RAIL BALTICA: il “progetto del secolo” incontra i primi ostacoli

Rail Baltica è il più grande progetto infrastrutturale degli ultimi cent’anni nella regione del Baltico: il suo scopo è connettere i paesi baltici alla rete ferroviaria europea. Il progetto interessa Estonia, Finlandia – sebbene indirettamente -, Lettonia, Lituania e Polonia, percorrendo un totale di 870 km. Inizialmente l’inaugurazione era prevista per il 2025, per un costo di 5,8 miliardi di euro; il progetto è co-finanziato per l’85% dall’Unione Europea

Tuttavia, a un anno dall’avviamento dei lavori di costruzione, cominciano ad affiorare le prime problematiche. A gennaio le autorità competenti dei paesi interessati hanno infatti comunicato che l’inaugurazione dovrà essere rimandata di un anno e mezzo

Un’infrastruttura strategica

In una conferenza stampa congiunta con i tre presidenti dei paesi baltici, tenutasi a dicembre 2019, il presidente della Lettonia Egils Levits aveva affermato: “Abbiamo una linea politica unita – il progetto dovrebbe essere completato e dovrebbe essere fatto in tempo”. Rail Baltica è infatti un’infrastruttura strategica non solo economicamente ma anche politicamente. Ad oggi, la maggior parte del trasporto merci ferroviario nella regione del Baltico proviene dai paesi della CSI (Comunità degli Stati Indipendenti) e sfrutta infrastrutture russe, che rendono difficile e costoso connettere la regione con il resto dell’UE attraverso la Polonia. Questo progetto potrebbe quindi contribuire a rafforzare i collegamenti dei tre paesi baltici con l’Unione Europea e contemporaneamente diminuire la loro dipendenza dall’infrastruttura russa.

In un incontro ad inizio febbraio con il ministro dei trasporti lettone Tālis Linkaits, gli investitori hanno però incoraggiato a vedere il progetto come un’opportunità unica per lo sviluppo di Estonia, Lettonia e Lituania. Anche il presidente del consiglio comunale di Riga Oļegs Burovs ha riconosciuto l’enorme potenziale del progetto, affermando che nessun’altra infrastruttura nei prossimi 50-100 avrà un tale impatto sui cittadini di Riga. 

Gli ostacoli e il ritardo

“Le serie deviazioni dal piano mostrano come all’inizio del progetto noi avessimo solo un impegno ambizioso ma nessuna abilità pratica per gestire il progetto”, ha dichiarato il revisore dei conti lettone Elita Krūmiņa. La colpa di ciò è dovuta in parte all’assenza di una strategia di gestione del rischio e a una cooperazione lenta con i comuni interessati. Questi problemi potrebbero portare a uno sforamento del budget e del calendario di attuazione. 

Già ad inizio gennaio era stata annunciata la posticipazione dell’inaugurazione di un anno e mezzo: le organizzazioni incaricate dell’attuazione del progetto non sono infatti state in grado di realizzare le misure previste dal programma con il bilancio inizialmente calcolato. Inoltre, lo studio di una dottoranda presso la Baltic International Academy, Olga Piterina, ha concluso che Rail Baltica comporterebbe 4 miliardi di perdite invece di 16 miliardi di entrate come previsto dal progetto presentato nel 2017.

Per tentare di far fronte agli imprevisti degli ultimi mesi, i primi ministri di Estonia, Lettonia e Lituania, si sono riuniti a Tallinn il 7 febbraio. In questa occasione è stato discusso come la gestione dell’attuazione di Rail Baltica potrebbe essere migliorata. A fine marzo si terrà una discussione più dettagliata sulle possibilità esistenti per ottimizzare il progetto.

 

Foto: railbaltica.org

Chi è Martina Turra

Laureata in "Philosophy, International and Economic Studies" presso l'Università Ca' Foscari, attualmente frequenta una Laurea Magistrale in "International Security Studies" presso la Scuola Superiore Sant'Anna. Ha svolto un tirocinio presso l'Ambasciata italiana ad Astana.

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