CALCIO: Nemanja non dimentica. Matić aiuta il suo villaggio in Serbia

Ci sono giocatori che una volta acquisita la fama internazionale si dimenticano delle proprie radici e dei propri compaesani. Non è stato il caso di Nemanja Matić, centrocampista serbo del Chelsea che è recentemente balzato agli onori della cronaca per aver aiutato economicamente il villaggio in cui è cresciuto. Nato nel 1988 nella cittadina serba di Šabac, ma cresciuto a Vrelo, piccolo villaggio di circa 1.600 persone situato nella Serbia nordoccidentale, il giovane Matić mosse i suoi primi passi nelle giovanili delle due squadre più prestigiose del Paese, ovvero la Stella Rossa e il Partizan di Belgrado. Anche suo fratello, Uros, ha percorso le sue orme e milita attualmente tra le fila degli olandesi del NAC Breda, in Eredivisie.

Dopo due brevi parentesi allo Jedinstvo Ub e al Kolubara, il centrocampista serbo viene notato dal Košice, una delle compagini più prestigiose della Superliga, il massimo campionato di calcio slovacco. Tra le fila degli Žltomodrí (“Gialloblù” in slovacco) si fa notare nel panorama europeo. È il Chelsea ad assicurarsi le sue prestazioni, prima girandolo in prestito una stagione al Vitesse e poi vendendolo al Benfica. A Lisbona arriva la sua consacrazione ufficiale nel palcoscenico europeo e, tre anni dopo, si verifica il suo nuovo trasferimento a Stamford Bridge.

Il centrocampista veste la maglia dei Blues da due stagioni, ma le quasi tre ore di volo tra la sua nuova casa e il luogo in cui è cresciuto non gli ha impedito di aiutare i suoi vecchi compaesani. Sarebbero ingenti, come riporta un articolo del Mirror, gli aiuti economici da parte di Matić. Per esempio, il centrocampista avrebbe estinto i debiti degli abitanti più poveri presso il supermercato del villaggio. La responsabile ha rilasciato le seguenti dichiarazioni riguardo lo splendido gesto: «La prima cosa che Nemanja fa quando ritorna qua è visitare il supermercato, da cui chiede la lista dei debiti degli abitanti che comprano solo generi di prima necessità e paga per tutti, proprio per tutti».

Ma non solo. Il giocatore del Chelsea avrebbe anche finanziato le riparazioni per la scuola elementare che egli stesso ha frequentato. Il preside dell’istituto, Boško Sarić, si è espresso in questi termini: «Nemanja ha finanziato l’area giochi dei bambini e ha detto che continuerà a farlo in estate. Ha progettato di portare canestri mobili, porte e palloni come equipaggiamento sportivo». Giocatore di un’umanità preziosa, che l’avrebbe condotto anche a estinguere i debiti di gioco dei suoi coetanei e a contribuire economicamente per la costruzione di una fontana di fronte alla chiesa del villaggio. In un’epoca in cui la distanza tra il calciatore e la gente è così ampia e fredda, gesti come questo vanno custoditi e raccontati.

Foto: Pagina Facebook ufficiale di Nemanja Matić

Chi è Matteo Calautti

Studente genovese di Scienze Internazionali e Diplomatiche, nonché "minor" di pallacanestro. Appassionato di sport in ogni sua forma e colore. Esterofilo e curioso osservatore di politica e attualità. Tra le altre, collabora anche con Londra Italia, con la rivista di Ingegneria di Genova, con la trasmissione televisiva Dilettantissimo e con Io Gioco Pulito, l'inserto sportivo de Il Fatto Quotidiano. Infine, ha fondato anche Liguria a Spicchi ed Il Calcio Portoghese, portali web dedicati rispettivamente alla pallacanestro ligure ed al calcio in Portogallo.

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