CALCIO: Alieu Darbo, calciatore bidone che ha imbrogliato mezza Europa

Si può diventare calciatori professionisti senza averne assolutamente le capacità? A quanto pare sì e non è nemmeno troppo difficile. È quel che sembra abbia fatto in tutti questi anni Alieu Darbo, giocatore svedese-gambiano classe 1992 che è riuscito a imbrogliare (o quasi) le società di calcio di mezza Europa, tra cui la Dinamo Zagabria, il Crotone e il PAOK Salonicco. E se pensate a chissà quale truffa complicata o a qualche storia di ricatti e di “agganci” nei settori giusti, sbagliate di grosso.

Mail false e video taroccati

Darbo avrebbe costruito la sua carriera attraverso due semplicissimi espedienti: delle e-mail false e un video di YouTube che si riferisce però a un altro calciatore che gli somiglia solamente.

Il modus operandi era sempre lo stesso: Darbo, a volte con l’aiuto di un intermediario truffato dallo stesso Darbo e che racconta la storia al quotidiano svedese Aftonbladet in cambio dell’anonimato, si offre alla società di turno presentandosi come un giovane di talento nel giro della nazionale Gambiana e in possesso del passaporto europeo. A fare da garante per Darbo ci sono sempre società di primissimo piano come Bayern Monaco o Borussia Dortmund, i cui general manager mandano una mail alla società interessata assicurando per il talento del giovane che sarebbe stato riacquistato per 3-4 milioni di euro dopo una o due stagioni di esperienza. Peccato che le mail siano totalmente false, probabilmente mandate dallo stesso Darbo per convincere la società acquirente.

Ma non finisce qui: perché il giovane svedese di origini africane manda in allegato nelle mail anche un video di YouTube per mostrare le sue qualità come calciatore. Ma anche il video è un falso, riferendosi in molte sue parti a vecchi match di Paul-Georges Ntep, professionista francese di origine camerunense con due presenze nella nazionale maggiore transalpina.

Questi pazzi pazzi greci

E qui divaghiamo un attimo. Perché al di là della truffa, nell’inchiesta del giornalista dell’Aftonbladet Patrik Brenning è molto interessante anche la parte relativa all’esperienza greca di Darbo. L’intermediario infatti racconta come, sempre con lo stesso metodo, si stesse quasi per concludere l’affare con il PAOK. Il calciatore e il suo agente erano a Salonicco per firmare il contratto e la trattativa per la società greca era affidata al direttore sportivo Zīsīs Vryzas, ex calciatore di Perugia e Fiorentina nonché campione d’Europa con la nazionale nel 2004. La faccenda è interessante per come vengono descritti i greci e per come è probabilmente vista la società greca agli occhi degli scandinavi.

Nonostante le solite mail di adescamento e i video, Vryzas infatti trova ancora la faccenda non del tutto chiara. Prova quindi a contattare in maniera diretta il Borussia Dortmund, che aveva garantito il riacquisto di Alieu per svariati milioni di euro, ma dalla società tedesca gli rispondono di non sapere proprio nulla di questo Darbo. Vryzas allora si presenta all’hotel degli svedesi con una decina di ultrà del PAOK per spaventare i due a causa della tentata truffa e minacciare di denunciarli. L’agente solo in quel momento capisce che tutta la faccenda è un bluff montato ad arte dallo stesso calciatore e cerca di spiegare la cosa a Vryzas e agli ultrà.

«Immagina di stare lì a Salonicco, seduto di fronte agli ultras del PAOK. Questa è la Grecia! Tutto può succedere. Possono ucciderti e gettare il tuo corpo ovunque là fuori come nulla». Insomma, l’agente svedese pensa di essere in mezzo ai selvaggi nella giungla, non nella culla della democrazia e della civiltà Occidentale. Cerca perciò di lasciare immediatamente Salonicco. «Ma non c’erano voli e sono dovuto rimanere a dormire all’hotel», spiega l’intermediario svedese. «Pensa alla sensazione di camminare per Salonicco con un mucchio di ultrà convinti che tu abbia provato a truffare il loro club: sei veramente nei guai! Non sono mai stato così spaventato in vita mia».

L’allenatore nel pallone

Tutta la storia sembra surreale. Per come è assurda ricorda i film degli anni ’80 con Oronzo Canà e Margheritoni. Eppure è tutto vero: per diventare calciatori professionisti non ci vogliono chissà quali abilità tecniche, basta una connessione Internet e un programma di montaggio video.

Viene da ridere, si capisce. Eppure molte società ci sono cascate (non Vryzas, che si è dimostrato più furbo di altri). La Dinamo Zagabria, per esempio, dopo aver messo sotto contratto Alieu Darbo ma aver capito di aver ingaggiato un bidone, sembra gli abbia dato ben 40 mila euro pur di liberarsi di lui. Certo per lui adesso sarà difficile trovare un nuovo ingaggio, anche nella serie C svedese.

Chi è Valerio Pierantozzi

Giornalista professionista, sono nato a San Benedetto del Tronto nel 1980, ma sono pescarese di adozione. Ho passato 20 anni della mia vita a scuola, uscendo finalmente dal tunnel nel 2006 con una laurea in Filosofia. Amo il mare, il sole, le spiagge e odio il grigiore, le nubi, il freddo. Per questo nel 2014 mi sono trasferito in Svezia. Da grande vorrei essere la canzone “Night” di Sergio Caputo.

Leggi anche

Abkhazia-Tibet (ConIfa 2018)

CALCIO: I mondiali delle “nazioni” che non esistono

Sedici squadre si sfidano sul campo da calcio per aggiudicarsi il titolo di campioni del mondo. Ma non è il mondiale FIFA, quest'anno ospitato dalla Russia, ma quello delle "non nazioni" che scendono in campo anche per affermare la loro identità.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: