La doppia (e reciproca) pulizia etnica tra Polonia e Ucraina /1

di Matteo Zola

La Polonia, prima della fine della Seconda Guerra mondiale, aveva altri confini. Era molto più spostata a est e comprendeva -tra le altre- le regioni di Galizia e Volinia, teatro della nostra vicenda. Una vicenda dimenticata che, si vedrà, ha ripercussioni anche sul presente. Città principale della regione era (ed è) Leopoli, oggi in Ucraina. Galizia e Volinia erano parte della Polonia sia culturalmente che storicamente. Esse però erano in maggioranza popolate da ucraini. Per i polacchi, questi rappresentavano un materiale demografico etnicamente assimilabile ma opposta era la visione ucraina, concentrata nella creazione di uno “stato-nazione”. Durante gli anni Quaranta del secolo scorso Galizia e Volinia furono teatro di una duplice (e reciproca) pulizia etnica che vide la morte di circa centomila persone e un altro milione e mezzo fu costretto a lasciare le proprie case.

 

Le invasioni nazista e sovietica del 1939 furono per la Polonia la conclusione di un periodo di indipendenza e democrazia. Il patto Molotov-Ribbentrop, che sancì la spartizione del giovane stato polacco, fu invece per gli ucraini un periodo di apparenti aperture a nuove possibilità storiche. E fu il momento in cui i territori di Galizia e Volinia, popolati dagli ucraini occidentali, poterono unificarsi con il resto della “nazione” allora ancora sotto il giogo sovietico. Per liberarla era stato fondato l’Oun (Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini), attivo fin dal 1929. Con il patto Molotov-Ribbentrop l’85% degli ucraini della Polonia pre-bellica si trovò sotto il dominio sovietico, la spartizione della Polonia tra Germania e Urss significò -e ancora significa- per molti ucraini dell’ovest la riunificazione in un’unica entità politica ucraina, sebbene ancora non indipendente.  

 

Venne però il 1941, l’Operazione Barbarossa portò le truppe di Hitler ad invadere la Russia di Stalin. All’Oun parve il momento buono per creare uno stato indipendente e si alleò con i nazisti. Molti ucraini si offrirono come poliziotti, burocrati e persino Schuntzstaffel (Ss). Il nazionalismo ucraino seguì il destino di quello croato, trovandosi infine delegittimato dalla collaborazione con i tedeschi. Presto infatti le speranze ucraine si rivelarono vane. Pensare ai tedeschi non come alleati ma come invasori fu per l’Oun un processo lungo e traumatico. Nel 1943 l’Oun riunì vari gruppi di azione partigiana in una sola organizzazione, da allora denominata Upa, con lo scopo di difendere l’Ucraina da qualsiasi invasore: tedesco, russo o polacco.

 

Già, perché nel frattempo anche la resistenza polacca si era organizzata, l’Armia Krajowa (Ak) estese le sue attività ai territori di Volinia e Galizia al fine di liberarli dagli ucraini, alleati dei nazisti. Quando anche l’Upa si trovò a difendersi dai nazisti, il nemico comune non unì i due gruppi. Lo scopo dell’Ak era -ovviamente- la difesa dei confini della Polonia pre-bellica, e non aveva nulla da offrire al nazionalismo ucraino. Il governo polacco in esilio a Londra propose, nel 1943, un’autonomia agli ucraini di Volinia e Galizia nella futura Polonia post-bellica, che loro immaginavano con gli stessi confine della precedente. L’Oun-Upa rifiutò in nome di un nazionalismo integrale a base etnica. Interi villaggi polacchi vennero allora rasi al suolo dai partigiani ucraini nell’aprile 1943, migliaia di civili furono uccisi. I polacchi della regione costituirono gruppi di autodifesa e -paradossalmente- chiesero le armi ai nazisti che ancora li occupavano. Nel frattempo l’Ak e l’Upa si scontravano per il controllo di Leopoli, città a maggioranza polacca. L’Upa aggredì i civili anche in quell’occasione. L’11 luglio del 1943 l’Upa attaccò almeno ottanta località e uccise circa diecimila polacchi, dando fuoco alle case, uccidendo a colpi di falci e forconi. Corpi di polacchi vennero appesi alle case, crocifissi, sventrati, decapitati o smembrati.

