Christian Costamagna

Christian Costamagna, classe 1979, ha insegnato presso l'Università del Piemonte orientale nell'anno accademico 2014-2015 (corso di Storia contemporanea e dell’Europa Orientale) dove ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienze Storiche. Nella tesi di dottorato si è occupato dell’ascesa al potere di Slobodan Milosevic nella seconda metà degli anni ’80. Ha svolto ricerche d’archivio a Belgrado e Lubiana. I suoi articoli sono apparsi su East Journal, Geopolitical Review. Geopolitica – Rivista dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie, Mente Politica, European Western Balkans, e sul “LSE blog about South Eastern Europe”. Costamagna è consulting analyst per Wikistrat.

MACEDONIA: Elezioni rimandate al 5 giugno. Gruevski fa un passo indietro

In Macedonia, dopo vari giorni di frenetiche mediazioni dei rappresentanti dell'UE e degli USA, il parlamento di Skopje decide di posticipare le elezioni politiche al 5 giugno 2016. L'ex premier e leader della VMRO-DPMNE, Nikola Gruevski, accetta il compromesso e improvvisamente confuta la propria tesi delle elezioni ad aprile. Il suo avversario, Zoran Zaev, a capo della SDSM, vede invece confermata la propria posizione, secondo la quale nel Paese allo stato attuale non ci sarebbero le condizioni essenziali per delle elezioni corrette e democratiche. Evitato un isolamento internazionale della Macedonia.

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Chi ha rotto il giocattolo di Tito? Rileggere la dissoluzione della Jugoslavia

Dopo circa 25 anni, il processo di dissoluzione della Jugoslavia è oggetto di divergenti punti di vista. Uno dei temi più controversi è indubbiamente la responsabilità ultima della disgregazione della federazione post titina. Le scuole di pensiero, se così volessimo definirle, sono sostanzialmente due. Secondo la prima, la Jugoslavia è deceduta per cause prettamente endogene, mentre la seconda addossa la maggior parte della responsabilità a forze esterne al Paese. Proviamo, in sintesi estrema, a porre in evidenza alcune dinamiche.

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Dove vanno i Balcani? Riflessioni dopo un attentato

Mentre negli ultimi mesi il fantasma della Russia torna a farsi vivo, a torto o a ragione, nei Balcani, e le simpatie verso Mosca tra i Serbi sembrano resistere (non a caso l’Esercito della Serbia parteciperà alla parata militare del prossimo 9 maggio in commemorazione della vittoria dell’Unione Sovietica nella Seconda Guerra Mondiale), …

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SERBIA: La Russia vuole destabilizzare i Balcani?

Le elezioni politiche di domenica scorsa, in Serbia, sono state vinte dall’SNS di Aleksandar Vucic. Il partito, sorto dagli ex Radicali di Seselj, ha ottenuto 157 seggi parlamentari su 250, ottenendo così una vittoria schiacciante. In attesa della formazione del nuovo esecutivo, prevista per il 1° maggio, iniziano a sorgere …

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SLOVENIA: L’allergia alle unioni e l'Europa uncinata

Difficile prevedere se la trojka dovrà “salvare” la Slovenia. Un dato però è certo: una parte non trascurabile dell’opinione pubblica slovena guarda con circospezione alll’Europa. Le comparazioni tra Cipro e la Slovenia vengono percepite come puro sadismo. Negli anni ’80 la Slovenia era considerata, non a torto, la parte più …

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SERBIA: Una risoluzione storica. Riprende il dialogo con Priština

Il parlamento della Serbia ha approvato domenica 13 gennaio 2013, dopo un estenuante dibattito iniziato il giorno precedente, una nuova risoluzione sul Kosovo. Il titolo è particolarmente interessante: “l’Assemblea Nazionale della Repubblica di Serbia sui principi fondamentali per i colloqui con le istituzioni temporanee di autogoverno in Kosovoe Metohija.” Secondo …

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