CALCIO: Crisi Galatasaray tra campionato, Europa e FFP

Il sorteggio di Europa League non è stato certamente benevolo con il Galatasaray, abbinato alla Lazio nel primo turno a eliminazione diretta (la gara di andata, disputata ieri sera, è terminata 1-1 a Istanbul). Poteva andare decisamente meglio ai giallorossi di Istanbul, finiti terzi nello stesso girone di Champions League di Atlético Madrid, Benfica e AstanaAver racimolato le briciole lasciate da Atlético e Benfica avrà pur garantito un piazzamento europeo, ma le incertezze continentali rappresentano alla perfezione le tribolazioni stagionali del Galatasaray: costretto in patria a una stagione transitoria, galleggiando a metà classifica nella Süper Lig guidata da Fenerbahçe e Beşiktaş. Le due rivali storiche del Gala, infatti, hanno fatto il vuoto dietro di loro, e stanno battagliando punto a punto per la vittoria del campionato.

Sotto di loro, protette da un abisso di punti, stanno a guardare Akhisar Belediyespor e İstanbul Başakşehir – finisse oggi il campionato, sarebbero qualificate al preliminare di Europa League per la prossima stagione, estromettendo il Galatasaray dai tornei continentaliL’Europa League rimane, come è facile intuire, l’unica ancora di salvezza per una stagione che non sembra in grado di portare lustro alla ricca bacheca del Galatasaray.

I problemi del Galatasaray non si fermano però al campo di gioco: le grosse somme investite per l’acquisto di giocatori del calibro di Didier Drogba e Wesley Sneijder e l’ingaggio di allenatori come Roberto Mancini e Cesare Prandelli hanno significato una perdita di circa 164 milioni di euro. Una perdita che, peraltro, potrebbe far scattare le sanzioni per la violazione delle norme del Financial Fair Play, la norma che prevede che le perdite di un club non possano eccedere i 30 milioni di euro per tre stagioni consecutive. Le sanzioni potrebbero includere anche una squalifica di almeno un anno dalle coppe europee, situazione che aggraverebbe ulteriormente il debito del Galatasaray, privando il club dei ricchi introiti per la partecipazione alle competizioni continentali.

Per ottenere il massimo risultato da questa stagione sottotono, la dirigenza ha deciso di affidarsi in panchina all’esperienza di Mustafa Denizli, una volta preso atto che il ciclo di Hamza Hamzaoğlu era ormai concluso. Salvare il salvabile, appunto, a costo di risolvere consensualmente il contratto di Hamzaoğlu, uno dei tecnici più vincenti della storia recente del club di Istanbul. Nella passata stagione, quella 2014/15, il Galatasaray si era affermato in Turchia senza lasciare nulla alle avversarie. Il campionato è stato vinto in rimonta, battendo in volata le due rivali cittadine storiche mentre la coppa di lega è stata conquistata battendo in finale il Bursaspor. In Supercoppa, il Galatasaray ha piegato una seconda volta la squadra di Bursa, completando la tripletta interna.

Questo palmarès non è bastato Hamzaoğlu per portare a termine la stagione attualmente in corso. Come detto in precedenza, per salvare la stagione il Galatasaray si è affidato a un tecnico di sicura affidabilità, assegnando l’incarico a Mustafa Denizli, l’unico manager che ha nel palmarès la vittoria del campionato turco con tre squadre diverse: Fenerbahçe, Beşiktaş e Galatasaray, nemmeno a dirlo. La storia personale di Denizli comincia da calciatore nella squadra della sua città, Smirne, nell’Altay, attualmente nel terzo livello della piramide calcistica turca. Eppure con Denizli centravanti, dal 1966 al 1983, la squadra bianconera aveva raggiunto l’apice della sua storia. Terzo posto in campionato nel 1970 e nel 1977, due coppe di lega conquistate nel 1967 e nel 1980; il tutto ottenuto grazie ai gol del suo numero 9.

La carriera da allenatore è stata, invece, simmetrica a quella da calciatore fedele per tutta la carriera alla squadra della sua città. Panchine in Turchia, Germania, Iran e Azerbaijan, ottenendo risultati notevoli in ognuno di questi paesi. In particolare, alla guida del PAS Tehran, dove ottenne il secondo posto nella lega domestica del 2005/06, stessa stagione nella quale il PAS raggiunse i quarti di finale della coppa dei campioni. Visti i risultati insperati, sembrava probabile che a Denizli sarebbe stata assegnata la panchina dell’Iran al mondiale di Germania 2006. Lui invece scelse la squadra di club del Persepolis. La squadra, però, non riuscì a ottenere i risultati sperati; arrivò terza in campionato nonostante il parco giocatori di assoluto talento. Denizli venne esonerato, e ritrovò, ancora una volta, la via di casa, trovando il riscatto sulla panchina del Beşiktaş.

Dopo una carriera da nomade, il ciclo di Denizli  si è chiuso ancora una volta Istanbul, ancora una volta al Galatasaray. Tuttavia, se questa sarà l’Europa League del riscatto è ancora presto per dirlo. L’1-1 nella sfida d’andata con Lazio lascia completamente aperto il discorso qualificazione. La partita di ritorno dirà se il Galatasaray potrà cercare in Europa soddisfazioni in una stagione finora poco esaltante, oppure se sarà un anno di transizione da far passare il più in fretta possibile.

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Chi è Matteo Marchello

Nato a Lecce, vive a Londra. Scrive di calcio per Trappoladelfuorigioco.it ed East Journal.

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