Árpád Weisz, poi divenuto famoso anche in Italia come allenatore di Inter e Bologna, si aggiunsero alla compagine ebraica importanti giocatori di religione cristiana, come Ferenc Hirzer, poi protagonista a Torino in maglia bianconera, Árpád Hajós e Gábor Obitz.

Una vera e propria macchina per fare soldi, con lunghe tournée per l’Europa: nel 1923 la formazione giocò ben 47 partite fra Italia, Spagna, Austria e Cecoslovacchia battendo, ad esempio, il Real Madrid con un secco 3-1, e misurandosi nel 1924 persino con l’Italia in un test-match in vista delle Olimpiadi di Parigi del 1924.

La fine

Brno poteva essere astro nascente del calcio cecoslovacco? Forse. Ma mentre i giornali ungheresi tuonavano contro la formazione, ladra di talenti magiari da far giocare con la stella di David sul petto, anche a Praga la compagine era invisa. Le squadre della capitale guardavano con appetito alla rosa della formazione, spingendo per una riforma complessiva del sistema calcistico cecoslovacco. Richiamata per avere giocatori non ebrei – sebbene militasse nella lega etnica – la formazione fu costretta a lasciar partire i suoi migliori talenti, tornando ad essere una squadra provinciale.

Foto: Formazione del Maccabi Brno contro l’Alessandria (1924) (“Il Calcio”, 5 gennaio 1924) 

Chi è Lorenzo Venuti

Dottorando dell'Università degli studi di Firenze, Siena ed ELTE (Budapest), è riuscito a conciliare le sue due passioni escogitando una ricerca sull'uso politico del calcio in Ungheria.

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