UCRAINA: Chi è Zelensky, il comico che vuole diventare presidente

da KIEVDa comico a presidente, è un attimo. Il candidato alle imminenti elezioni presidenziali ucraine che svetta in testa alla classifica dei sondaggi e delle scommesse elettorali destabilizzando concorrenti e rivali, è un attore, un comico e uno showman a tutto tondo: Volodymyr Zelensky, per gli amici “Ze”, anche conosciuto come il “servitore del popolo”.

Il giovane quarantunenne ucraino aspirante alla carica di presidente dell’Ucraina che porta il nome di Volodymyr Zelensky è un uomo dello spettacolo, un comico e un attore nato, che è riuscito a far carriera e se la cava molto bene anche nel mondo degli affari. Creatore e regista degli studi televisivi Kvartal 95, dal 2003 è legato al canale “1+1”, di proprietà dell’oligarca Igor Kolomoiskiy, noto rivale dell’attuale presidente Petro Porošenko e magnate che sembra celarsi dietro la candidatura del giovane Zelensky.

Zelensky: da presidente in tivù a presidente nella vita reale?

Prima di candidarsi come capo di stato del suo paese, Zelensky ha interpretato il ruolo di presidente in una serie televisiva dal titolo “Il servitore del popolo” (Sluha narodu), prodotta dagli studi Kvartal 95, riscuotendo un enorme successo su YouTube e continuando la sua ascesa anche su Netflix, che ne ha acquistato recentemente i diritti (Servant of the People).

La serie, che ricorda inevitabilmente l’americana House of Cards, si concentra sul personaggio di Vasyl Holoborod’ko (interpretato da Zelensky), un insegnante di storia che viene segretamente filmato mentre lotta contro la corruzione nel suo paese e critica apertamente le autorità. I suoi video diventano virali su YouTube, raccogliendo una marea di visualizzazioni, e il giovane insegnante si ritrova presto vincitore della campagna elettorale e presidente in un baleno. Naturalmente il neo-eletto è un presidente semplice, onesto e vicino al popolo, “uno di noi”.

Ed è proprio questo presidente modello che Zelensky propone oggi ai suoi elettori, candidandosi realmente (e non per finzione) per tentare di cambiare qualcosa in Ucraina. Il comico, proprio come il personaggio televisivo de “Il servitore del popolo”, non ha alcuna esperienza politica, nessun passato da oligarca; la sua campagna elettorale mediatica è povera di contenuti e non ha una vera squadra da presentare insieme al suo partito (Sluha narodu, creato nel marzo 2018 da alcuni collaboratori di Kvartal 95). Eppure il suo carisma e la sua presenza sui social network, con cui comunica e attira sostenitori (soprattutto giovani) si è rivelata a dir poco vincente. In pochissimi mesi Zelensky ha scalato con successo la classifica di qualsiasi sondaggio elettorale, scartando un candidato dopo l’altro e arrivando in cima alla vetta, con un netto distacco dalla ex-favorita Julija Tymošenko e dal presidente in carica Petro Porošenko.

Il segreto del successo

Al contrario degli altri candidati, Zelensky è riuscito non solo a conquistare il sostegno dei giovani, ma anche ad attirare l’attenzione dell’elettorato da est a ovest, a prescindere dal fatto che gli elettori siano parlanti russi o ucraini. Una conquista non indifferente se si pensa alla diatriba linguistica che spacca letteralmente in due il paese, creando non poche tensioni.

Molto popolare tra gli ucraini, Zelensky è praticamente sconosciuto al di fuori dei confini nazionali (Russia esclusa) e questo crea un alone misterioso intorno alla figura del comico, che si dice pronto a governare il proprio popolo e addirittura a negoziare con il presidente Vladimir Putin per porre fine alla guerra nell’est dell’Ucraina e vivere in un paese unito.

La sorprendente popolarità di Zelensky si può attribuire alla voglia di un cambiamento radicale da parte del popolo, che è stato coinvolto fin da subito per redigere con lui il suo programma elettorale, oggi ancora piuttosto vago. Un popolo che sogna un governo senza più oligarchi al potere che continuano a provocare scandali e a regnare in un sistema corrotto e ormai marcio; un sistema dove la rivoluzione di Maidan ha fallito. “Ze” sarebbe questo volto nuovo, un innovatore capace di distruggere il vecchio sistema e instaurare un governo dove possano dominare trasparenza e democrazia.

 

Immagine: Antikor

Chi è Claudia Bettiol

Laureatasi in Traduzione e Mediazione Culturale a Udine con una tesi sulla diatriba tra slavofili e occidentalisti, e grande appassionnata di architettura sovietica, per East Journal si occupa dell'area russofona. Le sue esperienze oltreconfine finiscono sempre per essere rivolte verso Est, forse perché nata nel 1986 e lo stesso giorno di Michail Gorbačëv. Dopo un anno di studio alla pari ad Astrakhan, un Erasmus a Tartu e un volontariato a Sumy, ha lasciato definitivamente l'Italia per Kiev, dove attualmente abita e lavora.

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