RUSSIA: Il Tribunale di Amburgo ordina il rilascio di 24 marinai ucraini

Sabato 25 maggio, il Tribunale internazionale del diritto del mare di Amburgo (ITLOS) ha ordinato alla Federazione Russa di liberare “immediatamente” i ventiquattro marinai catturati e le tre navi ucraine sequestrate durante l’incidente di Kerch del 25 novembre 2018. La detenzione era scattata poiché gli equipaggi erano accusati di essere entrati illegalmente nelle acque territoriali russe.

Il 16 aprile 2019, l’Ucraina aveva interpellato il Tribunale richiedendo che fossero prese delle misure provvisorie nei confronti della Russia. Il Tribunale ha richiesto che la Russia si conformi all’ordinanza entro il prossimo 25 giugno e che Kiev e Mosca adottino le misure necessarie affinché le tensioni non si aggravino. Mentre la pronuncia del Tribunale è giuridicamente vincolante, mancano i meccanismi di esecuzione necessari per obbligare la Russia a conformarvisi.

Le dichiarazioni delle autorità ucraine

Il ministro degli Affari Esteri ucraino, Pavlo Klimkin, ha ricordato che, in virtù della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (1982), le navi militari e il loro personale godono di immunità assoluta: non possono essere arrestati, detenuti o giudicati. Secondo Klimkin, l’ordinanza del Tribunale ha infranto i piani del Cremlino – che avrebbe mirato a strumentalizzare la detenzione dei marinai e il sequestro delle tre navi, facendone una merce di scambio con l’Ucraina.

Anche il neo-presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è intervenuto sulla questione. Tramite Facebook, ha dichiarato che “l’attuazione dell’ordinanza da parte della Russia […] potrebbe essere un primo segnale da parte della leadership russa della reale disponibilità a cessare il conflitto con l’Ucraina”.

La reazione russa

Il 25 maggio, subito dopo la pronuncia del Tribunale, il ministro degli Affari Esteri russo Sergej Lavrov ha asserito che la Convenzione sul diritto del mare non possa essere applicabile come mezzo di risoluzione della disputa con l’Ucraina. La motivazione risiederebbe nelle dichiarazioni rilasciate Kiev e da Mosca al momento della firma della Convenzione. Pertanto la Federazione Russa, ritenendo il Tribunale di Amburgo incompetente sulla questione, ha dichiarato che non si conformerà alle disposizioni dell’ordinanza. Il 27 maggio, inoltre, la Corte di Mosca ha prolungato il periodo di detenzione dei 24 marinai fino a luglio, allo scopo di svolgere ulteriori investigazioni per il loro processo.

Foto: The Moscow Times

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