RUSSIA: Il miliardario Prokhorov "scende in campo" contro Putin, che ringrazia

di Giovanni Bensi

da Mosca. L’ex leader di “Pravoje Delo” (“La Giusta Causa”), il miliardarioMikhail Prokhorov, ha annunciato la sua intenzione di candidarsi alla presidenza della Russia. I leader del “Parnas” (“Partito della libertà popolare”), al contrario, hanno annunciato la decisione opposta: nessuno di loro (Mikhail Kasjanov, Boris Nemtsov ecc.) si presenterà candidato in concorrenza con Vladimir Putin. A “Parnas” le autorità hanno negato la registrazione ed esso non ha potuto partecipare alle elezioni del 4 dicembre per il rinnovo della Duma.

Mikhail Prokhorov ha reso nota la sua decisione nel corso di una conferenza stampa, definendo tale decisione “la più seria della sua vita”. Egli ha sottolineato che non intende impostare la sua campagna elettorale sulla critica del premier e leader di “Russia Unita” Vladimir Putin. Prokhorov ha detto di sperare nell’appoggio del “ceto medio nell’accezione più larga di questo termine” e di essere pronto a diventare “l’integratore dell’opposizione democratico-liberale di destra”. Non tutti gli osservatori sono sicuri che Prokhorov riuscirà a raccogliere i due milioni di firme per ottenere la registrazione come candidato indipendente.

Prokhorov è nato a Mosca nel 1965. E’ stato presidente del fondo di investimenti “Gruppa Oneksim”, direttore generale della compagnia “Poljus-Zoloto” per l’estrazione dell’oro, amministratore delegato della compagnia “Norilskij Nikel” ed è uno dei co-proprietari della compagnia “Interros”. Prokhorov è uno degli uomini più ricchi del pianeta e nel febbraio 2010 il suo patrimonio venne valutato in 17,85 miliardi di dollari, il che lo mette al secondo posto fra gli uomini più ricchi della Russia.

Nel giugno 2010 Prokhorov divenne leader del partito “Giusta Causa”, fondato dall’Unione Russa degli Imprenditori e Industriali, la “Confindustria” russa. Nel settembre dello stesso anno durante un congresso pre-elettorale, nel partito avvenne una scissione in seguito alla quale Prokhorov, insieme con il capo del fondo “Città senza droghe”, Evgenij Rojzman, uscì da “Giusta Causa” invitando i suoi sostenitori a seguirlo. Prokhorov dichiarò che ciononostante, non intendeva uscire dalla politica e progettava di creare un nuovo partito. Nello stesso tempo affermò che avrebbe fatto tutto il possibile per costringere alle dimissioni il vicecapo dell’amministrazione presidenziale Vladislav Surkov, da lui definito “burattinaio” del Cremlino, capace di condizionare il presidente Dmitrij Medvedev.

Vladimir Pribylovskij, direttore del centro di studi politici “Panorama”, dubita che Prokhorov possa avere successo: “E’ chiaro – afferma – che non diventerà presidente e, forse, non raccoglierà neppure un numero sufficiente di firme valide”. Ma per lui “questa sarà una buona ginnastica politica. In generale, in tutta questa storia del partito ‘Giusta Causa’ egli dapprima si è mostrato un politico ingenuo, ma penso che questa storia gli abbia anche insegnato qualcosa. Certo non potrà fare una seria concorrenza a Putin. Prokhorov, se raccoglierà le firme ed esse verranno convalidate, si metterà alla prova e noi tutti vedremo se ha delle prospettive per il futuro”.

Prokhorov è utile al potere per creare l’illusione di un candidato liberale. Questa è almeno l’opinione di Vladimir Ryzhkov, uno dei leader di “Parnas”. Questo partito ha deciso di non presentare la candidatura di nessun suo dirigente alle elezioni presidenziali del 4 marzo. Per di più, “Parnas” per ora non discuterà neppure la possibilità di appoggiare un unico candidato dell’opposizione. Ricordiamo che uno degli slogan delle proteste di piazza contro gli abusi elettorali è, appunto: “Opposizione: occorre un candidato unico”.

“In Russia – ha detto Ryzhkov – non ci sono elezioni libere, dal 4 dicembre non è cambiato nulla. La decisione su chi si candiderà alle elezioni presidenziali, come al solito, la prende Putin. Noi non vediamo alcun senso nel cercare di partecipare a qualcosa di cui si sa già che sarà una farsa, un’imitazione e una nuova falsificazione di massa. E affinché nell’opposizione compaia un candidato unico, il popolo insieme con l’opposizione deve ottenere che in Russia ritornino vere elezioni”.

Chi è Giovanni Bensi

Nato a Piacenza nel 1938, giornalista, ha studiato lingua e letteratura russa all'Università "Ca' Foscari" di Venezia e all'Università "Lomonosov" di Mosca. Dal 1964 è redattore del quotidiano "L'Italia" e collaboratore di diverse pubblicazioni. Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana "Radio Free Europe/Radio Liberty" prima a Monaco di Baviera e poi a Praga. Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano "Avvenire" di Milano. Collabora con il quotidiano russo "Nezavisimaja gazeta”. Autore di: "Le religioni dell’Azerbaigian”, "Allah contro Gorbaciov”, "L’Afghanistan in lotta”, "La Cecenia e la polveriera del Caucaso”. E' un esperto di questioni religiose, soprattutto dell'Islam nei territori dell'ex URSS.

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2 commenti

  1. Gaetano Veninata

    Prokhorov è anche – tra le altre cose – proprietario (insieme al rapper Jay-Z) della squadra Nba dei New Jersey Nets…

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