POLONIA: Guerra ai gruppi filorussi

Giovedì 17 maggio, le autorità di polizia polacche hanno arrestato una donna russa, “Yekaterina C”, accusata di aver fomentato tensioni con l’Ucraina. L’Agencja Bezpieczeństwa Wewnętrznego (ABW) – agenzia di sicurezza interna del paese – ha dichiarato che la donna verrà presto espulsa dal territorio polacco.

La guerra ibrida

A “Yekaterina C” e ad altre quattro persone sarà impedito l’ingresso sul suolo polacco per un periodo di cinque anni. Gli agenti appartengono ad un gruppo filorusso che da tempo conduce delle attività ostili di tipo “ibrido” ai danni della Polonia, fomentando le tensioni con la vicina Ucraina. Tale strategia comporta, tra le altre cose, lo svolgimento intense campagne di disinformazione nel paese – soprattutto durante il periodo elettorale.

In seguito all’annessione della Crimea da parte della Russia, nel 2014, le autorità polacche hanno riportato i tentativi sempre più frequenti del Cremlino di influenzare l’opinione pubblica nazionale, attraverso l’uso di notizie false o distorte. Stando alle dichiarazioni del portavoce dell’ABW, queste azioni comportano anche “l’istigazione delle animosità polacco-ucraine in ambito sciale e politico, tanto quanto lo stravolgimento dell’interpretazione della storia polacca, sostituita con una narrazione di tipo russo”.

Il contesto polacco

Il quadro in cui le reti filorusse ostili alla Polonia si trovano ad agire è quello di una nazione che fa parte della NATO e dell’Unione Europea e si distanzia invece dal Cremlino. Varsavia si configura infatti come uno dei principali critici della politica estera russa – avendo adottato, in particolare, una posizione fieramente ostile all’intervento di Mosca in Ucraina. Proprio in seguito a quest’ultimo episodio, l’establishment polacco ha dichiarato di percepire la potenza russa come la principale minaccia alla sicurezza della nazione.

Nonostante il recente avvicinamento tra Polonia e Ucraina, inoltre, larga parte delle inveterate tensioni tra i due paesi, risalenti alla Seconda guerra mondiale, sono rimaste irrisolte – e costituiscono un quadro nel quale la strategia russa risulta di particolare efficacia.

 

Immagine: Prawy.pl

Chi è Giulia Tempo

Laureata in "Scienze Internazionali, dello Sviluppo e della Cooperazione" presso l'Università degli Studi di Torino, frequenta un Master in "International Relations" alla London School of Economics. In precedenza ha frequentato un Minor in"Globalisation and Development" presso la Maastricht University. Parla inglese, francese e studia russo.

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