UCRAINA: Dimissioni alla banca nazionale, economia in bilico?

Da KIEV – Mercoledì 1 luglio, il governatore della Banca nazionale dell’Ucraina (NBU), Yakiv Smolii, ha presentato la sua lettera di dimissioni al presidente Volodymyr Zelensky. Una decisione che mette a repentaglio non solo la stabilità economica del paese, ma anche gli aiuti stanziati dal Fondo Monetario Internazionale.

Quando ‘pressioni’ fa rima con ‘dimissioni’

Nominato ufficialmente governatore della Banca nazionale dell’Ucraina dal parlamento ucraino nel marzo 2018, Smolii è entrato alla NBU nel 2014 come vice-presidente di Valerija Hontareva. Nel maggio 2017 la sostituisce, in quanto la donna è costretta a dimettersi e a lasciare il paese a causa di una serie di allarmanti e “inspiegabili” incidenti (incendi e furti a danni suoi e della sua famiglia). Numerose sono state, infatti, le pressioni a cui Valerija ha dovuto tener testa nei suoi anni da governatrice, in primis quelle avanzate dagli oligarchi ucraini Ihor Kolomoiskiy e Hennadiy Boholjubov dovute alla nazionalizzazione della banca Privat Bank nel dicembre 2016.

Posizioni intransigenti, queste, che mantiene lo stesso Smolii durante i due anni a capo della NBU: nonostante i buoni rapporti con il presidente Zelensky, che ne ha sempre stimato il lavoro, Smolii non è un “servo del popolo”, né tanto meno un uomo che si piega ai voleri dell’oligarca Kolomoisky. Fiero dei suoi successi, Yakiv oggi se ne va a testa alta, lasciando alla NBU un team professionale e consolidato, con una reputazione degna delle principali banche centrali del mondo e della comunità internazionale. Sottolinea come le sue dimissioni siano un segno e ci tiene a mettere in guardia le diverse migliaia di professionisti che continuano a lavorare alla NBU per mantenere la stabilità macroeconomica e finanziaria, nonché la capacità istituzionale, della Banca nazionale dell’Ucraina.

“Per lungo tempo la NBU è stata sottoposta a sistematiche pressioni politiche. Ciò mi rende impossibile, in qualità di governatore, adempiere alle responsabilità della direzione della Banca nazionale e interagire con altri organi governativi”, scrive Yakiv; e nella sua pagina Twitter aggiunge: “Che sia un avvertimento per i tentativi di compromettere l’indipendenza istituzionale della Banca centrale”.

I successi ottenuti dalla squadra capitanata da Smolii – e, precedentemente, da Valerija Hontareva – non sono stati pochi: l’inflazione si è mantenuta stabile e relativamente bassa, il tasso di sconto concesso dalla NBU è stato ridotto al 6% ed è iniziata una liberalizzazione valutaria su larga scala. Inoltre, il sistema finanziario ucraino è migliorato, adattandosi – seppur lentamente – agli standard europei in particolar introducendo la tutela dei diritti dei consumatori dei servizi finanziari e rafforzando il monitoraggio della legalità delle operazioni bancarie. Nonostante ciò, i membri del consiglio di amministrazione della Banca nazionale hanno condiviso gli avvertimenti di Smolii sulle sistematiche pressioni politiche che gravano sulla NBU: all’unanimità, il consiglio invita il presidente ucraino, il governo e tutti i politici a cooperare efficacemente con questa istituzione.

Un brutto colpo per l’economia ucraina?

Le dimissioni di Smolii hanno fatto scattare un campanello d’allarme nelle istituzioni economiche e politiche dell’Ucraina. Tomas Fiala, a capo della società ucraina per la gestione di investimenti Dragon Capital, ha definito la notizia una “linea rossa per tutti gli investitori: G7, FMI, GM”, aggiungendo che “negli ultimi cinque mesi le autorità hanno fatto l’esatto contrario di quello che gli investitori, sia nazionali che internazionali, si aspettano da loro”. Andy Hunter, presidente della Camera di commercio americana in Ucraina, ha riferito al Kyiv Post che Smolii era enormemente rispettato dalla comunità e che le sue dimissioni arrivano in un brutto momento, in quanto l’Ucraina si trova di fronte a un calo del prodotto interno lordo dell’8,2%.

Il ministro delle Finanze Serhiy Marčenko, invece, ritiene che le dimissioni di Smolii, nonostante le tempistiche poco azzeccate, non influenzeranno  la stabilità marcoeconomica. Tuttavia, le imprese del paese sono preoccupate per la futura indipendenza della direzione della Banca nazionale e per il proseguimento del programma di aiuti avanzati dal Fondo Monetario Internazionale. Infatti, le dimissioni del governatore sono arrivate a meno di un mese di distanza dal momento in cui il FMI ha accordato un prestito di 5 miliardi di dollari (4,4 miliardi di euro) per mitigare l’impatto della pandemia di coronavirus sull’economia ucraina.

Gli ambasciatori dei paesi del G7 in Ucraina hanno firmato una dichiarazione congiunta dove affermano che una Banca nazionale indipendente è un risultato fondamentale per l’Ucraina, la quale è riuscita a ridurre la corruzione nel paese, a migliorarne l’economia e a salvare il settore bancario dal fallimento. Compromettere questa istituzione essenziale, perciò, sarebbe un grande passo indietro e metterebbe a repentaglio la credibilità e il sostegno nei confronti delle riforme attuate.

Foto: slovo.news

Chi è Claudia Bettiol

Nata lo stesso giorno di Gorbačëv nell'anno della catastrofe di Chernobyl, per East Journal si occupa dell'area russofona. Linguista e grande appassionnata di architettura sovietica, dopo un anno di studio alla pari ad Astrakhan, un Erasmus a Tartu e un volontariato a Sumy, ha lasciato definitivamente l'Italia per l'Ucraina, dove attualmente abita e lavora.

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