BIELORUSSIA: Un consiglio di coordinamento per l’opposizione

Lo aveva annunciato ancora il 14 agosto Svjatlana Tichanovskaja, leader dell’opposizione in protesta da settimane in tutta la Bielorussia contro il regime di Lukašenko: a breve si sarebbe formato un Consiglio di Coordinamento per garantire la riuscita della transizione di poteri a Minsk.

Sono entrati a far parte di questo organo rappresentanti della società civile, personaggi importanti e fondamentali per la Bielorussia, quale la nota giornalista e scrittrice premio Nobel per la letteratura Svetlana Aleksievič. Oltre a lei, nella prima lista di nomi ufficializzati dallo staff di Tichanovskaja, ci sono medici, giuristi, attivisti, giornalisti, professori universitari, economisti, imprenditori, artisti, registi (come Jurij Chaščevatskij e Andrej Kurejčik).

Non sono mancate le reazioni governative alla nascita del Consiglio di Coordinamento: quest’organo è stato accusato di incitamento a disordini sociali che vanno a minare la sicurezza del paese (articolo 361 del codice penale bielorusso) e la sua natura è stata definita incostituzionale.

Il 19 agosto si è tenuta la prima riunione del Consiglio, durante la quale è stata approvata una prima risoluzione pratica: per l’uscita dall’attuale crisi politica i membri ritengono necessari instaurare un dialogo interno al paese e svolgere nuove elezioni.

Il 21 agosto Svjatlana Tichanovskaja ha invece tenuto la sua prima conferenza stampa dalla Lituania: ha insistito sulle necessità di interrompere la catena di violenze sui manifestanti da parte delle forze dell’ordine e di liberare tutti i prigionieri politici. Ha chiesto alla comunità internazionale di rispettare la sovranità della Bielorussia e ha negato di aver avuto contatti con il Cremlino.

La sera del 21 agosto circa seimila manifestanti hanno organizzato la Catena della Penitenza (Цепь Покаяния) lunga 13 km, dalla foresta (tristemente nota per le efferate repressioni staliniane degli anni 1937-41) di Kuropaty, a nord-est della capitale, fino al centro di detenzione di via Okrestina, dove si trovano molti manifestanti delle proteste di queste settimane.

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Domenica 23 agosto intanto oltre centomila persone sono nuovamente scese in piazza a Minsk per chiedere le dimissioni di Lukašenko. La sera, quando i manifestanti erano già dispersi, il presidente si è reso protagonista di diversi video divenuto virali: dopo aver sorvolato a bordo di un elicottero la capitale in protesta, è sceso alla sua residenza, armato, scortato e in compagnia del figlio in divisa militare; ha ringraziato le forze di sicurezza e ha dichiarato che si sarebbe occupato personalmente dei manifestanti.

Oltreconfine, in Lituania, a partire dalle 19.00, in 50mila hanno costituito una catena umana: la “Via della libertà” si è estesa dalla capitale baltica Vilnius fino al confine bielorusso. Tra loro anche il presidente Gitanas Nausėda, il ministro degli esteri Linas Linkevičius e gli ex presidenti Dalia Grybauskaitė e Valdas Adamkus. Manifestazioni di solidarietà si sono registrate anche nella vicina Riga in Lettonia e a Mosca, dove sono state arrestate 11 persone davanti all’ambasciata bielorussa.

Foto: Tut.by; Naviny.by

Chi è Martina Napolitano

Dottore di ricerca in Slavistica presso l'Università di Udine, è direttrice editoriale di East Journal e scrive principalmente di Russia. È caporedattrice della sezione Europa Orientale.

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