RUSSIA ELEZIONI / 2: Attenti ai Nashi, la gioventù putiniana pronta all'intimidazione

di Giovanni Bensi

da Mosca – L’art. 56/3 della legge elettorale russa, adottata il 18 maggio 2005, vieta “la propaganda elettorale nel giorno precedente quello della votazione e in quello della votazione”. Ciononostante il gruppo “Nashi” (“I Nostri”), cioè l’organizzazione giovanile di massa in appoggio al partito del potere “Russia Unita” e al suo capo, il premier Vladimir Putin, ritiene di poter tranquillamente disprezzare questo divieto e di organizzare a Mosca addirittura manifestazioni di forza.

Infatti, come annunciato fin dal 15 novembre scorso, i “Nashi” organizzeranno un “Forum degli attivisti civili” che manifesterà a Mosca dal giorno 4 dicembre, cioè appunto il giorno delle votazioni per il rinnovo della Duma, e poi nei due giorni successivi quando si sposteranno in piazza del Maneggio Il “commissario” dei “Nashi”, Marija Kislitsyna, ha spiegato sul sito dell’organizzazione il fine del raduno di massa nella capitale. “Noi – scrive – non permetteremo a singoli provocatori di mettere in dubbio l’appoggio che la popolazione del paese manifesta per ‘Russia Unita’”. In un appello dei “Nashi” che circola su “VKontakte” (una sorta di Facebook russo), poi si può leggere: “Ci sono persone che non sopportano l’opinione altrui, alle quali non piacciono Medvedev, Putin, la Russia, per loro sono tutte c… spregevoli. Il 4 dicembre questi poco di buono scenderanno nelle piazze di Mosca e grideranno che nessuno vota per Medvedev. Si azzufferanno con la polizia, bruceranno le macchine, chiameranno in aiuto l’America, provocheranno scontri fra le persone, spargimento di sangue”.

Questo è, secondo i “Nashi”, quello che si appresterebbe a fare l’opposizione, nessun componente della quale ha per altro manifestato propositi del genere. Insomma, i “Nashi” si preparano a organizzare a Mosca un grande piano di intimidazioneper indurre la gente a votare per il “partito del potere”. In risposta all’iniziativa dei “Nashi”, tuttavia, anche l’opposizione “intransigente” scenderà in piazza il 4 dicembre: lo hanno annunciato i “nazional-bolscevichi” di Eduard Limonov (che dimostreranno sulla piazza Triumfalnaja (ex Majakovskaja) e i nazionalisti di Aleksandr Belov, che però si raduneranno in Piazza della Rivoluzione (a due passi dal Cremlino), ma alle 21:00, a seggi ormai chiusi.

Come ha raccontato alla “Novaja gazeta”, in condizioni di anonimità, un adepto dei “Nashi” a S. Pietroburgo, il 4 dicembre tutti gli attivisti radunati a Mosca verranno portati a votare, per “Russia Unita”, naturalmente. Per questo i partecipanti al “Forum” dovranno ottenere gli otkrepitelnye udostoverenija (documenti che autorizzano a votare fuori della propria circoscrizione elettorale). Dopo la “votazione dimostrativa – ha detto l’attivista – i giornalisti e i moscoviti interessati potranno apprendere da ogni attivista che ha votato quali concreti successi di vita, ottenuti grazie al partito al potere e al tandem, li abbiano spinti a fare la loro scelta”. Sempre, si noti, nel giorno dei seggi aperti, quindi commettendo un reato. Secondo l’anonimo “nashista” di S. Pietroburgo, se a Mosca avverranno “azioni aggressive” da parte dell’opposizione, “alcuni gruppi mobili di 50 persone si riuniranno insieme e attaccheranno i provocatori”.

L’attivista ha riferito che “ci hanno promesso la copertura armata da parte dell’Omon (le truppe antisommossa) e dell’Fsb (l’ex Kgb). Cioè gli organi di sicurezza dello Stato si presterebbero a coprire la “gesta” di qualcuno che già viola i principi di legge.

Nell’annuncio ufficiale del “Forum degli attivisti civili” non è indicato quante persone verranno a Mosca. Anastasija Shipilina, a cui è affidata la raccolta delle persone da mandare al “Forum”, cioè alla manifestazione di Mosca, ha affermato che nella capitale dovrebbero arrivare 30.000 persone. In seguito però un rappresentante ufficiale dei “Nashi” ha dichiarato che la Shipilina non è membro dell’organizzazione. Ma il numero di circa 30.000 attivisti è stato confermato anche dalla presidente dei “Nashi” di S. Pietroburgo, Liana Azizjan.

Il movimento dei “Nashi” è nato nel 2005 per impedire in Russia una “rivoluzione arancione” come in Ucraina. L’ex leader dei “Nashi”, Vasilij Jakemenko, ora presidente della “Rosmolodjozh”, l’organizzazione giovanile di Stato, aveva detto allora, senza troppa originalità, che l’unico posto adatto per gli “arancioni” sono le fogne cittadine.

Quali saranno i costi per l’organizzazione di un “forum” di tre giorni, non è dato sapere. Secondo un interlocutore del sito “Gazeta.ru”, vicino a Jakemenko, il pattugliamento delle strade e l’approccio “volante” ai cittadini in tutta la città non verranno finanziati con denaro pubblico, ma con “fonti supplementari”. Quali, non è dato sapere.

Chi è Giovanni Bensi

Nato a Piacenza nel 1938, giornalista, ha studiato lingua e letteratura russa all'Università "Ca' Foscari" di Venezia e all'Università "Lomonosov" di Mosca. Dal 1964 è redattore del quotidiano "L'Italia" e collaboratore di diverse pubblicazioni. Dal 1972 è redattore e poi commentatore capo della redazione in lingua russa della radio americana "Radio Free Europe/Radio Liberty" prima a Monaco di Baviera e poi a Praga. Dal 1991 è corrispondente per la Russia e la CSI del quotidiano "Avvenire" di Milano. Collabora con il quotidiano russo "Nezavisimaja gazeta”. Autore di: "Le religioni dell’Azerbaigian”, "Allah contro Gorbaciov”, "L’Afghanistan in lotta”, "La Cecenia e la polveriera del Caucaso”. E' un esperto di questioni religiose, soprattutto dell'Islam nei territori dell'ex URSS.

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