CECENIA: Altro che ritiro dalla politica, Kadyrov prolunga il suo mandato

Kadyrov sarà ancora il presidente della Repubblica Cecena, almeno fino al prossimo settembre. Il clamoroso ritiro dalla politica annunciato dallo stesso leader ceceno  infatti, alla fine si è rivelato essere solo una provocazione, con lo stesso Kadyrov che invece ha recentemente accettando la decisione di Putin di prolungargli il mandato presidenziale, finendo quindi per smentire sé stesso. Secondo le dichiarazioni effettuate nel corso di un’intervista rilasciata alla televisione nazionale russa NTV lo scorso febbraio, il leader ceceno aveva infatti affermato di essere pronto a rassegnare le proprie dimissioni al termine del suo mandato, che sarebbe scaduto il 5 aprile, e di ritirarsi definitivamente dalla vita politica.

Nonostante queste dichiarazioni, alla fine lo scorso 25 marzo Vladimir Putin ha deciso di riconfermare Kadyrov alla guida della Repubblica Cecena, paese che governa ormai dal 2007. Il leader ceceno è stato quindi nominato presidente ad interim fino alle prossime elezioni di settembre, quando nella repubblica caucasica si dovrà decidere se eleggere un nuovo presidente o confermare quello attuale. Secondo quanto affermato del leader del Cremlino, Kadyrov si sarebbe meritato la riconferma grazie a tutto quello che ha fatto negli anni per i ceceni, per la Repubblica e per la Russia intera; per questo Putin ha dichiarato di sperare che il popolo ceceno rinnovi la fiducia al suo leader nel corso delle prossime elezioni.

Ma per quale motivo allora poco più di un mesa fa Kadyrov si è spinto a dichiarare di essere pronto a rassegnare le proprie dimissioni e ritirarsi dalla vita politica? Negli ultimi mesi le sue spinte dichiarazioni, unite alle forti polemiche generate dal caso Nemtsov, al quale lo stesso Kadyrov è stato collegato, hanno creato non poco imbarazzo al Cremlino, al punto da minare la grande fiducia di Putin nei confronti dell’alleato ceceno. Per questo motivo lo stesso Putin, che solitamente quando deve confermare un capo di governo lo fa con discreto anticipo, ha inizialmente preferito non esprimersi in merito al prolungamento del mandato di Kadyrov, evitando persino di incontrarlo di persona; facendo in questo modo innervosire il leader ceceno.

In considerazione di questo, le dichiarazioni di Kadyrov riguardo alle sue possibili dimissioni dal ruolo di presidente del paese possono quindi essere interpretate come un avvertimento lanciato a Putin. Infatti, se il leader ceceno avesse realmente deciso di uscire di scena, la sua sostituzione avrebbe rappresentato un grosso problema per Mosca, considerando il carisma e l’autorità che servono per governare una repubblica come la Cecenia, paese reduce da due sanguinose guerre combattute a cavallo tra gli anni Novanta e Duemila sul quale aleggia ancora lo spettro del terrorismo islamista, considerando inoltre la vicinanza di due repubbliche altamente instabili come l’Inguscezia e il Daghestan.

Nonostante tutte le controversie legate al personaggio, fino a questo momento Kadyrov ha sempre rappresentato una sicurezza per Putin, un punto fermo al quale non poter rinunciare, colui che è stato in grado di pacificare la Cecenia dopo oltre un decennio di terribili violenze, mantenendola tott’ora sotto il proprio controllo. Proprio per questo attualmente in Russia in pochi riescono a immaginare una Cecenia senza Kadyrov, che del resto è sempre stato un fervente alleato e sostenitore di Putin, rivelandosi pronto ad appoggiarlo in qualsiasi situazione o decisione riguardante sia la politica interna che quella estera come nessun altro all’interno della Federazione Russa. Per tutte queste ragioni, quindi, Putin ha preferito evitare di avventurarsi in una scelta rischiosa e piena di incognite, andando invece sul sicuro riconfermando la fiducia al leader ceceno.

In attesa di avere la conferma dalle prossime elezioni di settembre, questa vicenda ha fatto capire come Kadyrov resterà al potere in Cecenia ancora a lungo, dopo aver dimostrato di non essere realmente intenzionato a farsi da parte o a lasciare la politica né ora né in un prossimo futuro. Intanto il leader ceceno, come suo solito, è tornato immediatamente a far parlare si sé, annunciando proprio a pochi giorni dal prolungamento del suo mandato presidenziale la sua intenzione di recarsi entro settembre in Siria per una visita ufficiale, rispondendo a un invito del presidente siriano Bashar al-Assad.

Chi è Emanuele Cassano

Ha studiato Scienze Internazionali, con specializzazione in Studi Europei. Per East Journal si occupa di Caucaso, regione a cui si dedica da anni e dove ha trascorso numerosi soggiorni di studio e ricerca. Dal 2016 collabora con la rivista Osservatorio Balcani e Caucaso.

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