RUSSIA: Continuano le persecuzioni contro i Testimoni di Geova

Mercoledì 10 ottobre, le autorità russe hanno comunicato di aver arrestato cinque membri del gruppo religioso dei Testimoni di Geova, con l’accusa di “estremismo” e di detenzione illecita di armi.

I fatti di ottobre

L’arresto, che ha avuto luogo nella regione di Kirov, a nord-est di Mosca, si inserisce nel contesto delle continue accuse ai danni dei Testimoni di Geova. Gli inquirenti accusano i cinque uomini di aver raccolto 500.000 rubli (7.500 dollari) di finanziamenti e di aver organizzato eventi a carattere religioso, affermando inoltre di aver trovato “grandi quantità di scritti a carattere estremista”, due bombe a mano e una mina esplosiva.

Il movimento religioso conta ben 395 sedi nel paese – benché formalmente chiuse dall’anno scorso – e i membri sono all’incirca 175.000. Negli ultimi mesi, tuttavia, date le misure sempre più repressive adottate dal governo, centinaia di fedeli hanno richiesto asilo in Finlandia: rispetto ai 193 russi (molti dei quali omosessuali) richiedenti asilo nei 2016, il numero è più che raddoppiato nel 2017. E se questa è la prima volta che dei Testimoni di Geova vengono accusati di detenzione illecita di armi o di esplosivi, le persecuzioni contro il gruppo non sono una novità in Russia.

Le persecuzioni

Da mesi, gruppi e movimenti attivi nella difesa dei diritti umani accusano il governo di aver messo in atto una campagna di persecuzioni a tappeto contro il movimento dei Testimoni di Geova, dichiarato illegale nel 2017 dalla Corte Suprema russa. Annoverato tra le organizzazioni “estremiste”, il gruppo ha visto criminalizzare a tutti gli effetti le proprie attività – già lungamente perseguitate in epoca sovietica.

Già il 28 giugno, l’ONG Human Rights Watch denunciava le persecuzioni che da tempo avevano preso a bersaglio il movimento religioso, fatto oggetto di interrogatori, perquisizioni e detenzioni. Le accuse che avevano portato all’incarcerazione di alcuni uomini prevedevano fino a dieci anni di carcere – costituendo di fatto una chiara violazione delle libertà costituzionali di religione e di associazione.

 

Immagine: Christianity Today

Chi è Giulia Tempo

Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Università degli Studi di Torino, si occupa prevalentemente dell'area caucasica. Redattrice per alcuni anni in MSOIthePost, si è occupata di coordinarne la sezione "Oriente". Parla inglese, francese e ha frequentato un Minor in Globalizzazione e Sviluppo presso la Maastricht University (Paesi Bassi).

Leggi anche

RUSSIA: La repressione contro lo storico del Gulag e la guerra per la memoria

L'assurda vicenda giudiziaria che da 3 anni coinvolge lo storico Jurij Dmitriev, specialista delle repressioni staliniane e direttore dell'associazione Memorial in Carelia, è emblematica di uno dei più cruciali processi sociopolitici in atto nella Russia di oggi: la riscrittura del passato sovietico.

2 commenti

  1. Finalmente un articolo ben scritto! Poche parole, chiare e senza pregiudizi.
    Grazie!

  2. A completamento della notizia assolutamente faziosa diffusa dai mezzi di informazione russi sul ritrovamento di armi e bombe a casa di una famiglia di testimoni, l’Associazione Europea dei testimoni di Geova ha diramato un comunicato secondo cui i suddetti ordigni sarebbero oggetti di antiquariato da collezione appartenenti al marito di una testimone di Geova della città di Kirov. Riporto sotto il link al comunicato originale in lingua russa. E’ spregevole come le autorità russe montino ad arte dei casi artefatti pur di giustificare la loro repressione contro gli appartenenti ad una fede nota per il pacifismo e l’obiezione di coscienza. Un ringraziamento ad East Journal per l’imparzialità con cui riporta le notizie.

    https://www.jw-russia.org/news/18101219-489.html