CALCIO: La Dinamo Zagabria ha qualche problema

La Dinamo Zagabria è stata eliminata dalla Champions League dopo la sconfitta di mercoledì scorso contro gli ungheresi del Ferencvaros. L’eliminazione rischia di gravare pesantemente sul progetto sportivo della società, che dipende in maniera importante dai generosi compensi con cui la UEFA premia le partecipanti alle competizioni europee. Dopo che i costi della squadra sono cresciuti negli ultimi anni, permettendo alla Dinamo di raggiungere una buona competitività in ambito internazionale, la perdita economica potrebbe costringere il club a ridimensionare leggermente il proprio progetto, almeno nel breve termine. La situazione non è forse allarmante, ma il periodo non è dei migliori. La Dinamo Zagabria ha qualche problema.

La crescita dal 2018 a oggi

La Dinamo domina il calcio croato da anni e ha raggiunto discreti risultati in campo internazionale. Il progetto del club è basato su un ottimo settore giovanile e una rete di scouting molto attiva in Croazia, Bosnia-Erzegovina, Albania e Kosovo. La prima squadra è rinforzata ogni anno da nuovi giovani calciatori, attentamente formati e selezionati, grazie anche all’importante appoggio della Lokomotiva Zagabria, una filiale del club che milita nel massima serie croata. La vendita dei migliori calciatori alle squadre dei campionati maggiori resta una delle fonti primarie di guadagno della società.

Questo sistema ha portato alla Dinamo grossi guadagni ma ha mostrato anche i propri limiti, in particolare nel momento del confronto con formazioni più importanti in ambito europeo. Fra il 1970 e il 2019, la Dinamo non è mai riuscita a superare l’inverno delle competizioni internazionali, soffrendo anche alcune importanti disfatte, come la sconfitta, nel 2011, per 7:1 contro il Lione.

Dal 2018 a oggi, invece, il club ha cercato di fare un passo in avanti, in modo da diventare più competitivo e da superare la fase a gironi di una delle competizioni europee. Nenad Bjelica, ex tecnico di Spezia, Austria Vienna e Lech Poznan, è stato scelto per dirigere il nuovo corso e ha presto dimostrato di essere uno degli allenatori più preparati del panorama croato. Bjelica ha costruito un’amalgama di giovani promettenti, fra cui spiccavano Dani Olmo, Amer Gojak e Dominik Livaković, e calciatori più maturi, come Mislav Oršić, Izet Hajrović e Mario Gavranović.

Grazie a una guida attenta, basata sui principi del calcio di posizione, la Dinamo ha raggiunto la primavera europea nel 2019, avanzando fino agli ottavi di finale di Europa League, dove è stata eliminata dal Benfica. L’anno scorso, invece, la squadra ha dato battaglia in Champions League, riuscendo a competere con Atalanta e Shakhtar Donetsk fino all’ultimo nella speranza di arrivare a uno storico passaggio del turno, che poi, però, non è arrivato.

Il peso finanziario dell’ascesa

I successi europei hanno portato la Dinamo a un nuovo livello di competitività, rendendo però la società più vulnerabile a livello economico. Molti dei calciatori arrivati negli ultimi anni hanno ottenuto contratti generosi, che hanno fatto lievitare il costo della squadra. Lo stesso Bjelica ha ottenuto delle condizioni economiche mai viste nel calcio croato, con uno stipendio superiore anche a quello del CT della nazionale, Zlatko Dalić.

I nuovi costi sono stati finanziati in parte con il solito sistema di cessioni verso i campionati maggiori cui è diventato fondamentale aggiungere i ricchi premi della UEFA. Questo ha messo la Dinamo nella condizione di potersi permettere pochissimi passi falsi in campo europeo, obbligandola di fatto a raggiungere ogni anno la Champions League e rendendo i mesi estivi i più importanti per l’intera stagione.

Nuova fragilità

Questo rischioso sistema di finanziamento avrebbe dovuto portare a una stabilizzazione del club a un livello superiore, ma la pandemia causata dal nuovo coronavirus ha messo in seria difficoltà la Dinamo, costringendola, nel marzo 2020, a ridimensionare gli stipendi dei propri dipendenti.

Alcuni calciatori e lo staff tecnico non hanno accettato le provvisorie condizioni proposte dalla società. Bjelica e il suo staff tecnico sono stati licenziati, mentre sulla panchina della squadra tornava Zoran Mamić, fratello del controverso e ancora influente ex direttore esecutivo Zdravko Mamić, fuggito in Bosnia-Erzegovina dopo una condanna per frode.

Tutto questo non ha permesso di ritrovare un equilibrio economico. L’ormai ex allenatore Bjelica ha affermato che, in questo momento, solo il 10% delle spese della Dinamo sono coperte autonomamente, il che mostra quanto sia fragile la struttura attuale del club.

Dopo una vittoria sofferta contro il Cluj, nel secondo turno di Champions League, la Dinamo ha fallito l’appuntamento con il Ferencvaros, perdendo una grossa parte degli introiti di cui aveva bisogno. Secondo il giornale Index, tutti i calciatori sono ora sul mercato. L’accesso all’Europa League resta fondamentale per limitare i danni e mantenere il progetto sportivo al livello cui è arrivato.

 

Foto: Profilo Facebook ufficiale Ferencvarorosi Torna Club

Chi è Dino Huseljić

Studente dell'Università di Pisa, cresciuto in Bosnia-Erzegovina e formato in Lombardia. Si interessa di Balcani e di tutto ciò che riguarda il calcio. Dal 2019 scrive su "Gli Stati Generali".

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