POLONIA: Paese al voto, ancora favorito il partito di governo

Da Varsavia Questa domenica i cittadini polacchi si recheranno alle urne per rinnovare il parlamento. Il partito di governo Diritto e Giustizia (PiS) è nuovamente il favorito in tutti i sondaggi, ma la polarizzazione che caratterizza lo scenario politico potrebbe non garantire alla formazione di Jarosław Kaczyński la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento.

Il PiS sembra comunque in grado di evitare il rischio di una vittoria mutilata che lo costringerebbe a cercare alleati per mantenere il controllo del Sejm.

I nastri di partenza

Saranno ben cinque le coalizioni politiche che cercheranno di accaparrarsi quanti più seggi possibili nel prossimo parlamento polacco.

Il partito al governo si presenta da favorito a questa delicata tornata, insieme ad altre piccole formazioni nazionaliste, cristiane e conservatrici, e viene accreditato dai sondaggi oltre il 45% dei voti validi, bottino già ottenuto dalla forza di Kaczyński e del premier Mateusz Morawiecki nelle consultazioni europee di maggio, che se riconfermato rappresenterebbe senza dubbio un risultato storico.

Le opposizioni si presentano divise. Il secondo partito del paese Piattaforma Civica (PO) tenterà nuovamente di insidiare il potere di Kaczyński, insieme ad altre formazioni di centro-destra, ai liberali e ai verdi polacchi. La crisi della Coalizione Civica potrebbe però aggravarsi domenica, quando solamente il 25% degli elettori del paese dovrebbero sceglierla alle urne.

Un trend negativo che smaschera la mancanza di un leader carismatico e di una strategia politica chiara in grado di coinvolgere tutte le realtà sociali della Polonia e che proponga un progetto politico di lungo respiro. Tutto il contrario di quanto presentato agli elettori polacchi, aggravando la percezione comune di una proposta disordinata e leggibile solamente in chiave anti-PiS. Una tattica elettorale incapace di accendere gli entusiasmi dei cittadini stufi del governo e  perciò destinata nuovamente a fallire.

A contendersi i seggi del Sejm c’è anche la sinistra, la grande assente del parlamento uscente. Nel 2015 l’Alleanza della Sinistra Democratica (SLD) non era riuscita a superare la soglia di sbarramento, non conquistando quindi alcun seggio. Da allora la sinistra ha cambiato leader, alleanza e financo forze partitiche, e oggi si presenta agli elettori con due nuove realtà politiche: Razem (Insieme) e Wiosna (Primavera).

I sondaggi assegnano alla coalizione circa il 12% dei voti, una percentuale che pur lasciandola ai margini della scena politica nazionale, le garantirebbe il ritorno in parlamento.

Gli altri due raggruppamenti che prenderanno parte al voto di domenica sono la Confederazione di estrema destra e l’eterogenea Coalizione Polacca, entrambi rilevati sotto la soglia di sbarramento dell’8% necessaria alle coalizioni per entrare in parlamento.

Kaczyński contro tutti

Nuova tornata, vecchio schema politico. Alle elezioni europee di maggio le opposizioni avevano dato vita a un eterogeneo schieramento anti-PiS comprendente liberali, socialdemocratici, cattolici e verdi, nel tentativo fallito di imporsi come prima grande coalizione del paese. Finì 45 a 38 per il partito al governo, ma la lezione non sembra essere stata compresa e le opposizioni non riescono a cambiare la narrazione imperante da anni in Polonia.

La sindrome da accerchiamento che il PiS lamenta da anni è infatti il cavallo di battaglia di Kaczyński. Dalle fila del governo si è cercato di interpretare i fatti interni, quanto quelli comunitari, in chiave anti-polacca, come se il PiS e il suo leader fossero costantemente e contemporaneamente sotto il fuoco incrociato degli attacchi dell’opposizione e della leadership europea, entrambi uniti con il fantomatico scopo di asservire la Polonia e i polacchi.

E’ la logica politica che li rende impermeabili alle critiche. Una formula che trasforma la realtà attraverso il sentire comune e che ne racconta l’agire in nome del bene della nazione. La chiave dell’ennesimo successo del PiS.

Le false speranze della sinistra

La sinistra polacca si appresta a celebrare il proprio ritorno in parlamento. Il probabile risultato di domenica potrebbe essere tra i suoi migliori degli ultimi quindici anni. Basterebbe questo per evidenziare la profonda e infinita crisi della sinistra in Polonia, difficoltà che parte da lontano e che non sembra invertire la rotta neanche con i cambiamenti subiti negli ultimi anni.

Nelle scorse elezioni parlamentari la coalizione di sinistra formata da socialisti, socialdemocratici e verdi era rimasta fuori dal Sejm polacco. Alle ultime europee SLD si è poi alleata con la destra liberale del PO, con risultati non proprio esaltanti. E oggi le nuove forze nate a sinistra, Wiosna e Razem, non riescono a creare una narrazione convincente e capace di restituire credibilità al racconto progressista.

Se l’elezione di qualche decina di deputati rappresenta un trionfo, c’è molto poco da festeggiare.

Foto: episkopat.pl

Chi è Leonardo Benedetti

Nato a Roma nel 1992, ha studiato Scienze Politiche con una magistrale in Relazioni Internazionali all'Università di Roma Tre. Innamorato della Mitteleuropa, ha vissuto tra Polonia, Romania e Repubblica Ceca, dedicando a quest'ultima gran parte dei suoi sforzi accademici ma soprattutto epatici.

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