BASKET: Nataša Kovačević, la disabile che compete con i normodotati

In un periodo in cui il tema dell’abbattimento delle barriere sociali è molto caldo, aumentano le opportunità di vedere cose che in precedenza sarebbero state impossibili. Lo sport è da sempre un catalizzatore di questi moti e, anche stavolta, il suo essere un anticipatore sociale non si è fatto attendere. Può capitare così di vedere giocare tra i normodotati chi invece è mancante di un arto. È proprio questo quello che è successo a Nataša Kovačević, giovane giocatrice serba di pallacanestro di belle speranze.

Nataša Kovačević, classe 1994, è un talento nato e una delle migliori giocatrici della propria generazione. Lo testimonia l’essere stata selezionata per tutte le nazionali giovanili che vanno dall’u16 all’u20 (con la nazionale u18 ha conquistato il bronzo agli Europei 2012 totalizzando 7 punti di media e 4.6 rimbalzi). La sua carriera era in rampa di lancia quando, nel 2013, militava nell’UNI Győr – squadra ungherese partecipante all’Eurolega. Il 7 settembre di quello stesso anno, mentre si trovava in pullman con il resto della squadra e la dirigenza, fu coinvolta in un incidente stradale in cui morirono l’allenatore e un dirigente. Lei sopravvisse, ma fu costretta a sottoporsi a un intervento per amputare la gamba sinistra all’altezza del ginocchio. Naturalmente ciò la allontanò dai campi di basket per potersi dedicare alla riabilitazione e per le difficoltà legate alla nuova disabilità.

Passati due anni Nataša Kovačević supera la riabilitazione e riesce a tornare ad allenarsi con una delle sue vecchie squadre, la Stella Rossa di Belgrado. La dirigenza della società è intenzionata a schierare la giocatrice anche per le partite ufficiali, ma bisogna attendere il nulla osta della FIBA: la giocatrice per calcare il parquet deve portare una protesi a sostituzione della maggior parte della gamba sinistra. Il caso è insolito e i dirigenti della federazione internazionale vogliono studiare meglio il caso. A inizio novembre arriva il via libera e Nataša può giocare.

La ragazza fa il suo esordio nel campionato nazionale serbo l’11 novembre 2015, subentrando dalla panchina dopo appena sei minuti di gioco. Finirà quella partita con cinque punti totalizzati in quindici minuti di gioco. È la prima volta che in Europa una cosa del genere. La giocatrice è riuscita a riprendersi la propria carriera e, intervistata da San Marino TV, dirà a riguardo: «É difficile dire cosa abbia provato nel tornare in campo, mi sono sempre sentita parte di questo sport e ti direi che non è cambiato nulla in 26 mesi. Non ho pensato troppo ai due anni spesi nella riabilitazione, ma semplicemente mi son detta: «Gioca a basket e basta». Quello che posso dire è che sono orgogliosa di vestire la casacca della Stella Rossa, poi qualche giorno più tardi abbiamo anche vinto la Coppa di Serbia, che è stata un’emozione fantastica. Speriamo di continuare così anche ai play-off».

La Kovačević adesso divide il suo tempo sul parquet con la gestione della Nataša Kovačević Foundation, fondata da lei stessa per aiutare altri sportivi che hanno subito gravi incidenti. Il 3 aprile è stata in Italia ospite del Crabs Rimini – squadra di basket militante in Serie B – che l’ha premiata per il suo apporto allo sport e ha presentato la fondazione. Contemporaneamente ha rilasciato alcune dichiarazioni sempre a San Marino TV: «Gli incidenti succedono e non c’è nulla di cui vergognarsi, penso che le persone debbano parlarne e più lo si fa, minore sarà il senso di imbarazzo. Tutte le persone sono uguali, il mio messaggio per tutte le persone che abbiano vissuto un’esperienza del genere è di restare positivi, e con l’appoggio di amici e famiglia sarete in grado di fare tutto ciò che vorrete».

Foto: Nataša Kovačević-Facebook

Chi è Mattia Moretti

Nato nel 1994 ad Alghero. Studente di Filosofia presso l'Università di Padova. Collabora con la Pagina Sportiva di East Journal e con il sito dedicato alla pallacanestro BasketUniverso.

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