CROAZIA: Il HDZ vince le elezioni, batosta SDP

Da Zagabrial’Unione Democratica Croata (HDZ) si conferma ancora una volta il vincitore relativo nelle elezioni nazionali. La coalizione Popolare del Partito Social-Democratico (SDP) subisce una pesante sconfitta vincendo meno seggi che alle scorse elezioni. Mentre un numero rilevante di elettori continua a preferire le “terze vie” ai due maggiori schieramenti. Inizieranno a breve le consultazioni per la formazioni del governo, le maggiori forze in campo sottolineano la necessità di un governo stabile che duri per l’intera legislatura. Hanno votato quasi due milioni di persone pari al 52% degl’aventi diritto, meno dei 2 milioni e 365 mila che si era recato alle urne nel novembre 2015.

L’Unione Democratica Croata si aggiudica 61 seggi su un totale di 151, 59 seggi provenienti dalle circoscrizioni nazionali e due dalla diaspora. Alle scorse elezioni, la coalizione guidata dall’HDZ si era fermata a 59. La Coalizione Popolare guidata dall’SDP, data alla vigilia per vincitrice relativa, non ha superato i 54 seggi, mentre alle scorse consultazioni ne aveva vinti 56. L’elettorato croato conferma una certa disaffezione verso i due tradizionali partiti, il partito Most (Ponte delle liste indipendenti) e Živi zid (Muro umano) si aggiudicano rispettivamente 13 e 8 seggi, seguono la Dieta Democratica Istriana con 3, la coalizione del sindaco di Zagabria con 2, e l’Alleanza Democratica Croata di Slavonia e Baranja con uno. Infine, un seggio va a Željko Glasnović, un ex-generale del Consiglio Croato di Difesa (HVO), l’esercito paramilitare croato attivo fino al 1995 nella Bosnia-Erzegovina Occidentale. Glasnović ha lasciato l’HDZ guidata da Plenković e si è presentato da indipendente nella circoscrizione riservata alla diaspora.

Dopo la caduta dello scorso governo formato dall’HDZ e Most per le difficoltà della convivenza, l’SDP era dato per vincitore relativo, la sconfitta di questa notte è stata quindi pesante e inaspettata. Il leader della coalizione Milanović con un’espressione ha fatto un semplice appello per un governo stabile. Appello che a molti osservatori è sembrato un’apertura verso una gran coalizione HDZ-SDP. Gli ha fatto eco il commento del leader dell’HDZ Plenković che agendo già da Premier in pectore si è augurato di formare un governo stabile che duri per l’intera legislatura. All’interno del SDP, alcuni membri hanno notato che l’HDZ ha vinto perché si è rifatta il look durante l’estate, mentre l’SDP si presenta con lo stesso leader dal 2007, che aveva già perso l’anno scorso come Premier uscente. In giornata, infatti, sono attese le sue dimissioni da segretario del partito. Inoltre, mentre l’SDP ha perso elettori, l’HDZ ne ha guadagnati. A conferma del successo delle scelte di Plenković, gli ex-alleati di Karamarko da soli non hanno ottenuto nemmeno lo 0,5% dei voti.

A questo punto, sembrerebbe molto probabile una seconda coalizione HDZ e Most. L’ex-Ministro della Cultura Hasanbegović si è detto pronto a cooperare con Most, che ha già definito la spina dorsale del futuro governo croato.

Le altre opzioni non sono da scartare, a partire dalla possibilità di un grande coalizione. Stando ai numeri è possibile persino un governo guidato dall’SDP con l’apporto di tutti i partiti tranne Most e l’HDZ, che insieme si fermano a 74 seggi, al quale però sarebbe fondamentale l’apporto per niente scontato di Živi zid. Infine, le elezioni confermano l’HDZ come dominus della politica croata, di fatto nei 25 anni di elezioni multipartitiche le coalizioni del SDP hanno vinto solo due volte nel 2000 e nel 2011, sempre a seguito di palesi scandali per malaffare che hanno investito l’Unione Democratica Croata senza però metterne in discussione il ruolo di principale rappresentante degl’interessi nazionali croati.

Foto: Boris Kovačev, CROPIX.

Questo articolo è frutto della collaborazione con MAiA Mirees Alumni International Association e PECOB, Università di Bologna.

Chi è Pierluca Merola

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Nato a Roma nel 1992, ora vive a Zagabria. Si è laureato triennale in Storia moderna e contemporanea all'Università La Sapienza di Roma e magistrale presso il MIREES, master internazionale per studi sull'Europa orientale, con una tesi sulla politica interna in Croazia. Collabora con East Journal da Maggio 2016, per il quale narra di avvenimenti croati e balcanici. Parla correntemente inglese e francese, e serbo-croato con chi ha pazienza. Gli articoli scritti per EastJournal sono co-pubblicati anche da PECOB, Università di Bologna.

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