Il centro ortodosso di Parigi circonda la Tour Eiffel, e preoccupa l’Eliseo

Le recenti tensioni tra Francia e Russia non hanno impedito l’inaugurazione del nuovo centro spirituale e culturale ortodosso, avvenuta mercoledì scorso a Parigi in assenza però di Vladimir Putin.

Il presidente russo ha cancellato la sua visita in Francia dopo le dichiarazioni di François Hollande sui crimini di guerra sostenuti dalla Russia in Siria. A farne le veci, il ministro per la cultura russo Vladimir Medinski, che ha partecipato alla cerimonia in compagnia dell’ambasciatore russo in Francia, Alexandr Orlov, e di un responsabile religioso del patriarcato di Mosca.

La Tour Eiffel e le guglie neobizantine del centro

Il nuovo centro spirituale e culturale ortodosso non passa di certo inosservato. Un’occhiata alle guglie dorate che spiccano dietro la Tour Eiffel, sulle rive della Senna, è sufficiente per capire chi sono i 200 000 fortunati fedeli a poter gioire di questa costruzione neobizantina nel cuore di Parigi.

Domina il centro la cattedrale della Santa Trinità, con le sue cinque guglie illuminate da 90 000 foglie d’oro e la sua cupola, anch’essa dorata, che culmina a ben 37 metri d’altezza. Si dà meno importanza all’edificio “Branly“, lo spazio culturale caratterizzato da una vasta libreria, sale dedicate alle esposizioni e un bar, e alla casa parrocchiale “Rapp”, che accoglie un auditorium di 200 posti. Non mancano gli appartamenti e gli uffici del servizio culturale e dell’ambasciata della Federazione russa, oltre che una scuola bilingue franco-russa “Université” capace di accogliere ben 150 alunni, dotata di aule e laboratori, di un’infermeria, di una mensa, di sei alloggi per gli insegnanti e di un cortile all’aperto.

Un cantiere tormentato ben riuscito, nato grazie a Nicolas Sarkozy nel suo tentativo di ricucire i rapporti con Mosca. L’ex presidente francese autorizza infatti nel 2007 la vendita alla Russia di un terreno di più di 4000 metri quadrati in uno dei quartieri più esclusivi della capitale, preferendo il progetto russo a quello della costruzione di una moschea presentato dall’Arabia Saudita.

La realizazzione del centro è opera dell’architetto Jean-Michel Wilmotte, ben noto a Mosca per averne ristrutturato delle zone in periferia, e che riesce a far avviare i lavori nel 2014. “Abbiamo scelto l’utilizzo della pietra di Borgogna per creare un edificio monolitico”, spiega Wilmotte a France Culture. “Cinque guglie tutte d’oro puro sarebbero state troppo, quindi ho optato per un oro più opaco, del colore della pietra al sole, discreto e molto elegante”. Nonostante i commenti sulle dimensioni degli edifici del centro, Wilmotte ribadisce la sobrietà che caratterizza la struttura, situata a pochi chilometri dall’Istituto del mondo arabo, la cui facciata nitida, geometrica e quasi pudica è stata realizzata da Jean Nouvel.

La cattedrale russa “Saint-Trinité“, la cui consacrazione si terrà solo a dicembre, è stata finanziata esclusivamente dallo stato russo e vale ben 170 milioni di euro. Chiesa e stato in Russia dovrebbero essere poteri separati, teoricamente, ma Vladimir Putin sa dimostrarsi uno zar e un vero benefattore.

Il nuovo centro culturale, che possiede uno statuto diplomatico accordato dalla giustizia francese, si situa in un luogo molto strategico e ciò preoccupa non poco l’Eliseo. Una sorta di ritorno alla guerra fredda, visti i rapporti tesi tra Francia e Russia. Ma l’ambasciatore Orlov rassicura i suoi amici: “potete venire a visitarlo, non c’è nessun’antenna”. Nessun agente segreto, nessuna spia. Almeno per ora.

Foto credits: http://www.wilmotte.com/fr

Chi è Claudia Bettiol

Laureatasi in Traduzione e Mediazione Culturale a Udine con una tesi sulla diatriba tra slavofili e occidentalisti, e grande appassionnata di architettura sovietica, per East Journal si occupa dell'area russofona. Le sue esperienze oltreconfine finiscono sempre per essere rivolte verso Est, forse perché nata nel 1986 e lo stesso giorno di Michail Gorbačëv. Dopo un anno di studio alla pari ad Astrakhan, un Erasmus a Tartu e un volontariato a Sumy, ha lasciato definitivamente l'Italia per Kiev, dove attualmente abita e lavora.

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