BOSNIA: Mladic in sedia a rotelle, in arrivo quattro medici dalla Serbia

Si aggravano le condizioni dell’ex generale serbo bosniaco Ratko Mladic: a riferirlo l’agenzia bosniaca “Dnevni Avaz” dopo un colloquio con Branko Lukic, il suo legale. Mladic – catturato lo scorso 26 maggio – si trova nel carcere olandese di Scheveningen, in attesa di essere giudicato dal Tribunale Penale dell’Aja. Secondo Lukic, Mladic si muove ormai solo sulla sedia a rotelle.

La prossima settimana, ha spiegato ancora il legale, un team di quattro medici verrà appositamente dalla Serbia per visitarlo: si tratta di uno psichiatra, un neurologo, un cardiologo e uno pneumologo.

In seguito agli ultimi avvenimenti il Tpi ha deciso di unire in un unico processo i due procedimenti penali per i quali Mladic verrà giudicato. Il primo è quello relativo al genocidio di Srebrenica, che nel 1995 portò alla morte di circa 8mila musulmani in quella che doveva essere una “zona protetta” dall’Onu. l’altro è quello relativo alla morte di 10mila persone durante il lunghissimo (43 mesi) assedio di Sarajevo.

Chi è Matteo Zola

Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale, e ha scritto per numerose riviste e giornali (Nigrizia, Il Tascabile, il Giornale, Il Reportage). Ha realizzato reportage dai Balcani e dal Caucaso, occupandosi di estremismo islamico e conflitti etnici. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

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3 commenti

  1. a rotelle? deve strisciare come quelle persone che “strisciando” chiedevono di poter vivere

  2. morira’ “innocente” come Milošević secondo la giustizia internazionale, e da “eroe” in quella patria chiamata GRANDE SERBIA

  3. Vediamo come finisce il processo,e poi parliamo.Nessuno di noi è stato in Bosnia nel ’95,quindi è meglio se tacciamo.La televisione va guardata con più cautela,non bisogna credere a tutto subito.

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