Chi è Matteo Zola

Matteo Zola
Giornalista professionista e professore di lettere, classe 1981, è direttore responsabile del quotidiano online East Journal. Collabora con Osservatorio Balcani e Caucaso e EastWest. E' stato redattore a Narcomafie, mensile di mafia e crimine organizzato internazionale. E' autore di "Congo, maschere per una guerra", Quintadicopertina editore, Genova, 2015; e di "Revolyutsiya - La crisi ucraina da Maidan alla guerra civile" (curatela) Quintadicopertina editore, Genova, 2015.

Leggi anche

riforma della giustizia_duda_kaczynski

POLONIA: Nuove riforme della Giustizia, nuovo allarme per lo stato di diritto

Approvate le nuove leggi sulla Corte Suprema (CS) e sul Consiglio Nazionale della Magistratura, meno radicali ma ugualmente incostituzionali. Risuona di nuovo l’allarme degli osservatori internazionali. Le riforme arrivano dopo i veti di Duda e le negoziazioni con il leader di PiS Kaczyński.

10 commenti

  1. interessante e tragica vicenda. Non conoscevo nulla di ciò

  2. Redazione

    Davvero lo è. Ne sono venuto a conoscenza in un workshop su genocidi e pulizia etnica, e ho fatto delle ricerche. Questo ha di molto mutato la mia opinione sul governo Yushenko e sulla “rivoluzione arancione”. Presto pubblicherò la seconda parte del lavoro, rimando a quella per i dettagli.

  3. gli ucraini hanno sempre combattuto contro il colonialismo invasore. i cosacchi ucraini lottarono contro i colonialisti polacchi e russi.nel xx secolo in Volinia, abitata per il 90% da ucraini,l,odio portò a scontri terribili.(furono uccisi circa 70mila polacchi e 34mila ucraini).i partigiani ucrainilottarono contro il nazifascismo e contro lo stalinismo.il processo di Norimberga, malgrado le pressioni di Stalin non condannò i partigiani ucraini e i loro capi.chi ccombatte contro oghi tipo di colonialismofascista merita il rispetto(sia pur con qualche ombra)di tutti coloro che vedono nel diritto alla indipendenza dei popoli un valore ineludibile che ha reso sacro il valore stesso della Resistenza. danilo sbrana chiedo scusa per gli errori.

    • Redazione

      Grazie per il suo commento. Condivido le sue esternazioni, senz’altro è un diritto dei popoli combattere per la propria libertà. Poi la Storia giudica come quella lotta è stata condotta. Non è arduo -almeno per chi non si nutre di pregiudizi- comprendere la necessità dei partigiani ucraini ad allearsi coi nazisti, nei quali hanno visto dei salvatori. E non è arduo comprendere quanto sia stato difficile, per quei partigiani, elaborare la consapevolezza che anche i nazisti erano loro nemici. E’ ovvio però che oggi ci si interroghi sul senso di quell’alleanza e se ne mostrino le ombre. Ombre che non mancano anche sul versante polacco, come si evince dall’articolo. Sull’affermazione che ogni lotta d’indipendenza meriti rispetto, ho qualche riserva. Esprimo un’opinione personale: la lotta del popolo kosovaro, ad esempio, finanziata con proventi del traffico di droga e armi (c’è chi dice addirittura di organi umani) è difficile da rispettare. Anche l’alleanza col nazismo dell’Oun di Bandera è difficile da rispettare ma -come ho detto- in quel contesto storico è in certo modo comprensibile.

      • Bisognerebbe partire da quel 1654 e da quel leader cosacco Bogdan Chmelnickij, per raccontarla tutta la Storia di quei popoli e del collaborazionismo dell’Oun col nazismo. Discorso lungo, anche per quanto sta avvenendo oggi nella parte ucraina filo Europa, e vedere bene cosa c’è dietro….

  4. i nazisti dapprima promisero agli ucraini la libertà dall,oppressione stalinista.poco dopo però gli ucraini si accorsero che hitler e stalin avevano gli stessi obiettivi:impossessarsi dell,ucraina, il granaio d,europa.i partigiani ucraini combatterono così su due fronti.Bandera fu catturato dai nazisti e imprigionato nel lager di Sachsenhausen ove già si trovava leon Blum. danilo sbrana presidente centro italia-ucraina pisa

  5. Mychaylo Batih

    Mychaylo Batih, città Tlumach
    Bravo, Danilo! Ucraina non ti dimenticherò mai. Il tuo amico Mychaylo Batih, poeta ucraino.

  6. adesso capisco il perchè del livore che hanno i polacchi verso gli ucraini, dicono che hanno il “palato nero”, quando chiesi spiegazioni mi dissere che i cani avevano il palato nero!

Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com