GERMANIA: La "sleppa" a Berlusconi. Il voto italiano visto da Berlino

Berlino. Piacevoli variazioni sul tema ossia, contrariamente a quanto spesso accade, stavolta è dall’estero che tocca seguire un voto italiano: la prassi risulta infatti essere monitorare dall’Italia tornate elettorali estere. E va bene che si trattava di voto locale ma la stretta connessione con la politica nazionale e l’andamento del governo hanno certo contribuito a rendere la faccenda più appetitosa nonché meritevole di qualche sforzo. Impressioni al riguardo.
Durante la mattinata menefreghismo pressoché totale dei principali canali televisivi tedeschi nei confronti della chiamata alle urne in Italia, ed è strano visto quanto fosse evidente il nesso con l’operato del primo ministro italiano, ossia un tizio del quale di solito si parla con eroica abnegazione. Evidentemente però, se spogliato del colore generato dalle migliaia di uscite cui ha abituato le diplomazie e i media di mezzo mondo, il Cavaliere risulta capace di destare meno interesse e -al netto di lanci striminziti- viene nominato solo in parallelo a Strauss Kahn e il vecchio Bill Clinton.

Viceversa attorno l’ora di pranzo lo zapping finalizzato si fa più proficuo, riuscendo a pescare ben due servizi sulla combo Fassino-Merola-Moratti-Lettieri e relative riflessioni sul capo del governo che tanta fatica avrebbe speso a sostegno dei propri candidati (all’interno della sommaria lista precedente, i due non eletti al primo turno.)
Un po’ meglio la carta stampata, con un decoroso numero di quotidiani disposti a trattare -sebbene astenendosi da eccessive analisi- il weekend italiano. Menzione per la Süddeutsche Zeitung che focalizza le attenzioni sulla netta vittoria del candidato di centrosinistra a Torino, politico conosciuto in Germania e rispondente al nome di Piero Fassini.*

Viceversa il Tageszeitung spinge a considerazioni di carattere linguistico grazie al titolo («Schlappe für Berlusconi in Maidland»: batosta di Berlusconi a Milano) e il milanesismo sleppa, schiaffone, che in termini elettorali non si colloca tanto lontano da Schlappe. Tuttavia chi si trovi in terre straniere ma relativamente vicine può contare anche su tangibili fortune e, tra le più sfacciate, il disporre dopo mezzogiorno della Gazzetta dello Sport o in misura minore del Corriere e Repubblica. Dunque persino nella ventosa capitale tedesca di meta maggio arriva quanto serve per sapere tutto su dissidi e pronostici in vista dei ballotaggi.

Questo assieme a gossip di importanza minore come il piede che Mario Draghi avrebbe messo all’interno del più alto ufficio della banca centrale europea, per altro proprio dopo il placet tedesco. Un italiano con caratteristiche evidentemente gradite anche a latitudini un filo più elevate (cit. da Lo scalatore freddo e silenzioso su Repubblica: «Sul piano fisico Draghi ha la curiosa caratteristica della atermicità: non indossa mai il cappotto anche con temperature sottozero.») Un bell’onore che vale l’approfondimento della Frankfurter Allgemeine Zeitung: «Mario Draghi vor Sprung an EZB-Spitze», Mario Draghi salta al vertice della BCE. Poi il titolo in grassetto: «Ohne fürsprache von Berlusconi.» Senza l’intercessione di Berlusconi.

Chi è Gabriele Merlini

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