BULGARIA: Attacchi e manifestazioni contro i rom

Il 13 aprile, The Sofia Globe ha riferito che molte famiglie rom hanno temporaneamente lasciato la cittadina di Gabrovo. La decisione è arrivata a seguito di giorni difficili durante i quali la rabbia di alcuni cittadini è sfociata nella violenza fisica. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l’attacco di tre uomini di etnia rom a un impiegato di un negozio della cittadina.

I fatti

I tre uomini che avevano aggredito l’impiegato erano stati arrestati e messi sotto custodia per 24 ore. Tuttavia, al termine di queste, erano stati rilasciati. I manifestanti, accusando la polizia di fare il gioco dei tre assalitori, hanno costretto le forze dell’ordine a rimettere sotto custodia i tre uomini. Il 10 aprile, in risposta al clima di tensione/alle tensioni crescenti, le autorità hanno ordinato il dispiegamento di un maggior numero di poliziotti.

La cittadina di Gabrovo, in risposta, si è riunita per protestare contro la minoranza rom. Quella che doveva essere una manifestazione pacifica si è trasformata in violenza fisica. Alcuni residenti hanno iniziato a distruggere e dare fuoco alle abitazioni di proprietà dei rom e si sono verificati degli scontri diretti contro la polizia, portando all’arresto di 9 persone. Intanto, il caso ha attirato l’interesse nazionale e il primo ministro bulgaro Bojko Borissov ha richiesto le dimissioni del capo della polizia locale, le quali sono avvenute a poche ore dalla dichiarazione del premier.

Il dibattito politico

Alcuni manifestanti hanno anche richiesto le dimissioni del sindaco Tanya Hristova. Il primo cittadino, mantenendo il suo incarico, ha affermato che “il problema con i rom non è un problema solo a Gabrovo”, ma interessa tutto il paese. Pertanto, Hristova ha invitato le parti a mantenere la calma e i partiti politici a non alimentare l’odio nei confronti della minoranza. Inoltre, l’organizzazione degli ebrei in Bulgaria, Shalom, ha dichiarato che i fatti di Gabrovo non hanno fatto altro che mettere in discussione il meccanismo governativo di integrazione delle minoranze nella società bulgara. Shalom “condanna qualsiasi tentativo di istigare tensioni etniche nel paese”.

Il partito nazionalista VMRO ha sfruttato il caso per sottolineare la necessità di modifica delle leggi esistenti in materia, affinché siano inflitte maggiori pene in casi come quello che ha generato le tensioni. Il leader di VMRO, Krasimir Karachanov, ha infine attaccato Hristova sostenendo che il sindaco, conoscendo l’insediamento abusivo di certi rom, avrebbe dovuto prevenire l’incidente.

Foto: Tech2.org

Chi è Amedeo Amoretti

Studente di Laurea Magistrale in Relazioni Internazionali, curriculum Global Studies, alla LUISS Guido Carli. Si interessa principalmente di Russia, Bielorussia e Ucraina. Ha scritto la tesi triennale concernente "La crisi in Crimea nel quadro delle Nazioni Unite: la pronuncia dell'Assemblea Generale e il veto russo nel Consiglio di Sicurezza".

Leggi anche

L'esodo dei turchi al confine bulgaro-turco

L’esodo dimenticato dei turchi di Bulgaria – parte 2

La storia della discriminazione dei turchi di Bulgaria è un tema ancora poco noto in Europa. Le limitazioni ai diritti di questa minoranza iniziano dopo la prima guerra mondiale e si protraggono fino alla fine del comunismo.

WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com